A volte fa comodo avere qualcuno che riassume in un unico video i principali avvenimenti - di molti dei quali ho parlato anch'io qui - degli ultimi giorni. Quello che stupisce, è che a sentirli tutti in una volta si fa fatica a crederci.
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
lunedì 14 giugno 2010
domenica 13 giugno 2010
Cirano
Il "grande" domani ne fa 70.
Buona domenica.
Venite pure avanti, voi con il naso corto, signori imbellettati, io più non vi sopporto,
infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio perchè con questa spada vi uccido quando voglio.
Venite pure avanti poeti sgangherati, inutili cantanti di giorni sciagurati,
buffoni che campate di versi senza forza avrete soldi e gloria, ma non avete scorza;
godetevi il successo, godete finchè dura, che il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura
e andate chissà dove per non pagar le tasse col ghigno e l' ignoranza dei primi della classe.
Io sono solo un povero cadetto di Guascogna, però non la sopporto la gente che non sogna.
Gli orpelli? L'arrivismo? All' amo non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!
Facciamola finita, venite tutti avanti nuovi protagonisti, politici rampanti,
venite portaborse, ruffiani e mezze calze, feroci conduttori di trasmissioni false
che avete spesso fatto del qualunquismo un arte, coraggio liberisti, buttate giù le carte
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese in questo benedetto, assurdo bel paese.
Non me ne frega niente se anch' io sono sbagliato, spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato;
coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!
Ma quando sono solo con questo naso al piede
che almeno di mezz' ora da sempre mi precede
si spegne la mia rabbia e ricordo con dolore
che a me è quasi proibito il sogno di un amore;
non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute,
per colpa o per destino le donne le ho perdute
e quando sento il peso d' essere sempre solo
mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo,
ma dentro di me sento che il grande amore esiste,
amo senza peccato, amo, ma sono triste
perchè Rossana è bella, siamo così diversi,
a parlarle non riesco: le parlerò coi versi, le parlerò coi versi...
Venite gente vuota, facciamola finita, voi preti che vendete a tutti un' altra vita;
se c'è, come voi dite, un Dio nell' infinito, guardatevi nel cuore, l' avete già tradito
e voi materialisti, col vostro chiodo fisso, che Dio è morto e l' uomo è solo in questo abisso,
le verità cercate per terra, da maiali, tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali;
tornate a casa nani, levatevi davanti, per la mia rabbia enorme mi servono giganti.
Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!
Io tocco i miei nemici col naso e con la spada,
ma in questa vita oggi non trovo più la strada.
Non voglio rassegnarmi ad essere cattivo,
tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo:
dev' esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto
dove non soffriremo e tutto sarà giusto.
Non ridere, ti prego, di queste mie parole,
io sono solo un' ombra e tu, Rossana, il sole,
ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora
ed io non mi nascondo sotto la tua dimora
perchè oramai lo sento, non ho sofferto invano,
se mi ami come sono, per sempre tuo, per sempre tuo, per sempre tuo...Cirano.
Buona domenica.
Venite pure avanti, voi con il naso corto, signori imbellettati, io più non vi sopporto,
infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio perchè con questa spada vi uccido quando voglio.
Venite pure avanti poeti sgangherati, inutili cantanti di giorni sciagurati,
buffoni che campate di versi senza forza avrete soldi e gloria, ma non avete scorza;
godetevi il successo, godete finchè dura, che il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura
e andate chissà dove per non pagar le tasse col ghigno e l' ignoranza dei primi della classe.
Io sono solo un povero cadetto di Guascogna, però non la sopporto la gente che non sogna.
Gli orpelli? L'arrivismo? All' amo non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!
Facciamola finita, venite tutti avanti nuovi protagonisti, politici rampanti,
venite portaborse, ruffiani e mezze calze, feroci conduttori di trasmissioni false
che avete spesso fatto del qualunquismo un arte, coraggio liberisti, buttate giù le carte
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese in questo benedetto, assurdo bel paese.
Non me ne frega niente se anch' io sono sbagliato, spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato;
coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!
Ma quando sono solo con questo naso al piede
che almeno di mezz' ora da sempre mi precede
si spegne la mia rabbia e ricordo con dolore
che a me è quasi proibito il sogno di un amore;
non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute,
per colpa o per destino le donne le ho perdute
e quando sento il peso d' essere sempre solo
mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo,
ma dentro di me sento che il grande amore esiste,
amo senza peccato, amo, ma sono triste
perchè Rossana è bella, siamo così diversi,
a parlarle non riesco: le parlerò coi versi, le parlerò coi versi...
