Correva il mese di maggio 2023 e la signora del popolo, dopo la prima delle due disastrose alluvioni che misero in ginocchio l'Emilia-Romagna, si presentava da queste parti così.
Oggi veniamo a conoscenza che nella manovra economica appena licenziata dal governo sono stati tagliati (oltre a tutto il resto) 1,21 miliardi di euro al comparto della prevenzione delle pubbliche calamità secondo questo schema:
- 448,9 milioni nel 2027
- 412,1 milioni nel 2028
- 350,9 milioni nel 2029
Dopo otto (8) decreti sicurezza, scopriamo che gli unici concetti di sicurezza che hanno questi qui sono quelli (mediatici) contro i maranza, la sicurezza del territorio è meno mediatica e non conviene investirci su, anzi lì si può anche tagliare tanto non se ne accorge nessuno. Se poi per sfiga affoga qualcuno o migliaia di persone perdono la casa e tutto quello che hanno, pazienza, l'importante è preservare le vetrine di Milano e Roma.
Poi, ovviamente, al prossimo disastro provocato da una alluvione, altra passerella e tutto passa in cavalleria.

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