C'è qualcosa che mi ha colpito nelle reazioni (scomposte) del cavaliere alla notizia dell'indagine avviata dalla procura di Napoli: e cioè il fatto che lui, al contrario di tutti gli altri, non sia sereno. Non so se ci avete fatto caso, ma la tendenza generale dei personaggi di spicco della politica (e non solo) quando vengono a conoscenza di coinvolgimenti in inchieste giudiziarie, è sempre quella: "sono sereno", oppure "ho fiducia nella magistratura".
Lo hanno ribadito ad esempio Prodi e Mastella quando hanno saputo di essere indagati nell'ambito dell'inchiesta Why Not, lo ha affermato tranquillamente D'Alema nell'inchiesta sulla scalata Bnl-Unipol ("Del resto [...] io ho fiducia nella magistratura"), e non è stata da meno la Moratti alla notizia di essere stata iscritta nel registro degli indagati in merito alla questione degli "incarichi d'oro" al comune di Milano.
Insomma, da destra a sinistra, sono tutti tranquilli. Indagati ma sereni.
Lui invece no, pare proprio di no. Tanto è vero che dopo aver appreso la notizia ha tirato in ballo - com'è sua usanza fare - nell'ordine: l'armata rossa, la giustizia a orologeria, il sabotaggio e oscuri tentativi di impedire il dialogo e l'alleanza con la nuova fiamma Veltroni.
No, evidentemente lui non è sereno.
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
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