Alcune immagini che arrivano dalla Francia sono abbastanza sorprendenti. Non mi riferisco a quelle delle devastazioni e dei danneggiamenti provocati da manifestanti che non sono manifestanti ma a mio avviso delinquenti, quanto a ciò che succede a Lille e in altre zone, dove centinaia di vigili del fuoco si sono uniti ai manifestanti. In particolare è sorprendente vedere vigili del fuoco ammassare copertoni su una tangenziale e incendiarli, oppure lanciare getti schiumogeni contro gli agenti di polizia.
Gli studenti manifestano contro le risorse insufficienti, i tagli alla scuola, gli edifici scolastici fatiscenti, le disuguaglianze nell'accesso agli studi universitari. I pompieri manifestano contro il definanziamento e il deterioramento dei servizi pubblici, in particolare contro la cronica mancanza di personale rispetto al costante aumento degli interventi, la mancanza di mezzi adeguati dopo stagioni estive sempre più impegnative e rischi per la salute. In più, i vigili del fuoco contestano la supplenza alle carenze altrui, come il dover "fare da tappo" per coprire le mancanze in altri settori pubblici in crisi (come il sistema sanitario d'emergenza o i servizi sociali sul territorio).
In Francia, per rispondere alla crisi geopolitica europea (guerra in Ucraina, minacce cyber) e rispettare la Loi de Programmation Militaire, il budget della Difesa francese ha registrato incrementi record (+6,7 miliardi di euro per il solo 2026, spingendo la spesa militare verso i 66-67 miliardi). Contemporaneamente, per contenere un deficit pubblico elevato (superiore al 5% del PIL) e il rialzo dei tassi d'interesse sul debito, i governi francesi hanno applicato rilevanti piani di risparmio. Questo ha comportato il congelamento degli stipendi del pubblico impiego, il congelamento delle pensioni e di alcune prestazioni sociali, oltre a sforbiciate sui bilanci della scuola, della sanità e dei trasferimenti agli enti locali.
Ecco, forse se il governo francese spendesse meno in difesa (leggi armi) contro nemici immaginari e più in servizi sociali, magari a certe "guerre" non assisteremmo. E non vale solo per i francesi, eh.
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