Venite gente vuota, facciamola finita, voi preti che vendete a tutti un' altra vita;
se c'è, come voi dite, un Dio nell' infinito, guardatevi nel cuore, l' avete già tradito
e voi materialisti, col vostro chiodo fisso, che Dio è morto e l' uomo è solo in questo abisso,
le verità cercate per terra, da maiali, tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali;
tornate a casa nani, levatevi davanti, per la mia rabbia enorme mi servono giganti.
Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!
Io tocco i miei nemici col naso e con la spada,
ma in questa vita oggi non trovo più la strada.
Non voglio rassegnarmi ad essere cattivo,
tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo:
dev' esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto
dove non soffriremo e tutto sarà giusto.
Non ridere, ti prego, di queste mie parole,
io sono solo un' ombra e tu, Rossana, il sole,
ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora
ed io non mi nascondo sotto la tua dimora
perchè oramai lo sento, non ho sofferto invano,
se mi ami come sono, per sempre tuo, per sempre tuo, per sempre tuo...Cirano.
venerdì 11 giugno 2010
I prof? Solo se residenti

Per carità, un po' vanno capiti. No, mi riferisco a quelle piccole scuole (pubbliche) di quei piccoli comuni montani del Piemonte.
Se non avessero il loro bravo insegnante, rigorosamente con pedigree padano, come potrebbero sopravvivere?
mercoledì 9 giugno 2010
I due inferni di Berlusconi
Due obiezioni semplici semplici, quasi banali, alle corbellerie odierne del nostro presidente del Consiglio ("Governare con le regole della Costituzione è un inferno"). La prima è che Berlusconi non è al suo primo mandato come capo del governo, ma, se non ricordo male, questo è il suo quarto governo. Ciò significa che per quattro volte (lo so, è incredibile...), dopo aver vinto le elezioni, è salito al Quirinale e davanti al presidente della Repubblica ha giurato fedeltà alla Costituzione.
Ora, capisco che Berlusconi passerà alla storia più per le sue retromarce che altro ("non l'ho mai detto", "sono stato frainteso", ecc...), ma non mi pare che non sapesse cosa vuol dire governare rispettando i princìpi della Carta. In realtà lo sapeva benissimo; quello che secondo me ha voluto dire, non è "Governare con le regole della Costituzione è un inferno", ma "Quello che intendo io con governare, con le regole della Costituzione è un inferno". Notate la leggera differenza?
Non c'è quindi nessun inferno. Semplicemente, come del resto è già noto a tutti, la Costituzione è stata concepita dai padri costituenti in modo che chi governa forzando un po' troppo la mano sia obbligato a restare nel recinto della democrazia e a rispettare le regole. Questi sono i due veri inferni di Berlusconi: la democrazia e il rispetto delle regole. E su questi, almeno finché non ce lo saremo tolti dalle balle una volta per tutte, si scornerà sempre. Attendiamo fiduciosi.
Ora, capisco che Berlusconi passerà alla storia più per le sue retromarce che altro ("non l'ho mai detto", "sono stato frainteso", ecc...), ma non mi pare che non sapesse cosa vuol dire governare rispettando i princìpi della Carta. In realtà lo sapeva benissimo; quello che secondo me ha voluto dire, non è "Governare con le regole della Costituzione è un inferno", ma "Quello che intendo io con governare, con le regole della Costituzione è un inferno". Notate la leggera differenza?
Non c'è quindi nessun inferno. Semplicemente, come del resto è già noto a tutti, la Costituzione è stata concepita dai padri costituenti in modo che chi governa forzando un po' troppo la mano sia obbligato a restare nel recinto della democrazia e a rispettare le regole. Questi sono i due veri inferni di Berlusconi: la democrazia e il rispetto delle regole. E su questi, almeno finché non ce lo saremo tolti dalle balle una volta per tutte, si scornerà sempre. Attendiamo fiduciosi.
lunedì 7 giugno 2010
La mia vita di inferno sulla Terra
Se riuscite a resistere ai deliri di questo signore (Roberto de Mattei, vicepresidente del CNR) fino al min. 3,20 circa, sentirete cose come "l’ateo che non crede nella vita eterna dovrebbe coerentemente vivere alla giornata come un animale, un animale infelice, un uomo che vive come in un inferno la sua vita sulla terra".
Ecco, più io sento gente (s)ragionare in questo modo, più sono felice - al punto che se esistesse Dio lo ringrazierei - di pensarla diametralmente all'opposto.
Ah, dimenticavo, vado a riprendere la mia vita (animalesca) di inferno sulla Terra che ho momentaneamente interrotto per ascoltare le scempiaggini di questo signore.
(via uaar.it)
Ecco, più io sento gente (s)ragionare in questo modo, più sono felice - al punto che se esistesse Dio lo ringrazierei - di pensarla diametralmente all'opposto.
