mercoledì 4 febbraio 2009

Confronti





(via gilioli)

Tutto fa brodo (anche la vicenda di Guidonia) pur di dare contro ai giudici

L'altro ieri, il premier, Silvio Berlusconi, ha espresso il suo stupore dopo aver saputo della concessione degli arresti domiciliari a due dei romeni implicati nella vicenda di Guidonia, accusati di favoreggiamento nei confronti degli altri quattro appartenenti alla banda di stupratori. Ecco il suo commento: "i giudici applicassero le leggi e che tutti i cittadini sentissero che la pena è una certezza e non qualcosa che può in certi casi essere obliterata".

Ora, prima che pensiate che io voglia in qualche modo schierarmi a difesa o meno della decisione del giudice che ha concesso i domiciliari ai due, vorrei far presente che non sono un avvocato, non ho particolari competenze in materia di giustizia penale e quindi dico quello che penso basandomi su quello che trovo in rete.

In base a questo vorrei far notare che i responsabili materiali dello stupro - almeno stando a quanto riporta la stampa - sono tuttora in carcere. Ai domiciliari sono finiti solamente i due accusati di favoreggiamento. E il giudice ha disposto questo basandosi proprio su quanto prescrive la legge e la discrezionalità che questa gli attribuisce, in questo caso non ravvisando cioè, per i due, gli estremi per la loro detenzione cautelare in carcere. Altro punto che vorrei far notare, è che gli arresti domiciliari sono a tutti gli effetti una forma di restrizione della libertà personale, in quanto chi è sottoposto a questa misura ha l'obbligo di starsene in casa senza poter uscire per nessun motivo, pena la revoca della misura stessa.

Questa puntualizzazione mi sembra quanto mai necessaria, perché la stampa tutta, nel suo incessante perseguimento dell'obiettivo di continuare a fornire notizie tendenziose e fuorvianti, sembra dipingere gli arresti domiciliari come una sorte di premio, come se i due fossero definitivamente liberi e fuori da questa storiaccia. Quindi, nonostante quello che dice Berlusconi, il giudice ha applicato la legge. Che poi la legge non piaccia a lui è un altro discorso, ma di questo non può certo farne una colpa al giudice.

Altro punto che vorrei far notare, è che tutti i responsabili della banda andranno a processo per quello che hanno combinato, e ognuno risponderà di quello che ha fatto in base alla gravità e al suo grado di implicazione nella vicenda. Il fatto che alcuni scontino la custodia cautelare in carcere e altri agli arresti domiciliari non ha nessuna implicazione e non influisce in nessun modo sulle modalità di svolgimento - nonché sull'esito - del procedimento. Insomma, il processo si svolgerà indipendentemente dal tipo di misura restrittiva adottata nelle fasi iniziali dell'indagine.

Anche questa precisazione mi sembra oltremodo necessaria, perché anche in questo caso si sono letti titoli a piena pagina (tipo questo) in stile "Già liberi i romeni responsabili dello stupro" e simili, che inducono il lettore distratto e poco attento a farsi l'idea che per la banda la storia sia già acqua passata. Non si vede quindi cosa c'entri ancora la famosa certezza della pena invocata da Berlusconi. Di questa, eventualmente, si potrà parlare solo a processo terminato, quando si andrà a verificare che la condanna inflitta ai responsabili sia effettivamente scontata per intero (e sappiamo già che non sarà così), senza i famosi benefici tipo permessi premio, sconti, buona condotta e via dicendo.

Quindi, alla luce di tutto ciò, si nota facilmente come il premier sia riuscito a infilare (volontariamente?) due castronerie una dietro l'altra. Primo perché il giudice ha applicato la legge, e secondo perché la certezza della pena c'entra con le misure restrittive come i cavoli a colazione. E usare questi mezzi per cavalcare l'onda dello sdegno che giustamente suscitano fatti come questo, non mi pare faccia molto onore, specialmente a chi ha in mano la responsabilità di guidare un governo e come tale dovrebbe avere l'accortezza di misurare ogni singola frase che dice.

