lunedì 31 marzo 2025

Ritorni


Ok, qua ho finito, domattina torno a casa. Stare alcuni giorni in ospedale è una esperienza che andrebbe fatta, non perché sia bello essere malati o piacevole avere bisogno di supporto sanitario, ma perché aiuta a mettere molte cose in prospettiva.

domenica 30 marzo 2025

Né intelligente né artificiale


Siccome ho notato che da oggi è disponibile su Whatsapp Meta AI, ho provato a chiederle come finisce il romanzo Shining. La risposta di Meta AI è sbagliata, dal momento che il finale da essa indicato è quello del film, non del romanzo (nel romanzo Jack muore nell'esplosione dell'Overlook hotel, non nel labirinto di siepi esterno).
Da ciò si deduce che l'intelligenza artificiale, come dice Dario Fabbri, in realtà non è né intelligente né artificiale. Non è intelligente perché non riesce a distinguere tra libro e film, non è artificiale perché si limita a mettere insieme alla bell'e meglio informazioni reperite qua e là in rete, informazioni che ovviamente non hanno nulla di artificiale ma vengono inserite da esseri umani in carne e ossa.

Vado a eliminare Meta AI da Whatsapp, va'.

sabato 29 marzo 2025

Galimberti, cosa dici?

A me Umberto Galimberti è sempre piaciuto, come del resto sa chi mi legge da piu tempo. La mia libreria trabocca di suoi libri, ho assistito a sue conferenze, seguo suoi interventi su youtube. Poi, certo, non è che abbia sempre preso ciò che diceva come se fossero le pronunce dell'Oracolo di Delfi, e devo dire che spesso ho trovato alcune sue esternazioni eufemisticamente discutibili. 
Devo riconoscere però che l'uscita sulla eccessiva patologizzazione della scuola, come ha fatto giustamente notare Gwendalyne, non sta né in cielo né in terra. Cosa peraltro che mi aveva già fatto notare mia figlia maggiore, educatrice in una scuola media.

venerdì 28 marzo 2025

In una clinica

Stamattina ho fatto gli esami e le visite pre-operatorie in vista dell'intervento di domani. Adesso sono a casa. Si vedono tante situazioni quando si resta molte ore in una struttura ospedaliera: persone con difficoltà di deambulazione che "camminano" aggrappate a delle stampelle, anziani sui lettini attaccati a tanti tubicini e lo sguardo assente e perso nel vuoto, barelle con persone che lamentano dolori di natura sconosciuta assistite da personale infermieristico che corre di qua e di là e che cerca di fare ciò che può. Per la maggior parte si tratta di persone anziane che sarebbero già al creatore da un pezzo se non ci fosse la medicina. 

Non ricordo chi fu a dire che la medicina non ha allungato la vita, semmai ha allungato la vecchiaia. In questo senso le cure sono in fondo cose contro natura, se ci si pensa. Capitemi, non sto dicendo che chi si ammala dovrebbe essere lasciato a se stesso in balia del corso della natura, ci mancherebbe, neppure io lo vorrei per me, sto solo dicendo che quando si vedono certe scene viene da pensare che forse ci siamo spinti troppo oltre, che cerchiamo di valicare limiti che non ha senso valicare. Ma noi li vogliamo valicare lo stesso, perché l'istinto di vivere e di vivere più a lungo che si può, anche a costo di sopportare situazioni che si potrebbero definire di non-vita, è radicato e fortissimo in noi, tanto che potendo vorremmo vivere in eterno. Ma siccome vivere in eterno è realmente un limite invalicabile, ci siamo inventati addirittura vite oltre la morte. Perché proprio non ci va giù che tutto finisca, è un concetto che razionalmente capiamo ma che a interiorizzare facciamo una fatica bestia.

