sabato 9 settembre 2023

Quale vita vale di più

Il presidente della provincia di Trento, uno che gli orsi li ama (a tavola), ha autorizzato l'uccisione dell'orsa F36 che un mesetto fa aveva aggredito una coppia di turisti su un sentiero di montagna. Tra le motivazioni addotte c'è quella secondo cui la vita di una persona vale più di quella di un orso.

Il ragionamento ha una sua apparente legittimità, chi di noi non dà per scontato che la vita di una persona vale più di quella di un animale? D'altra parte noi umani apparteniamo all'unica specie del pianeta dotata di immaginazione e di capacità di pensare, cose queste che ci hanno convinto di essere superiori a ogni altra specie. E a furia di raccontarcelo, questo pensiero si è trasformato in inconscio collettivo in cui tutti siamo immersi dall'istante esatto in cui veniamo al mondo (ci sarebbe un discorso da fare sulla questione del dominio introdotta dal cristianesimo ma lasciamo stare). È verosimile pensare che se anche altre specie viventi avessero avuto le stesse capacità nostre avrebbero pensato la stessa cosa di se stesse.

Il problema di questo quesito, però, è che non ha senso; dal punto di vista epistemologico, metodologico, non sta in piedi, a meno che non si definiscano i parametri a cui fare riferimento per stabilire se vale più la vita di una persona o di un orso. Noi abbiamo la capacità di pensare, di immaginare, di cooperare (quest'ultima ce l'hanno anche molte specie animali, vedi le api ad esempio), ma queste peculiarità rappresentano un valore aggiunto rispetto a chi non le possiede? Guardando la storia del mondo e i modi in cui le abbiamo usate (nel bene e nel male), non direi.

Forse la nostra vita vale di più di quella di un orso perché la nostra specie è quella prescelta da Dio? Ma Dio l'abbiamo inventato noi, è uno dei tanti frutti della capacità della nostra specie di immaginare e inventare narrazioni. Dall'avvento della cosiddetta rivoluzione culturale, circa 50.000 anni fa, ossia il periodo in cui i nostri antichi antenati hanno cominciato a dipingere grotte, a utilizzare l'intelligenza simbolica, a effettuare sepolture rituali per accompagnare di là chi moriva e tutto il resto, l'essere umano non ha fatto altro che inventarsi divinità e immaginare vite future. Ma è un parametro sufficiente, questo, per dire che la vita di una persona vale più di quella di un orso? Mah.

Immagino che il discrimine per fare questo tipo di valutazione sia l'ambiente culturale e sociale in cui ognuno cresce. Io che sono sostanzialmente un darwiniano e mi approccio a queste tematiche sotto questa luce, penso non solo che le varie specie viventi abbiano tutte una loro legittimità, facciano tutte parte di quell'insieme di relazioni interconnesse che noi definiamo natura e che non ce ne sia una che vale più di un'altra, ma penso anche che il concetto di valore applicato alla vita non abbia senso.

Il problema è che noi siamo riusciti a dare un senso anche a quello, facendo del mercato e del denaro il generatore simbolico di ogni valore (cit.) e subordinando ad esso anche la vita. Perché ad esempio lasciamo che i migranti affoghino in mezzo al Mediterraneo? Non certo perché sono neri, ma perché sono poveri e accoglierli rappresenta un costo. Se si avvicinasse alle nostre coste un barcone carico di facoltosi imprenditori manderemmo in soccorso dieci navi della guardia costiera e una volta arrivati stenderemmo il tappeto rosso. Perché in Italia (e non solo) abbiamo la piaga delle morti sul lavoro? Perché la prevenzione, il rispetto delle regole di sicurezza, per le aziende sono costi, e sull'altare di questi costi si è disposti a rischiare di sacrificare vite umane.

Quindi, in definitiva, io non ho ancora capito perché noi saremmo migliori degli orsi.

12 commenti:

Anonimo ha detto...

Pienamente d'accordo! Non trovo neanche una virgola da aggiungere ai tuoi ragionamenti.
Bravissimo Andrea, ciao, buon week-end.
siu

Andrea Sacchini ha detto...

Grazie a te. Buon weekend, Siu.

Gwendalyne ha detto...