Ah, dimenticavo, vado a riprendere la mia vita (animalesca) di inferno sulla Terra che ho momentaneamente interrotto per ascoltare le scempiaggini di questo signore.
(via uaar.it)
domenica 6 giugno 2010
Domenica...

Oggi metà Emilia Romagna (e non solo) si è riversata in spiaggia. Noi abbiamo preferito la Carpegna, passando la giornata al Parco delle Querce tra prati, ombra, pic-nic, chiacchiere, scala 40, libri e relax.
Alla fine non so chi si sia divertito di più...
sabato 5 giugno 2010
Foto terribili dalla costa della Louisiana

Pare che l'ennesimo tentativo, dopo una serie di fallimenti, stia dando qualche risultato. Il disastro, comunque, è colossale. 46 giorni di fuoriuscita incontrollata di greggio hanno provocato quello che solo le immagini, e non le parole, raccontano bene.
martedì 1 giugno 2010
Perché è giusto che Mastella vada sull'isola
Era circolata l'altro ieri la notizia che Mastella starebbe pensando di partecipare alla prossima edizione de L'Isola dei Famosi. Pare che le uniche titubanze siano dovute alla netta contrarietà della gentile consorte, la quale non vede di buon occhio il fatto che il marito stia a contatto prolungato con le gentil donzelle che pullulano nei paraggi per tenere alto l'audience della trasmissione.Bene, lo dico con estrema convinzione: Mastella ci deve andare! Un politico di lungo corso come lui, che ha dato tanto all'Italia, è giusto che finisca in gloria la sua carriera. Non si tratta, come molti potrebbero erroneamente pensare, di una forma di svilimento della politica o dell'Italia. Per il semplice fatto che non c'è più niente, né nella politica né in Italia, che possa essere ulteriormente svilito.
Il parlamento sovrano sta decidendo in questi giorni l'approvazione di una legge per tagliare le gambe ai magistrati e mettere il bavaglio ai giornali, in modo che i criminali, che sono già con la bottiglia pronta da stappare, la faranno ancora di più da padroni nell'ignoranza dei cittadini. Siamo un paese che a livelli di democrazia e di libertà di stampa sta già da tempo, lentamente ma inesorabilmente, scendendo in ogni classifica che viene redatta da qualsiasi organizzazione internazionale. Siamo un paese in cui la corruzione regna incontrastata portandosi via 50 miliardi di euro l'anno che vanno ad aggiungersi agli oltre 100 di evasione fiscale. Siamo un paese in cui quando chiedi lo scontrino al salumiere, ti dice: "ma come, non glielo avevo già dato? Che sbadato!".
Una crisi economica senza precedenti viene sistematicamente (e colpevolmente) ignorata per due anni da un governo irresponsabile, che però un bel giorno si sveglia e annuncia lacrime e sangue attraverso una manovra da 25 miliardi di euro. Che non viene però annunciata dal capo del governo; il quale, anzi, tenta in tutti i modi di addebitarne la paternità ad altri (Europa, Tremonti, ecc...) perché lui è quello che "non mette le mani nelle tasche degli italiani", che figura ci farebbe? Una manvora economica che taglia pochissimo allo stato centrale e mette invece, come al solito, le mani nelle tasche dei soliti noti. Sarebbe una barzelletta, se non fosse che in realtà c'è ben poco da ridere.
Viene inizialmente annunciata in pompa magna l'abolizione di 16 province. Poi qualcuno si accorge di averla sparata troppo grossa e diventano nove. Poi arriva Bossi, il quale dice che se toccano Bergamo sarà guerra civile. Non in ossequio a chissà quale rivendicazione volta a difendere la territorialità e gli interessi del nord, ma perché, al nord come dappertutto, le province sono poltrone, prebende, centri di spesa, radicamento burocratico/politico. E, naturalmente, si tratta dello stesso Bossi che in tempi neanche tanto lontani (purtroppo in Italia la memoria storica è quella che è) strillava contro Roma ladrona. Morale: le province restano adesso tutte al loro posto.
Allora si decide di tagliare alcune centinaia di enti inutili (o ritenuti tali). Ma qualcuno si indigna, compreso il ministro della Cultura, e tutto ritorna come prima. In compenso i tagli sono sicuri per la scuola, per la giustizia; settori che non sono considerati come risorsa, ma come costo da ridimensionare. Siamo il paese in cui il ministro della pubblica istruzione, dopo aver tagliato tutto quello che si poteva tagliare (insegnanti compresi) e aver diminuito il monte ore nelle scuole superiori a partire dal prossimo anno, si dice favorevole all'apertura ritardata delle scuole per aiutare il turismo. Pensate.
Ecco, secondo voi, c'è da scandalizzarsi per Mastella che va sull'isola?
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