Vale anche per me, ovviamente.

giovedì 27 marzo 2025

Pubblicazioni

Oggi il comune ha esposto le pubblicazioni di matrimonio di Michela, mia figlia maggiore, la quale convolerà a nozze col suo Andrea il prossimo 10 maggio. Boh, non so, sembra ieri che in quella stessa bacheca tanti anni fa (beh, era il 1996,  neanche così tanti in fondo) erano esposte le pubblicazioni del mio matrimonio. Tempus fugit.

mercoledì 26 marzo 2025

Il mio cinismo


Sono sincero, non mi unisco alla vasta platea dei preoccupati per le condizioni critiche in cui versa Vittorio Sgarbi. Detesto da sempre la sua arroganza, la strafottenza, la tracotanza, il dileggio sistematico, gli insulti, la violenza verbale da lui utilizzata da decenni come metodo di interazione con le persone, e il fatto che adesso sia gravemente malato non cambia il disprezzo che nutro nei suoi confronti.
Sono cinico? Può darsi. Nessuno è perfetto.

martedì 25 marzo 2025

Gerard Depardieu

Mi fa un certo effetto vedere le immagini di Gerard Depardieu a processo per molestie e violenza sessuale. Depardieu per me è una specie di mito, e lo è pur non avendo mai visto niente di suo eccetto il bellissimo 1492, la scoperta del paradiso, capolavoro cinematografico dove l'attore francese interpreta Cristoforo Colombo alla scoperta dell'America (Depardieu a parte, il film sarebbe da guardare anche solo per ascoltare la stupenda colonna sonora scritta da Vangelis).
Boh, non so, magari alla fine verrà fuori che è innocente, ma in ogni caso il mito si è un po' incrinato.

lunedì 24 marzo 2025

I capelli della giornalista

Si hanno notizie della povera giornalista a cui Prodi avrebbe tirato i capelli? È ferita? È in prognosi riservata? Si salverà? Attenzione perché Porro ha il frame che incastra il professore, quindi Prodi mente quando dice che le ha solo appoggiato una mano sulla spalla. 
Pensate a come sono ridotti da quelle parti per imbastire una polemica del genere.

L'unico cattivo

Non mi pare di leggere in giro reazioni o prese di posizione di politici italiani o europei su quello che sta combinando Erdogan in Turchia. Ma la cosa è in fin dei conti spiegabile: la Turchia è nella Nato e nell'ultimo decennio l'Europa ha lautamente foraggiato il satrapo per bloccare i migranti che tentavano di arrivare in Europa dalla rotta balcanica. Così come ovviamente nessuno fiata sul genocidio dei palestinesi oramai portato a termine da Netanyahu nella totale indifferenza dell'Europa.
Insomma, l'unico cattivo rimasto su piazza, ancora passibile di essere ricoperto di strali, è Putin.

(A scanso di equivoci - oggi su internet bisogna spiegare tutto - preciso che Putin a me personalmente fa ribrezzo tanto quanto Netanyahu o Erdogan o altri. Le righe qui sopra solo per denunciare ancora una volta la nostra grande ipocrisia, che mi provoca eguali sentimenti di ribrezzo.)

domenica 23 marzo 2025

La morte avrà i tuoi occhi

Intendo gli occhi del blog, dei blog in generale. Ho appena perso un'oretta spulciando i blogroll di alcuni blog, di quelli ancora vivi intendo, e mi sono accorto che la stragrande maggioranza di questi sono blog morti, che nessuno aggiorna più, a volte da anni. Fate una prova: prendete un qualsiasi blog che abbia in home page il suo blogroll e vi accorgerete che la stragrande maggioranza di quelli elencati sono morti. Tu ci clicchi sopra, si apre l'home page e vedi l'ultimo post pubblicato risalire al 2022, 2019, 2014. I motivi sono sicuramente i più diversi: stanchezza, sensazione che non valga più la pena scriverci, magari morte del titolare (come è capitato recentemente con Alberto), oppure maggiore attrazione dei social, anche se pure quelli sono da tempo sul viale del tramonto, vedi facebook ad esempio.

Vabbe', che i blog siano antichi residuati di archeologia informatica che vengono tenuti in piedi, quei pochi che sono ancora in piedi, da attempati signori come lo scrivente è stranoto da anni e sul loro de profundis sono stati scritti nel corso del tempo quintali di articoli, ma ancora qualcuno sopravvive. Spesso mi chiedo perché io continui a scriverci e fatico a trovare risposte. Poi vedo che alcune decine di lettori continuano inspiegabilmente a passare di qui e continuo.

