domenica 11 ottobre 2020

Da Crises al revisionismo storiografico

Come ho scritto più volte, tra le perversioni a cui indulgo più facilmente c'è quella di ascoltare musica o conferenze mentre cammino. Tra ieri e oggi mi sono imbattuto in un paio di cose estremamente interessanti e ho pensato di postarle qui in caso a qualcuno interessino. La prima è una versione a due pianoforti di Crises, forse una delle creazioni più belle del celebre compositore britannico Mike Oldfield. L'altra è una interessantissima conferenza del leggendario Alessandro Barbero con la quale smonta il famosissimo detto secondo cui la storia non si fa coi "se". Sono pigro, come sapete, quindi non mi dilungo in spiegazioni; vi basti la segnalazione :-)



sabato 10 ottobre 2020

Servizio militare

Siccome il calo di interesse attorno alla sua figura (neppure gli ascolti televisivi ormai salgono più in sua presenza, nonostante sia in video ogni giorno) sembra ormai avviato su una china difficilmente invertibile, per tentare di tenere alta l'attenzione su se stesso è costretto ogni giorno a inventare una sciocchezza diversa. D'altra parte, alle menate sulla sacralità del presepe e sui cattivoni che vogliono cancellare le nostre care tradizioni manca ancora più di un mese e nel frattempo gli tocca inventarsi qualcos'altro. Così un paio di giorni fa ha rispolverato un vecchio arnese propagandistico molto caro alla Lega: il servizio militare. Quando saremo al governo - dice - ripristineremo il servizio militare e civile. Si tratta naturalmente di una delle millemila promesse che puntualmente non si realizzeranno, buona giusto per catturare l'attenzione degli ultimi gonzi in circolazione che ancora abboccano alle sue panzane.

Detto questo, a me sinceramente non dispiacerebbe che un giorno arrivasse un governo che ripristinasse il servizio militare obbligatorio. Per il semplice fatto che il servizio di leva era forse l'ultimo rito iniziatico rimasto che consentisse di interrompere quelle adolescenze che oggi si protraggono fino a trent'anni e oltre. Intendiamoci, so benissimo che molti giovani, oggi, rimangono in casa coi genitori (spesso pure a carico loro) fino a trent'anni e oltre per reale mancanza di alternative, ma è altrettanto vero che molti, pur avendo le possibilità di emanciparsi, rimangono in casa perché in fondo mica si sta male con la mamma. E io ne conosco più di uno.

A me il servizio militare è servito. Ho imparato a cucinare, a farmi il letto, a lavarmi la biancheria; ho imparato ad affrontare da solo problematiche per risolvere le quali prima avrei dovuto rivolgermi ai genitori; ho imparato un po' di disciplina grazie alla rigidità degli orari, e soprattutto ho imparato a superare il "trauma" di venire catapultato da un giorno all'altro da un ambiente conosciuto e confortante (famiglia, amici ecc.) a un altro nuovo e totalmente sconosciuto. Insomma, è stata una buona scuola di vita che, credo, avrebbe oggi, forse addirittura più che ai miei tempi, una sua utilità.

venerdì 9 ottobre 2020

Lennon e il Che

Il nove ottobre del 1940 nasceva John Lennon. Il nove ottobre del 1967 moriva Ernesto Che Guevara. Due personaggi a cui sono molto legato, accomunati dall'essere stati, ognuno nel proprio campo, due rivoluzionari.

Dittatura sanitaria

I negazionisti del covid che in questi giorni organizzano manifestazioni qua e là in giro per lo stivale (il 28 saranno qua a Rimini, mi raccomando non mancate!) dicono di protestare contro quella che definiscono una dittatura sanitaria, dal che si evince che non hanno la più pallida idea di cosa sia una dittatura. In generale, uno dei problemi della contemporaneità è che non si conoscono più i significati delle parole, che vengono quindi usate un po' alla cazzo di cane così come capita, giusto per ammantare di falsa serietà iniziative che se non fossero pericolose potremmo tranquillamente ascrivere alla sfera del ridicolo e del commiserevole.

Obbligare una comunità ad adottare precauzioni (mascherine, distanziamento ecc.) per cercare di arginare l'espandersi di una pandemia è una forma di dittatura? No, non lo è. È semplicemente buon senso. Il fascismo in Italia è stata una dittatura, così come il nazismo in Germania, il franchismo in Spagna, lo stalinismo in Russia e via di questo passo. Quelle sono state dittature, non l'obbligo di indossare una mascherina; ed erano dittature in primo luogo perché avevano un disegno, un progetto, una visione, deliranti e assurdi quanto si vuole ma reali. E quali sarebbero gli oscuri disegni o progetti nascosti dietro una mascherina?

Mussolini ha instaurato il fascismo perché voleva un'Italia forte, potente, che fosse annoverata tra le grandi nazioni d'Europa, un'Italia militarista, autarchica, gerarchica, tutti allineati, tutti in marcia e petto in fuori, un'Italia con un governo autoritario senza opposizioni, giornali, parlamento e tutti quei fastidiosi inciampi sul cammino di ogni dittatura; scopi da ottenere a qualsiasi prezzo, compresi violenze, squadrismi, torture, omicidi, confinamento di oppositori ecc. 