Se il premier intende indignarsi veramente, invece di puntare il dito contro un giudice che non ha fatto altro che applicare la legge, se la prenda magari con chi in questi anni non ha fatto altro che partorire provvedimenti che di fatto hanno reso il nostro paese una sorta di bengodi per i criminali (vedi ad esempio indulto e depenalizzazioni varie). E magari, già che c'è, visto che si parla di depenalizzazioni, provi a vedere quale è stato uno degli strumenti fondamentali che ha consentito la cattura dei 6 delinquenti, e magari pensi se dopo la grande riforma che ha in mente lui questa cosa sarà ancora possibile.

martedì 3 febbraio 2009

Eluana è arrivata a Udine

Si direbbe che la dolorosa - e per certi versi scandalosa - storia sia arrivata all'epilogo; anche se, visti i precedenti, la prudenza è quanto mai d'obbligo. Eluana è infatti arrivata alla clinica di Udine in cui verrà interrotta la sua non-vita (scusate, ma non mi sento di chiamare vita 17 anni passati in un letto in stato d'incoscienza)

Non mi dilungo più di tanto, anche perché su questa vicenda ho già scritto molto e forse adesso più che mai servirebbe un po' di silenzio.

Questo breve post solo per dire che a mio avviso questa storia ha rappresentato, forse più di altre, una sconfitta. In primo luogo per quello che comunemente chiamiamo "stato di diritto", visto le enormi difficoltà incontrate dai familiari per far valere il loro diritto a vedere applicata una sentenza definitiva che per lo stato italiano è (dovrebbe essere) legge.

In secondo luogo per la chiesa, che ancora non si è resa conto - le manifestazioni di protesta continuano tuttora - che esiste una cosa chiamata libero arbitrio, che va ben oltre quelle che possono essere le convinzioni morali o religiose delle gerarchie ecclesiastiche. Una chiesa ancora arroccata su posizioni totalmente anacronistiche, in virtù delle quali la vita non sarebbe nostra ma di Dio, che di fatto ci tolgono qualsiasi titolo a poter decidere autonomamente cosa farne.

Una sconfitta per la politica, capacissima a scannarsi e a perdere tempo e risorse (nostre) su qualunque cretinata ma incapace di sedersi seriamente a un tavolo per riuscire a mettere insieme una legge decente su questo benedetto testamento biologico.

E una sconfitta, purtroppo, anche per Eluana, in quanto il primo parametro che avrebbe dovuto fare da cardine a tutta la vicenda - la sua volontà - è stato sistematicamente e ignobilmente disatteso da tutti. Quei tutti che non hanno ancora capito che la vita umana non è né di Dio, né della chiesa, né dei giudici, ma solo di chi ogni giorno ne porta la croce e il peso.

Sdegno e commenti (sempre uguali) dopo i fatti di Nettuno

Non so se avete notato, ma c'è un qualcosa che accomuna tutti i gravi fatti di cronaca nera (che tra l'altro cominciano a essere parecchi) che ultimamente balzano agli onori delle prime pagine: le reazioni e i dibattiti. La vicenda di Nettuno non è ovviamente da meno - a proposito, come mai qui non c'è stato nessun tentativo di linciaggio? - e, come si evince chiaramente sfogliando qualsiasi quotidiano, a margine dell'esposizione dei fatti ecco apparire come per incanto l'intervista al Crepet di turno, al politico in vista, al parroco, al sindaco, ecc...

Tutti belli indignati e tutti pronti a dire la loro, più o meno sempre la stessa pappardella: come sono ridotti i nostri giovani, dove sono i valori, quando eravamo giovani noi, i genitori, l'alcol, la droga, il sabato sera e bla bla bla. Ovviamente anche le interpretazioni del fenomeno si sprecano: alcuni danno la colpa al razzismo, altri al bullismo, altri ancora alla balordaggine di questi giovani che non sanno come concludere degnamente una serata, e cosi via.

