lunedì 3 dicembre 2007

Crisi di rigetto (verso la politica)

Probabilmente qualcuno avrà notato che nei miei ultimi articoli ho parlato prevalentemente di internet, informatica e tecnologia, la politica l'ho lasciata stare. Non è casuale la cosa, è solamente che, alla luce degli ultimi avvenimenti di questi giorni, sono stato vittima della crisi che ho citato nel titolo del post. Perché? Vi elenco brevemente alcuni dei motivi.

Ieri mattina ho letto in giro che il cavaliere avrebbe lanciato segnali distensivi verso Fini e Bossi, in perfetto stile "Lasciate che Fini e Bossi vengano a me", per usare una similitudine evangelica (neanche tanto fuori luogo, non era lui l'unto del signore?), ottenendo come risposta una comprensibile titubanza da parte dei due ex compari di coalizione. Titubanza e riluttanza a mio avviso piuttosto giustificate: non era lui (l'unto) che davanti alle proposte di un progetto comune, a scapito di sortite solitarie, avanzate dagli ex alleati aveva sentenziato ironicamente "si tengano il progetto, io mi tengo i voti", definendo oltretutto l'ex alleanza un ectoplasma? Scusate, un pochino mi incazzerei anch'io. Sarà che il tentativo di riavvicinare i due deriva adesso dalla constatazione che forse i voti tanto strombazzati non sono poi così tanti come pareva all'inizio? Mah... vedremo.

E poi c'è il caso Forleo, il magistrato del quale avevo già parlato in precedenza, che qualcuno vorrebbe delegittimare apparentemente perché "si è comportata male", dicendo cose ritenute diffamatorie dai signori di palazzo (mentre invece i veri motivi - che intuiscono tutti e che spiega bene Travaglio qui - sono palesemente noti). Più o meno - anche se con metodi diversi - quello che è accaduto a De Magistris. Fateci caso: ogni volta che un magistrato incanala le sue indagini in certe direzioni e verso certi soggetti si ha come l'impressione che qualcuno faccia di tutto per mettergli i bastoni tra le ruote. Naturalmente si tratta di coincidenze e la mia è probabilmente solo un'impressione (per aver esternato questa impressione Beppe Grillo si è beccato una querela da Mastella).

Ma ci sono altre cose che mi danno fastidio. Non sopporto ad esempio che si continui a parlare tutti i giorni a spron battuto di quello che fanno i politici. Ma dite la verità, a voi interessa veramente? E' possibile ogni giorno ritrovarsi fior di articoli sui movimenti, gli incontri, le intese, le passeggiate, i colloqui e le telefonate che si fa questa gente? Cos'è, un subdolo tentativo di trasformare tutto in gossip per evitare di parlare dei veri problemi? A me non frega niente di cosa si sono detti Berlusconi e Veltroni, io voglio sapere cosa faranno col mio voto (se mai - ma è in dubbio - dovessi darlo a uno di loro). E soprattutto non voglio che il mio voto sia oggetto di mercimonio da parte di nessuno. "Una tale continua mobilità interna al centrodestra è spiegabile principalmente da due fattori. Da un verso, vi è una grande sovrapposizione tra i mercati elettorali dei diversi partiti" si leggeva ieri sul Corriere. "Mercato elettorale"? Scusate, qualcuno mi sa dare un'interpretazione diversa da "l'elettore è merce da mercanteggiare" di questa frase? La politica come il calcio? Ho inteso male io?

Non vedo mai, viceversa, un eguale numero di articoli che mi spieghino perché il gasolio per la mia vecchia Punto diesel è arrivato a 2500 delle vecchie lire al litro, o perché quando vai a fare la spesa e metti 4 cose nel carrello ti accorgi di aver speso un bidone di soldi e nel carrello si vede il ancora il fondo. Certo, io lo so il perché, ma me lo sono dovuto andare a cercare in rete da solo, nessuno me l'ha spiegato. I giornali lanciano titoli allarmistici a caratteri cubitali (inflazione alle stelle, benzina alle stelle, pane alle stelle, ecc...), ma nessuno ci dice perché, e soprattutto cosa prevedono di fare questi signori in proposito, oltre a vertici a base di aragoste e fois gras in cui decidere come mercanteggiare utilizzare i nostri voti.

Questi qua creano e disfano partiti, cambiano nome, ragione sociale, ma sotto sotto qual'è il motivo di tutto questo trambusto? La poltrona? No di certo! Il motivo è "discutere di riforme per il bene di paese" ^^. Ma anche qui, qualcuno mi tolga una curiosità: da quant'è che sentiamo parlare di "riforme"? E soprattutto: cosa cazzo sono queste riforme? Chi le ha mai viste? Che fisionomia bisogna dare loro? Sono per caso l'aver tolto i costi di ricarica dei telefonini alzando le tariffe e gli scatti alla risposta? Si intende questo per "riforma"? Berlusconi crea per il futuro un nuovo partito. Ma quale futuro? Non ha 70 anni? Forse, nel mio piccolo, sarei più titolato io a parlare di futuro che ne ho 37 e due figlie nel mondo della scuola. Che futuro mi devo aspettare da questi due o da quegli altri loro coetanei?

Io non sono un politico, capisco poco di alleanze, bipolarismi, trasversalismi, sbarramenti al tot%, intese elettorali, proporzionali, maggioritari, ecc... ma sono nella vita reale e non ho problemi a capire quando qualcuno cerca di mettermelo in quel posto. Ho (per fortuna) un lavoro che cerco di tenermi stretto e una famiglia, e provo "sul campo" la vita di tutti i giorni, non l'irrealtà e l'essere fuori dal mondo di chi sta nei dorati palazzi. Forse, chissà, farebbe bene anche a loro provare per un pò.

Potrebbe attenuare la mia crisi di rigetto.

3 commenti:

  1. se hai visto report ieri sera,parlava della moda e di come le grandi marche se ne freghino della mano d'opera.

    e la stessa cosa vale per i nostri politici,se ne fregano di noi.

    ciao
    maurizio

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  2. Chissà se arriverà un giorno in cui anche noi ce ne fregheremo una volta per tutte di loro?

    Altroché il v-day di Grillo: una tornata di politiche senza che nessuno vada a votare, ecco un buon sistema per fare definitivamente piazza pulita. Chissà che dopo non cominci a vedersi qualche faccia nuova...

    Ciao.

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  3. quoto in pieno

    Maurizio

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