"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
domenica 29 maggio 2022
Il potere segreto
venerdì 27 maggio 2022
giovedì 26 maggio 2022
Tempo di referendum
Si parla da qualche tempo - anzi se ne parla poco, in verità - di referendum. In particolare di due. Uno è quello annunciato da Renzi, proposto con l'intento di abrogare il Reddito di cittadinanza. Come è noto, Matteo Renzi, non ancora ripresosi completamente dall'immersione nel travaso di bile successivo all'esito del referendum costituzionale, si è da qualche tempo lanciato in questa nuova avventura e ha già dato il via a una massiccia campagna informativo-mediatica in questo senso.
Si tratta di una mossa propagandistica, naturalmente, buona giusto per prendere all'amo i soliti gonzi, dal momento che per tutta una serie di motivi procedurali, spiegati bene qui, nel 2022 non potrà dare avvio ad alcuna raccolta firme e fino almeno al 2025 questo referendum non potrà avere luogo. Ma ormai lo conosciamo: pur di non rassegnarsi a ben meritati oblio e irrilevanza, tutto va bene.
Il prossimo 12 giugno, invece, assieme alle amministrative si potranno votare i cinque quesiti sulla giustizia nel relativo referendum proposto da Lega e Partito radicale. Si tratta del tipico referendum che, molto presumibilmente, non raggiungerà il quorum e quindi finirà nel cestino. Per un motivo molto semplice: si tratta di quesiti estremamente tecnici e complessi che possono essere compresi solo da chi abbia buone conoscenze in giurisprudenza o procedure giudiziarie.
È in sostanza il classico referendum dove larghissima parte chi andrà a votare non lo farà con cognizione di causa ma basandosi su elementi di tipo emotivo o ideologico (indicazioni del partito o del politico di riferimento ecc.).
Vale anche per me, naturalmente. Mi sono un po' documentato sui quesiti e ammetto tranquillamente che relativamente a quattro dei cinque non saprei come votare. Una certa sicurezza ce l'ho solo su quello relativo alla separazione delle funzioni tra magistratura inquirente e giudicante, dove voterei abbastanza convintamente no. Le schede degli altri quattro credo che le lascerei in bianco.
Chi volesse avere un'idea di ciò di cui si sta parlando può dare un'occhiata qui.
mercoledì 25 maggio 2022
Pensieri senza senso (apparente)
Se ogni tanto vi viene il dubbio che un pensiero o una frase vergata su qualche social, o su un blog, sia insignificante, poco interessante, magari buttata lì a mo' di riempitivo, sappiate che lo faceva anche Leonardo da Vinci :-)
(da L'ingegno e le tenebre, Roberto Mercadini, ed. Rizzoli)
Solo è il coraggio
Ho appena terminato questo romanzo e i sentimenti che mi ha suscitato vanno dalla commozione alla tristezza, dalla rabbia allo sgomento all'incredulità. La storia di Giovanni Falcone bene o male la conoscevo, anche se solo a grandi linee e desunta più che altro dagli articoli di giornale pubblicati in tutti questi anni. Con questo romanzo tutti i "pezzi" si sono uniti, dandomi la possibilità di farmi un quadro chiaro e coerente su di lui.
È un romanzo, non una biografia, ma costruito fedelmente sulla base della vastissima documentazione disponibile (in appendice ci sono una cinquantina di pagine di bibliografia con l'elenco delle fonti documentali).
Ne viene fuori l'immagine di un uomo (prima ancora che magistrato) dall'ostinazione e dalla statura morale e umana elevatissime. Mentre lo leggevo, anzi lo divoravo, mi chiedevo quanti, al suo posto, avrebbero resistito fino alla fine senza lasciarsi tentare dalla voglia di gettare la spugna e di mollare tutto.
Giovanni Falcone è stato un magistrato che ha avuto pochissime persone che l'hanno supportato e tantissime contro. Non solo esternamente all'ambiente giudiziario ma anche al suo interno. Paletti e ostacoli di ogni tipo gli sono stati messi sul cammino da appartenenti alla stessa procura di Palermo fino ai più alti vertici del sistema giudiziario.
Con l'istruzione del famoso Maxiprocesso, che negli anni Ottanta ha decapitato e messo in ginocchio Cosa nostra siciliana, è iniziata una campagna di delegittimazione fortissima sia da parte della stampa che della televisione che, ovviamente, della politica, o almeno di una certa parte. È stato accusato di tutto: manie di protagonismo, ambizioni di avanzi di carriera, utilizzo delle sue funzioni in chiave politica (un refrain sempre caro a una certa destra che ha visto il suo culmine durante gli infausti anni del berlusconismo).
Lui è sempre andato avanti a fare il suo lavoro, avendo come unico faro l'utopia di sconfiggere la mafia. Ed è andato avanti anche mentre, a uno a uno, tutti i suoi principali collaboratori (magistrati, ufficiali delle forze dell'ordine ecc.) venivano sistematicamente uccisi dalla mafia. Ha avuto contro, manco a dirlo, buona parte della politica per evidenti motivi. L'unico politico che gli è sempre stato a fianco e l'ha supportato in tutte le sue iniziative è Claudio Martelli, che a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta era ministro della Giustizia in quota socialista, tanto è vero che pure lui era finito nella lista delle personalità da fare fuori stilata da Totò Riina.
Alla fine è arrivato anche il suo turno. Giovanni Falcone sapeva benissimo che era solo questione di tempo prima che toccasse a lui, tanto che in uno struggente dialogo con sua sorella, Maria Falcone, dialogo col quale tentava di giustificare il desiderio che Francesca Morvillo, sua moglie, si allontanasse da lui, disse le famose parole: "Io sono già un cadavere ambulante."
Non è per fare melensa e romantica retorica, ma credo che libri come questo, o anche altri su di lui se volete, vadano letti per rendersi conto che, anche se oggi sembra incredibile, abbiamo avuto davvero, in questo paese, uomini che hanno messo gli ideali in cui hanno creduto prima della loro vita.
Commenti
Questa cosa bisogna dirla, è inutile girarci attorno: il nuovo modulo dei commenti introdotto da questa piattaforma sembra concepito apposta per indurre chi li scrive a commettere errori. E pazienza da pc, dove il tutto è ancora gestibile senza eccessive difficoltà, ma da cellulare è un disastro. Mi consolo pensando che questo è un blog di nicchia, con pochi visitatori e pochi commentatori; quindi, alla fine, non sono obbligato a perderci tanto tempo. Ma è stato un lavoro fatto malissimo, diciamolo, eh!
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martedì 24 maggio 2022
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