L'obbligo di indossare una mascherina può essere considerato una forma di dittatura? Sì, se non si è mai aperto un libro di storia.

domenica 4 ottobre 2020

Il calzolaio


Gironzolando oggi pomeriggio per Santarcangelo ho scoperto che nella parte alta (Santarcangelo vecchia) esiste ancora una bottega di un calzolaio. Presumo che la maggior parte dei miei 32 lettori sappia cos'è e cosa fa un calzolaio, ma siccome c'è la remota possibilità che qualche ventenne passi di qui, lo spiego.

Molto brevemente, il calzolaio è un artigiano che ripara scarpe, stivali, ciabatte e quant'altro. Naturalmente l'ipotetico ventenne di passaggio sorriderà nell'apprendere questa cosa, dal momento che è nato e vive in una società che ha come religione il consumismo (le scarpe, una volta rotte, si buttano e se ne comprano di nuove. Che tutto sommato andrebbe anche bene, se non fosse che oggi le scarpe si accantonano dopo sei mesi o un anno ancora perfettamente integre solo perché passate di moda).

Ebbene sì, una volta esistevano i calzolai, e io, che pure vecchio vecchio non sono, ricordo perfettamente che quand'ero bambino mia madre, prima di buttare le scarpe mie e di mio fratello (quando le gettava significava che non era più possibile aggiustarle), le portava dal calzolaio a farle riparare.

Altri tempi, e non necessariamente peggiori di questo. Anzi.

Pence

Se a Trump dovesse andare male gli subentrerebbe, almeno provvisoriamente, Mike Pence. Sarebbe un presidente migliore o peggiore di quello attuale? La risposta appare scontata. Tuttavia, leggendo le brevi note che lo riguardano in questo post di formamentis, viene da augurarsi che Trump la sfanghi e rimanga al suo posto, almeno fino a novembre.

sabato 3 ottobre 2020

Scriveva Umberto Eco, vent'anni fa




(da Migrazioni e intolleranza, Umberto Eco, 2000)

L'angelo di Monaco


Se siete appassionati di gialli e di storia, non posso fare altre che consigliarvi la lettura di questo ottimo romanzo di Fabiano Massimi, che è insieme thriller (un ottimo thriller) e romanzo storico: L'angelo di Monaco, la storia in forma romanzata dell'assassinio di Angela Maria Raubal (Geli), l'amata nipote di Adolf Hitler. 

Siccome sono pigro, e il sabato più del solito, e siccome ho sempre preferito leggere piuttosto che scrivere (ho una montagna di libri in attesa), non vi sto a fare la sinossi del romanzo, vi dico solo che a me è piaciuto molto. In primo luogo perché, come ho scritto, è un thriller magnificamente congegnato; in secondo luogo perché descrive in maniera dettagliata la Germania degli anni trenta del secolo scorso, in particolare il contesto sociale e politico entro cui è nato e ha preso forma il Nazismo.

Assolutamente da leggere, a mio parere.

Salvini a processo

Non ho idea di come finirà il processo a Salvini per il caso Gregoretti. C'è un giudice a cui spetta giudicare se ciò che ha fatto è conforme alle leggi italiane oppure no; a lui sta pronunciare il verdetto, non a noi che non conosciamo in maniera approfondita né le carte né le leggi e quindi possiamo solo esprimere impressioni e auspici perlopiù dettati dalla pancia e dall'antipatia o simpatia nei suoi confronti (per inciso, io non l'ho mai potuto soffrire). 

Detto questo, c'è una cosa che non posso tollerare, e cioè che lui continui a sbandierare lo slogan secondo cui il suo agire è stato dettato dalla necessità di difendere i confini. Non la tollero perché è una frase che inserita arbitrariamente in questo specifico contesto non ha senso e non ha significato, e siccome le parole hanno invece un senso e un significato, la sua reiterazione non è che una storpiatura semantica messa subdolamente in atto con l'unico scopo di ingannare chi non è in grado di riconoscerla. 

Per capirlo è sufficiente che si prenda un qualsiasi vocabolario e si guardi il primo significato del verbo difendere. Fine.

venerdì 2 ottobre 2020

Trump e il coronavirus

Volendo fare una battuta da bar, o da social, si potrebbe invitare Trump, ora che è risultato positivo al coronavirus, a iniettarsi del disinfettante per vedere l'effetto che fa. Ma noi siamo persone serie e quindi gli auguriamo che ne esca al più presto e senza danni, così come allo stesso modo ci auguriamo che da novembre non sia più l'inquilino della Casa Bianca e l'America possa così archiviare la brutta parentesi caratterizzata dal peggior presidente che gli USA abbiano mai avuto. Per il resto, che dire? Fino a qualche giorno fa Trump perculava Biden perché indossava sempre la mascherina, ora Trump ha il virus e Biden no. Mi pare non ci sia nulla da aggiungere.

Dissociazioni?

Ma tu ti sei dissociato? Tu hai preso le distanze? E se non l'hai fatto, perché non l'hai fatto? Come mai il tale politico non l...