Mi pare però che pochi mettano l'accento sul fatto che episodi di questo genere cominciano a essere frequenti, molto frequenti. E ce ne si rende conto, oltre che passando in rassegna le cronache nazionali dell'informazione, anche - anzi soprattutto - da quelle locali. Provate a prendere un quotidiano locale, magari della provincia dove abitate, e a sfogliare le pagine di cronaca: troverete che fatti simili, anche se naturalmente non della gravità di quelli che balzano sulle prime pagine, capitano spesso, molto spesso.

Fateci caso, ogni giorno in qualche angolo del nostro paese c'è qualcuno che infierisce su qualcun altro, in special modo se questo qualcun altro è un "diverso": zingaro, rom, gay, invalido, barbone, ecc...

Non mi sembra che stiamo imboccando una bella via.

lunedì 2 febbraio 2009

Elogio alla cattiveria















"Io penso - avverte il responsabile del Viminale - che per contrastare l’immigrazione clandestina e tutto il male che porta, non bisogna essere buonisti ma cattivi, determinati ad affermare il rigore della legge".

Certo, seguendo magari le ottime direttive impartite da autorevoli esponenti leghisti.

30.000 euro

Leggo che una mia quasi compaesana, tale Chiara Baschetti, ha rinunciato ad affiancare Bonolis durante il prossimo Sanremo in quanto non contenta del compenso, che - sempre secondo quanto scrive la stampa - sarebbe dovuto essere di circa 30.000 euro per tutte e 5 le serate.

Ora, per carità, ognuno ha ben il diritto di contrattare il suo cachet come crede, ci mancherebbe, ma vorrei solo far notare che tale cifra per la stragrande maggioranza degli italiani - anche se non hanno le sue fattezze e non vivono costantemente tra Milano, New York, Parigi e Londra - rappresenta sì e no il compenso lordo di un anno abbondante di lavoro.

Il clamoroso autogol dei giornali sul caso Di Pietro vs Napolitano

Di Pietro, ha perfettamente ragione. Ho votato PD, non lo voterò più! Il mio voto e quello dei miei familiari andrà a Di Pietro. Sogni d'oro Veltroni.

Ma la politica si rende conto del consenso che Di Pietro sta scatenando in Italia! Vorrei che i politici che oggi ci rappresentano capissero che il cittadino di sinistra oggi non si sente più rappresentato dal PD, e quando dico PD non parlo del nome che può essere PD, PDS ecc ma delle persone che stanno dentro, perchè ormai sono totalmente invischiate nel sistema economico del paese e quindi impotenti di proteggere gli onesti. SE NON POTETE PIU' DIRE DI NO AL POTERE ECONOMICO !"FATEVI DA PARTE"!

Mi chiedo se chi definisce offensive le parole di Di Pietro abbia veramente seguito l'intervento - io l'ho fatto e non ho sentito nulla di "inaccettabile" o "inqualificabile". Veltroni sembra proprio non voler capire, e intanto continua a perdere voti, compreso il mio.

Mi chiedo perchè abbiate creato [riferito ai giornali, nda] questo "scandalo" su Di pietro, quando basta guardare il video su internet per capire che le cose si sono svolte diversamente....siete poco seri Un EX affezionato lettore

Ho ascoltato dal web l'intero intervento di Di Pietro (e quelli degli altri partecipanti alla manifestazione) e non mi sembra ci sia stata alcuna offesa al Capo dello Stato, ma la constatazione di come alcuni suoi atti - o non atti - abbiano contribuito a portare il Paese nella situazione in cui è (p es, la firma al c.d. "lodo Alfano"). Anzichè evidenziare i motivi della manifestazione, e chiarire una volta per tutte che non c'è stato alcuno "scontro tra Procure" ma il voler fermare una Procura (quella di Salerno) che non ha fatto altro che il suo dovere, come ha ribadito anche il Tribunale del riesame nel valutare i suoi atti, si parla solo di questi aspetti (e delle polemiche ed iniziative strumentali che sono seguite). Dovere dell'informazione (anche di Repubblica) è quello di dire sempre la verità, ma per fortuna i cittadini hanno altri modi per venirla a sapere, anche se questo comporta l'impegno a superare la cortina di fumo che sempre più spesso vuole distocere i fatti.

