Ieri, durante una delle mie camminate nella desolazione, mi sono immerso nell'ascolto di Ommadawn. Ommadawn, pubblicato nel 1975, è il terzo album in studio del compositore britannico Mike Oldfield (lo scrivo a beneficio di eventuali giovinetti che dovessero passare di qui). Si tratta di una lunga suite musicale suddivisa in due tracce. La prima traccia dura 19 minuti, la seconda 14 - alla faccia della musica usa e getta odierna cui accennavo nel post di venerdì.
Si tratta di musica evocativa, a tratti onirica, con richiami che vanno dall'afro al celtico fino all'inquietudine della colonna sonora de L'esorcista, e in cui il musicista e polistrumentista si inserisce a tratti con pregevolissimi assoli di chitarra. Un tipo di musica perfettamente in simbiosi con l'ambiente circostante in cui ero immerso, fatto di silenzio, solitudine, sentieri persi nella vegetazione.
Ommadawn nel silenzio.