Dando per assodato il fatto che il concetto "la vita di una persona vale più di quella di un orso", come giustamente hai argomentato tu, faccia acqua da tutte le parti, non vedo in che modo possa valere come motivazione per abbattere l'orsa. Non sta in piedi nemmeno l'"occhio per occhio, dente per dente" della pena di morte, ammesso e non concesso che la si reputi una sanzione accettabile, dal momento che a quanto pare alle persone "aggredite" quella povera bestia non ha torto un capello.

Andrea Sacchini ha detto...

>non vedo in che modo possa valere come motivazione per abbattere l'orsa

Infatti come motivazione non ha alcun valore, ma il povero Fugatti doveva aggrapparsi a qualcosa per giustificare il gesto e immagino non abbia trovato di meglio.

LadyJack ha detto...

Lode al tuo post, che dice cose sacrosante.

Andrea Sacchini ha detto...

Grazie. Il problema è che, in generale, si tratta di concetti estremamente controintuitivi per tutta una serie di motivi.

Anonimo ha detto...

"Quale vita vale di più":un affermazione come titolo e a seguire nel contenuto di un post che ricade né più né meno nel medesimo meccanismo da cui cerca di dispiegarsi.

Come si fa ad affermare e riaffermare quale vita vale di più dal momento in cui ogni vita possiede un anima?

Sarà mai che sei troppo orgoglioso da ammettere che quel Dio in cui tanto non credi ,abbia dato anche a te una forma di intelligenza che cerca di dar voce a chi non ha potuto come quell'orsa, arrivando a toccare qualcosa senza riuscire a non colpire i tuoi simili figli dello stesso Dio da cui ti ravvedi?


Non vedo poi tanta differenza tra te e colui che ha fatto del male all'orsa sai,ti poni sullo stesso livello credo.Ma avrà un senso anche questo e so che i punti di vista non lineari con i tuoi sono motivo di meditazione che non necessitano di risposta alcuna :)

Ciao Andrea...




Io! ha detto...

Non so.
Se un animale è pericoloso, credo sia giusto prendere provvedimenti.
Non ho seguito la storia intera, nè sono informata sul ruolo dell'orso nell'ecosistema etc.

Riguardo al fatto di essere superiori come specie: presi come specie, abbiamo dalla nostra persone che hanno portato avanti il progresso fino allo stato attuale, e ancora andremo avanti. Di sicuro, nessun'altra specie lo ha fatto.
Certo, ci sono individui che sono di livello infimo e fanno grandissimo danno.

Non so se sia giusto parlare di superiorità nel senso che siamo meglio, ma di sicuro siamo più forti (quando siamo nel nostro ambiente), ovvero: potenzialmente abbiamo il potere di sterminare altre specie (che potrebbe anche essere controproducente alla nostra sopravvivenza).

Comunque, se lo chiedete a me: la vita mia, dei miei figli, dei miei cari, è più importante di un'orsa o di qualsiasi animale.

Andrea Sacchini ha detto...

>un affermazione come titolo e a seguire nel contenuto di un post che ricade né più né meno nel medesimo meccanismo da cui cerca di dispiegarsi

Cioè?


>Come si fa ad affermare e riaffermare quale vita vale di più dal momento in cui ogni vita possiede un anima?

Devi chiederlo al presidente della provincia di Trento, l'affermazione l'ha fatta lui. Io mi sono limitato a spiegare perché non sono d'accordo con lui. Per quanto riguarda l'anima (concetto che ha inventato sant'Agostino e che col cristianesimo non c'entra niente), dove sta scritto che ogni vita ne possiede una? E, soprattutto, cosa si intende con anima? No, giusto per capire di cosa stiamo parlando.


>Sarà mai che sei troppo orgoglioso da ammettere che quel Dio in cui tanto non credi ,abbia dato anche a te una forma di intelligenza

Non credo in Dio e non mi risulta che sia obbligatorio crederci. C'è chi ci crede e la cosa lo fa stare bene, c'è chi non ci crede e sta ugualmente bene. Per quanto riguarda la mia pur limitata intelligenza, mi sento di ringraziare i miei genitori per avermela data. Non vedo chi altri dovrei ringraziare.


>Non vedo poi tanta differenza tra te e colui che ha fatto del male all'orsa sai,ti poni sullo stesso livello credo

Mi risulta che l'orsa sia viva e che nessuno ancora l'abbia uccisa, e mi auguro che non venga uccisa. Per quanto riguarda la differenza tra me e chi potrebbe farle del male, beh, io a differenza di te ne vedo tanta.