Credo che uno dei motivi principali che ancora mi tengono qui sia il fatto che il blog per me è stato una grande palestra di scrittura e un po'  mi ci sono affezionato per questo. Diciannove anni fa, quando l'ho aperto, scrivevo molto peggio di adesso, in tutti i sensi. Non che adesso sia un Gianrico Carofiglio o un Wilbur Smith, intendiamoci, ma scrivo meglio di Gasparri e questa già è cosa buona. Il buon Beppe Severgnini scriveva in un suo vecchio libro sulla lingua italiana che per scrivere bene occorre leggere tanto. Vero, e io quello l'ho sempre fatto, ma ho capito che non basta: per scrivere bene (decentemente, nel mio caso) occorre scrivere, leggere non basta. 

Quindi continuo a scriverci e a camminare in questo cimitero.

Il vero sovranista

Gli strali di ieri di Mattarella contro gli imminenti dazi voluti da Trump sulle nostre eccellenze, dazi che partiranno il due aprile, hanno un certo non so che di paradossale, e il paradosso sta nel fatto che a sollevarsi con veemenza contro di essi sia stato proprio Mattarella. Le nuove gabelle ritorsive volute da Trump è opinione comune di ogni economista che produrranno danni enormi alla nostra economia, e a essere maggiormente danneggiate saranno quelle regioni del nord, Veneto in primis, il cui export verso gli USA costituisce una voce economica basilare.

Di fronte a questo scenario sarebbe logico aspettarsi che a stigmatizzare i dazi ci fossero Salvini e Meloni. Non sono loro che hanno da sempre come marchio di fabbrica e impronta identitaria il sovranismo e l'interesse nazionale in cima a tutto? Adesso arriva uno che sta per metterci in ginocchio e a denunciare il disastro imminente deve arrivare Mattarella, lo stesso Mattarella che ha sempre guardato con eufemistico sospetto le derive sovraniste dell'armata Brancaleone al governo, mentre quelli che per coerenza dovrebbero sollevarsi per primi si limitano a borbottare che non si può essere troppo anti-trumpiani (Meloni) e che i dazi possono costituire un vantaggio per noi (Salvini) (questa uscita di Salvini non stupisca: non ha mai capito un cazzo relativamente a ogni ambito dello scibile umano, figurarsi l'economia).

Per capire che viviamo in un mondo alla rovescia non serve leggere Vannacci, basta seguire un po' la cronaca politica.

sabato 22 marzo 2025

Sull'addio ai social

Ieri il buon Mantellini ha pubblicato un lunghissimo post contenente alcune riflessioni a tre anni dal suo addio ai social. Riflessioni interessantissime e condivisibili, per quanto mi riguarda.

Maestre su OnlyFans

La vicenda della maestra di Treviso sospesa dall'insegnamento per i suoi scatti su OnlyFans temo sia un pochino più complessa del semplice ha sbagliato o non ha sbagliato tipico delle riduzioni di complessità delle discussioni sui social. Lo è per il numero di implicazioni che la vicenda genera e che non si possono certo sviscerare integralmente in un post su un blog. Mi limito quindi a un paio di considerazioni.

Innanzitutto credo che sia privo di valore l'assunto secondo cui siccome gli insegnanti sono pagati poco è giusto che arrotondino come meglio credono, ed è un argomento privo di valore perché a questo punto chi vieterebbe a un insegnante poco remunerato di arrotondare mettendosi a commettere furti? Il fatto che ha uno stipendio basso sarebbe una giustificazione? Non mi sembra. 

In secondo luogo credo che spesso si dimentichi che l'insegnante non è un mestiere come potrebbero esserlo il medico o l'ingegnere o l'operaio, ma è un mestiere intrinsecamente e inscindibilmente connesso a una funzione educativa e credo sia difficile asserire che c'è compatibilità tra la suddetta funzione e lo sfoggio su un sito pubblico delle proprie nudità.

Guardate, io non sono mai stato né moralista né tanto meno bacchettone, anzi mi ritengo fondamentalmente un libertario, e gli assidui lettori di questo blog lo sanno fin troppo bene, ma credo che l'insegnante in questione abbia sbagliato. Un conto sarebbe se il profilo dell'insegnante fosse privato e accessibile a un numero ristretto e selezionato di utenti, ma mi risulta che il suo profilo su OnlyFans sia pubblico e accessibile a tutti, tra l'altro con decine di migliaia di utenti al seguito. 

