Due obiezioni semplici semplici, quasi banali, alle corbellerie odierne del nostro presidente del Consiglio ("Governare con le regole della Costituzione è un inferno"). La prima è che Berlusconi non è al suo primo mandato come capo del governo, ma, se non ricordo male, questo è il suo quarto governo. Ciò significa che per quattro volte (lo so, è incredibile...), dopo aver vinto le elezioni, è salito al Quirinale e davanti al presidente della Repubblica ha giurato fedeltà alla Costituzione.
Ora, capisco che Berlusconi passerà alla storia più per le sue retromarce che altro ("non l'ho mai detto", "sono stato frainteso", ecc...), ma non mi pare che non sapesse cosa vuol dire governare rispettando i princìpi della Carta. In realtà lo sapeva benissimo; quello che secondo me ha voluto dire, non è "Governare con le regole della Costituzione è un inferno", ma "Quello che intendo io con governare, con le regole della Costituzione è un inferno". Notate la leggera differenza?
Non c'è quindi nessun inferno. Semplicemente, come del resto è già noto a tutti, la Costituzione è stata concepita dai padri costituenti in modo che chi governa forzando un po' troppo la mano sia obbligato a restare nel recinto della democrazia e a rispettare le regole. Questi sono i due veri inferni di Berlusconi: la democrazia e il rispetto delle regole. E su questi, almeno finché non ce lo saremo tolti dalle balle una volta per tutte, si scornerà sempre. Attendiamo fiduciosi.
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
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