domenica 9 agosto 2026

Campagna elettorale al via

Boh, non so. Magari è esistito un periodo storico in cui la valutazione dei governi veniva espressa in base a quanto riuscivano a realizzare di ciò che avevano promesso. Nel senso che un partito, o una coalizione di partiti, in campagna elettorale prometteva di fare alcune cose: se riusciva a realizzarne una parte sufficiente ad accontentare l'elettorato veniva rivotato la volta successiva, altrimenti il voto andava ad altri. Se quel periodo storico, quello in cui si dava fiducia in base ai fatti, è esistito, direi che ormai da qualche decennio non esiste più. La conquista del consenso è infatti passata da ciò che si realizza a ciò che si dichiara di aver realizzato. Se poi dietro quelle dichiarazioni c'è il vuoto, pazienza.

I meccanismi che orientano il comportamento dell'elettorato sembrano essere ormai definitivamente passati dalla razionalità alla pancia. Un politico può quindi raccontare ciò che vuole: pochi andranno a controllare se quello che dice ha qualche fondamento di verità. E anche quando qualcuno lo fa, poco male: la valenza ideologica è spesso sufficiente a giustificare anche le balle. È in questo contesto che, a mio avviso, vanno inquadrate le ultime polemiche innescate da questo governo: la presunta e pretestuosa chiusura di Schengen dopo i fatti di Ceuta e l'accusa alla Cgil di aver mancato di rispetto a La Russa, e di riflesso a Mattarella, nelle commemorazioni della tragedia di Marcinelle. Cos'hanno in comune questi due episodi? La polemica e il vittimismo fini a se stessi. Nient'altro. E la spiegazione va cercata, un po' paradossalmente, proprio nella longevità di questo governo, di cui molti esponenti si fanno costantemente vanto.

Perché se sei il governo più longevo della storia repubblicana e, dopo quattro anni, non hai niente di concreto da mettere sul tavolo; se non hai migliorato la vita di nessuno, se non hai mantenuto quasi nulla di ciò che avevi promesso quando hai chiesto la fiducia, con cosa ti presenti alle prossime elezioni? Cosa puoi vantare di aver fatto? Con quali promesse mantenute vai davanti agli elettori che quattro anni prima ti hanno votato? Con niente. E allora, visto che non puoi rivendicare risultati concreti, non ti resta che grattare qualche briciolo di consenso imbastendo polemiche sul nulla.

La chiusura unilaterale dello spazio Schengen con un Paese, la Spagna, che fisicamente non confina nemmeno con l'Italia, è una mossa puramente politica e propagandistica. Non c'è bisogno di inventarsi chissà quali motivazioni: basta guardare al risultato che produce sul piano della comunicazione. Ed è inutile perfino sbandierare motivi di sicurezza - ormai la sicurezza è diventata il paravento buono per giustificare qualsiasi stupidaggine - e raccontare che dietro ogni provvedimento ci sia un'emergenza epocale. È una panzana alla quale possono credere, forse, quelli che riescono a infilare dodici errori di ortografia e grammatica in tre righe nei commenti ai post di Meloni e soci.

Stesso discorso per la polemica sui fatti di Marcinelle. Prima ancora di capire cosa fosse realmente successo - non è stata la Cgil a voltare le spalle a La Russa, ma alcuni esponenti di un sindacato belga - Meloni e i suoi giannizzeri avevano già invaso i social dando addosso a Landini e, per riflesso, alla sinistra tutta. La solita storia. Ed è inutile aspettarsi, dopo, post riparatori e scuse per aver preso un abbaglio. Perché il punto è proprio questo: non si sono sbagliati. La polemica era il risultato cercato che volevano ottenere. Così come è successo col gioielliere, con la famiglia nel bosco ecc.

E da adesso in poi, visto che siamo ormai di fatto in campagna elettorale, questi episodi puramente polemici verranno probabilmente innescati con frequenza sempre maggiore, partendo da ogni più piccola inezia. Perché quando non hai fatti da portare agli elettori, quando non hai risultati da rivendicare e promesse mantenute da ricordare, per grattare le ultime briciole di consenso rimangono soltanto la polemica, il vittimismo e la propaganda.

E voglio credere che non basteranno.

5 commenti:

  1. Condivido in pieno e aggiungo che il tutto è peggiorato dalla presenza di Vannacci che “costringe” Meloni ad assumere posizioni ancora più estreme, come le assurde decisioni contro la Spagna, per non perdere voti a destra (tanto poi saranno nella stessa coalizione ma sarà la leadership di Meloni a rischio)
    massimolegnani

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    1. Ma infatti. Si mostrano "nemici", ma è garantito che quando arriveranno le elezioni e si tratterà di fare numero, alè, tutti dentro. Film visto e rivisto.

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  2. Purtroppo temo che questi mezzucci potrebbero bastare. Anche perché dall'altra parte non è che ci sia poi chissà che.
    Quando sento l'espressione "campo largo" mi corre un brivido lungo la schiena.

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    1. Lasciamo stare. Sono sconfortato :(

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    2. Con varie intepretazioni diverse il campo largo esiste da trent'anni dai tempi del Governo Prodi I.
      Il problema è sempre stata l'instabilità delle forze di centro sinistra e altre aree politiche esterne ma vicine ai valori di pace, eguaglianza, giustizia sociale.

      Comunque io ho contribuito nel mio piccolo alla nascita del governo Conte II che seppur con mille difetti è stato il miglior governo della storia della Repubblica Italiana.

      Nell'attuale desolante panorama politico italiano Conte e il M5S sono l'unica speranza... Dalla primavera 2021 ho criticato Conte e il M5S aspramente per i tanti sbagli fatti ma adesso dopo 4 anni di governo Meloni mi rendo conto della differenza abissale tra chi cerca di aiutare il popolo e chi no.

      Io nel M5S non ci ritorno mai ogni giorno che passa mi rendo sempre più conto che sono di gran lunga migliori di tutti gli altri pur con i loro mille difetti e pur con la linea Conte zeppa di problemi.

      Per me il vero ostacolo è la fortissima ala del PD guerrafondaia e neoliberista che sono sempre andati d'accordo con Forza Italia infatti insieme hanno fatto tre governi uno con Letta e gli altri due tecnici con Monti e Draghi!

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