Per fortuna che esiste "Tonino", rimasto l'unica voce fuori dal coro. Alle ultime elezioni ho votato per il PD (Veltroni) e me ne sono amaramente pentito. Il pifferaio magico continua a mietere vittime ed a omologare tutto e tutti. Grazie Tonino, alla prossima consultazione io e la mia famiglia ti sosterremo affinchè tu continui la tua lotta in difesa della giustizia e contro i privilegi rappresentando la volontà delle persone oneste.

Chissà se per qualcuno sta cominciando a suonare la sveglia. Chissà se a qualche direttore di testata, o magari qualche segretario di partito, stanno cominciando a fischiare le orecchie. Chissà se quelli che stanno nella stanza dei bottoni, e tengono le redini dell'informazione, stanno avvertendo che il pavimento che hanno sotto i piedi comincia a sgretolarsi.

I commenti che ho copiaincollato qui sopra non li ho presi dall'incasinato blog di Beppe Grillo o da quello di Di Pietro, ma da questa pagina del sito dell'Unità (i primi tre) e da questa pagina del sito di Repubblica (i successivi tre). E non sono nient'altro che una piccolissima parte delle centinaia e centinaia, tutti più o meno dello stesso tenore, inseriti dai lettori non solo su queste due pagine, ma anche in quelle di altri quotidiani online. Non so se vi rendete conto dell'importanza e del significato della cosa. I due maggiori quotidiani nazionali che si richiamano a sinistra sono stati subissati dalle proteste dei lettori, indignati per come è stata manipolata anche da queste testate la vicenda dell'intervento di Di Pietro in piazza Farnese.

Quello che è successo è noto: come ho già scritto in precedenza, la totalità dei quotidiani (e quando dico totalità intendo proprio questo) hanno preferito - quasi si fossero messi d'accordo - sollevare un polverone sulle presunte dichiarazioni offensive del leader dell'Italia dei Valori (che di offensivo non hanno proprio niente, come si evince guardando il filmato dell'intervento per intero) nei confronti di Napolitano. E tutto questo per evitare di parlare dei reali motivi per cui è stata indetta la manifestazione, organizzata dall'Associazione Vittime della Mafia per solidarizzare col procuratore di Salerno, Luigi Apicella, e per protestare contro la riforma della giustizia targata Berlusconi.

Questo evento straordinario è la dimostrazione che una larghissima fetta di lettori sa riconoscere benissimo quando viene presa per i fondelli. Capisce benissimo quando la realtà viene mediata e manipolata. C'è un popolo della rete, informato, che utilizzando internet si rende subito conto di come stanno le cose e non casca nella trappola degli articoli tendenziosi e fuorvianti dei quotidiani. Moltissimi sostenitori di sinistra hanno capito benissimo che Veltroni e Berlusconi sono ormai sulla stessa barca, sono la stessa cosa, due facce della stessa medaglia. Hanno capito che l'unica opposizione ormai la fa solo Di Pietro e mandano a quel paese Veltroni e il Pd proprio dalle colonne dei loro giornali.

Il cambiamento è nell'aria. C'è un nuovo target di utenti che non ne può più di Emilio Fede e di quello che raccontano i giornali, e l'informazione, quella vera, se la va a cercare in rete. Non è un mistero che le vendite dei quotidiani - e non certo da adesso - nel nostro paese siano in costante e continuo calo. E non crediate che la cosa mi faccia piacere visto che io nei giornali ci lavoro. Ma purtroppo è così, e quel lettore nei commenti che ho riportato sopra che dice che non leggerà più Repubblica a causa delle balle che scrive, rappresenta, ovviamente assieme ad altre, una delle cause di questa sorta di recessione editoriale.

Recessione che - forse - terminerà quando molti direttori di testata si renderanno conto che i giornali devono avere come unico padrone il lettore, e non la politica o i poteri forti dell'economia. Ma mi pare che la strada sia ancora lunga.

domenica 1 febbraio 2009

Gioacchino Genchi, facciamo dire qualcosa anche a lui?

