Beh, insomma, da come si erano messe le cose direi che erano poche le speranze che la vicenda non finisse in questo modo. Clementina Forleo, il magistrato milanese che indaga (indagava) su tutto l'intreccio che ruota attorno a Unipol, Bnl, D'Alema, Latorre, Consorte, si appresta a essere trasferita (decisione del CSM) per "incompatibilità ambientale".
C'è poco da dire che non sia già stato detto, sia su questa vicenda come su quella di De Magistris: certo, le carte, le motivazioni, i tecnicismi burocratici che stanno alla base di questi provvedimenti daranno un'aura di legittimità alla decisione (che a livello formale sarà sicuramente inoppugnabile).
Quello che non potranno però mai eliminare è un certo senso di nausea e disgusto. Assieme al dubbio circa la validità di quel cartello che si vede appeso alle spalle dei giudici nelle aule di giustizia.
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
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