lunedì 18 febbraio 2019

Il vero miracolo italiano



Ciò di cui ci si rende conto dopo aver letto questo saggio di Enrico Deaglio, la storia dell'Italia dal rapimento di Aldo Moro ad opera delle BR, nel 1978, fino ad arrivare al 2010, è che l'Italia ha uno stomaco di ferro. Non si spiega altrimenti come abbia potuto digerire gli anni di piombo, il craxismo, il berlusconismo, le stragi, la mafia, i continui rigurgiti neofascisti, un livello di corruzione e di ruberie che manco in Sudamerica a braccetto di una politica quasi esclusivamente di matrice clientelare. 

Aver digerito tutto questo e continuare ancora oggi a sopravvivere: forse è questo il vero miracolo italiano.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

infatti mi domando come non ci siano ancora suicidi di massa.

ma non potrebbe essere che molti italiani sono collusi con mafia e tutto il resto?
e che quasi tutto il resto sia composto da illusi
Adal

Andrea Sacchini ha detto...

Più che collusione, direi pacifica e rassegnata accettazione.

Arkom ha detto...

Fa sempre tutto parte del qualunquismo italiano: cosa succede fuori dal nostro orticello, frega un cazzo a nessuno. L'Italia è e sarà sempre il paese dove le rivoluzioni oh, sì, ci vorrebbero, ma se le devono fare gli altri, perché "io tengo famiglia". Non è un miracolo: il miracolo sarebbe se il popolo italiano una buona volta abbandonasse questo qualunquismo e mettesse su davvero una rivoluzione.

Andrea Sacchini ha detto...

Sarebbe già una rivoluzione smettere di votare certi figuri. Tra le cose che più mi hanno colpito nel libro, ad esempio, è il reiterato consenso elargito a Berlusconi nonostante il mare di nefandezze compiute. Milioni e milioni di voti nonostante i rapporti con la mafia, la corruzione, le leggi ad personam, gli scandali sessuali. Tutto come se niente fosse.

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