Per Rutelli "...nelle prossime settimane ci si renderà conto che si tratta di una questione molto rilevante per la nostra libertà e la nostra stessa democrazia". Per Berlusconi, il fantomatico "archivio Genchi" sarà invece il più grande scandalo della storia Repubblicana. Il signore in questione, infatti, sempre secondo il premier, avrebbe messo sotto controllo addirittura più di 350.000 persone.

Poco importa che lo stesso Genchi a tuttora non risulti aver fatto niente di irregolare, come continua a spiegare egli stesso sul suo blog e sul suo sito, l'importante è cavalcare il falso scoop per convincere il popolo bue che la riforma della giustizia (in particolare per quanto riguarda la stretta sulle intercettazioni) non può più essere rimandata.

Visto che comunque, finora, il personaggio in questione è stato additato dalla stampa di regime come il responsabile del più grande scandalo che si sia mai visto senza poter in alcun modo replicare, vogliamo dare questa possibilità anche a lui?

La mistificazione alla prova YouTube

Antonio Di Pietro è stato denunciato dal presidente dell'unione delle camere penali per vilipendio al capo dello stato; il reato, di cui tempo addietro si macchiò anche Bossi, venendo condannato in via definitiva a 1 anno e 4 mesi dopo aver affermato che lui il tricolore lo usava per pulirsi il culo, sarebbe stato consumato da Di Pietro durante la manifestazione di piazza Farnese. In particolare per aver dubitato dell'imparzialità di Napolitano e avergli dato implicitamente del mafioso.

Bene. Su Youtube è stato caricato il video integrale dell'intervento di Di Pietro senza i tagli e i rimaneggiamenti fatti dai telegiornali. Se la semantica e la corretta comprensione della lingua italiana hanno ancora un senso, direi che forse qualcuno dovrebbe chiedere scusa a Tonino.

Video.

Tempo

Capita abbastanza spesso - almeno per me è così - che quando si suona improvvisando, senza seguire una melodia o un brano predefinito, ci si imbatta in un particolare passaggio o fraseggio che sembra di avere già sentito, che riporta a qualcosa che non è nuovo. Poi ripeti il passaggio, per paura di perderlo o di dimenticarlo, ed ecco che appare in tutta la sua nitidezza la canzone completa.

Esattamente quello che mi è successo ieri sera, mentre al pianoforte strimpellavo improvvisando su alcuni giri armonici. Mi è così tornato alla memoria questo bellissimo brano di Goran Kuzminac (foto), musicista jugoslavo non molto noto al grande pubblico in Italia, ma autore di bellissime ballate e composizioni alcune delle quali negli '80 entrate in classifica nel nostro paese.

Questo brano - una stupenda ballata in stile finger-picking - è anche una dolcissima canzone d'amore, che - ricordo con nostalgia - cantavo e suonavo in età adolescenziale assieme agli amici della parrocchia. All'improvviso si è quindi aperto uno di quei famosi cassetti che abbiamo nella nostra memoria, ed è stato come se non fossero passati più di 20 anni dall'ultima volta che l'ho suonata.

Riporto qui sotto anche il testo.

Buona domenica.



Adesso si' comincia l'avventura, insieme soli o soli insieme... chi lo sa. Un passo e poi, un passo e poi un altro, E qualche santo ogni tanto aiutera'.. Ma il tempo, tempo passa per te passa per me e forse, forse... insieme a te, insieme a me chissa' Allora si' sarebbe un'avventura, L'exploit da cento lire certo non si fa. Guardando te mi sembra di capire, un altro giro sulla giostra non ti va Ma il tempo, tempo passa per te passa per me e forse, forse... insieme a te, insieme a me chissa' E non parlando puoi morire senza gridare o capire, non so perche' lo trovi strano io ti amo si ti amo....

Dissociazioni?

Ma tu ti sei dissociato? Tu hai preso le distanze? E se non l'hai fatto, perché non l'hai fatto? Come mai il tale politico non l...