>Comunque, se lo chiedete a me: la vita mia, dei miei figli, dei miei cari, è più importante di un'orsa o di qualsiasi animale

Anche quella delle mie figlie lo è, ma temo che tu non abbia capito minimamente il senso del mio post.

Gas75 ha detto...

Concordo con quanto scrivi.

Anonimo ha detto...

Cioè?
Cioè ...mentre il presidente della provincia di Trento afferma tra le varie motivazioni l'abbattimento dell'orsa ponendo , a mio avviso provocatoriamente , la questione su una priorità vitale dell'uomo sull'animale ,te affermi altrettanto provocatoriamente e a mio avviso,tra le varie motivazioni che forse la nostra vita vale di più di quella di un orso perché la nostra specie è quella prescelta da un Dio inventato da noi? -E siccome Dio l'abbiamo inventato *noi, è uno dei tanti frutti della capacità della nostra specie di immaginare e inventare narrazioni- Già...saresti un ottima testimonianza che supporta la stessa tesi e che esprime come chiosa finale a parole cioè "in fede"un concetto che a furia di raccontarcelo frequentemente nel blog,non tange minimamente la coscienza di chi "ha fede",se non ad avvalorare , in chi non crede, la capacità narrativa di questi " racconti" che a quanto pare sono riusciti a sostare nell 'uomo da intere generazioni.È come dire" Esiste l'amore ,mi ha toccato dentro un tempo ma adesso l'ho rimosso"!

Perdonami Andrea in fondo sei tu che nel mentre mi lasci ben sperare nel pensare che" non solo le varie specie viventi abbiano tutte una loro legittimità e facciano tutte parte di quell'insieme di relazioni interconnesse che noi definiamo natura e che non ce ne sia una che vale più di un'altra, e poi nello stesso tempo sminuisci il concetto di valore applicato alla vita ?Io invece credo sia sacrosanto il concetto di vita e armonia con tutto il creato , proprio in nome di quella Natura che altro non è se non un Dio.
>Come si fa ad affermare e riaffermare quale vita vale di più dal momento in cui ogni vita possiede un anima?

Devi chiederlo al presidente della provincia di Trento, l'affermazione l'ha fatta lui. Io mi sono limitato a spiegare perché non sono d'accordo con lui.

No,Andrea è palese che non ti sei limitato a spiegare il perché non sei d'accordo ,ma a prendere la palla al balzo per avallare la tua tesi su un Dio in cui non credi generalizzando su un *noi invenzione.Bene io non sono in quel tuo *noi e nemmeno tra coloro che concordano senza esitazioni...

Per quanto riguarda l'anima (concetto che ha inventato sant'Agostino e che col cristianesimo non c'entra niente), dove sta scritto che ogni vita ne possiede una? E, soprattutto, cosa si intende con anima? No, giusto per capire di cosa stiamo parlando.

Stiamo parlando di fiabe ,invenzioni e racconti che paradossalmente hanno la stessa natura dell'anima di chi li anima nel bene e nel male...Sant'Agostino da te citato è un bellissimo esempio ,basta leggerlo approfonditamente per capirne la natura,potrebbe sorprendere:)

Non credo in Dio e non mi risulta che sia obbligatorio crederci. C'è chi ci crede e la cosa lo fa stare bene, c'è chi non ci crede e sta ugualmente bene.(A me non pare che chi non crede stia ugualmente bene,ma è sacrosanto rispettare il suo"libero arbitrio "( termine forse poco gradito,scusa)di ognuno.

Per quanto riguarda la mia pur limitata intelligenza, mi sento di ringraziare i miei genitori per avermela data. Non vedo chi altri dovrei ringraziare.(Spero mi consenti un abbraccio virtuale ai tuoi genitori e grazie a te che sai onorarli)


Mi risulta che l'orsa sia viva e che nessuno ancora l'abbia uccisa, e mi auguro che non venga uccisa.( a me risulta che in qualche modo l' orsa l'abbiamo uccisa un po tutti Noi,si qui mi ci metto anche io,e non ne siamo consapevoli )per quanto riguarda la differenza tra me e chi potrebbe farle del male, beh, io a differenza di te ne vedo tanta.(Lo rispetto,ok,potrebbe essere un buon punto di ripartenza ,utile a mettermi in discussione)

Grazie e buona serata.L

Andrea Sacchini ha detto...

Buona serata.

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