Per carità, è sacrosanto che ognuno faccia nella propria vita privata ciò che vuole, ma qui non si tratta di vita privata ma pubblica, e se si tratta di pubblico una qualche regola di decoro va osservata. Anche perché presumo che un insegnante di una scuola paritaria di orientamento cattolico all'atto dell'assunzione sia tenuto ad accettare e sottoscrivere certe clausole afferenti al suo modo di comportarsi in pubblico.

Il discorso in generale sulla libertà, sul fatto che viviamo in una società in cui si può fare ciò che si vuole, discorso che molti tirano fuori in queste ore, in questo caso non vale. La libertà non è mai assoluta, altrimenti vivremmo in una giungla, ma è vincolata a certe regole ed esercitata all'interno di queste regole.

venerdì 21 marzo 2025

Tecniche consolidate


La tecnica è ormai rodata e consolidata e i risultati sono in genere garantiti. Si tira una bomba (metaforica, ovviamente) in Parlamento, si dà origine a una cercata e voluta bagarre, quindi si ricorre al vittimismo. Nello specifico il caso è quello ormai arcinoto del documento di Ventotene, in cui la premier non ha preso il testo per intero inquadrandolo nel contesto storico in cui fu scritto ma ha estrapolato ad arte alcune parti distorcendone il senso col solo obiettivo di dare vita al suo show.

C'è uno scopo alla base di tutta questa messinscena? Sì, creare un diversivo per tentare di nascondere le immense rogne all'interno della maggioranza sulla politica estera e anche la marea di problemi irrisolti e promesse mancate di questo governo, di cui cominciano ad accorgersi in tanti, compresi molti aficionados.

giovedì 20 marzo 2025

Attivisti

Gli attivisti di Ultima Generazione che a Milano hanno occupato il ristorante di Cracco perché lì una cena costa come un mese di affitto, dal punto di vista etico hanno tutte le ragioni, dal punto di vista meramente pratico il loro gesto credo invece che lasci il tempo che trova, anche perché gli unici a essere danneggiati sono i dipendenti che lì dentro lavorano e che devono pure loro arrivare alla fine del mese.

Se si occupa un ristorante di lusso, bisognerebbe allora occupare anche concessionari di auto di lusso, hotel a cinque stelle ecc., ossia tutte quelle realtà che solo alcune persone possono frequentare e che sono l'emblema delle diseguaglianze proprie del sistema capitalistico in cui siamo immersi, a volte senza neppure rendercene conto. Ma dubito che tali azioni sortirebbero effetti.

[...]






Arianna Ferrari, Carne coltivata. La rivoluzione a tavola?

martedì 18 marzo 2025

Dettagli


Israele ha interrotto la tregua, che in realtà non c'è mai effettivamente stata, e ha ricominciato a bombardare e massacrare i palestinesi: uomini, donne, bambini e chiunque capiti sotto gli ordigni. 400 persone massacrate in una notte. La notizia continua a rimanere in cima alle home page dei principali siti di informazione: BBC, CNN ecc. 

Da noi è passata praticamente in sordina, tra la Meloni che dopo tre mesi si fa rivedere in parlamento e Draghi in crisi isterica per la nostra difesa. Chissà se qualcuno degli attempati relatori della piazza pro-Europa (qualsiasi cosa voglia dire) ha detto qualcosa su Gaza. Probabilmente no. D'altra parte noi siamo l'Europa della democrazia, dei diritti umani, di Leopardi, Pirandello, Spinoza, Hegel. Poi incidentalmente può capitare di essere complici silenziosi di un genocidio. Dettagli.

Cuoricini

Leggo che Cuoricini, uno dei tanti tormentoni insulsi di cui è costellato il nostro insulso periodo storico, è diventato disco d'oro per aver superato le 100.000 copie vendute, e francamente non capisco perché si continui a chiamare questo traguardo disco d'oro. Lo si chiami piuttosto streaming d'oro, download d'oro, visualizzazioni d'oro, o comunque gli si dia un nome più consono all'epoca in cui viviamo.

In primo luogo perché i giovani di oggi probabilmente manco sanno cos'è, un disco. In secondo luogo perché il termine disco rimanda noi diversamente giovani all'epoca in cui i dischi si compravano davvero, e su quei dischi c'era generalmente musica vera, non costruita a tavolino con i campionatori. E chi cantava cantava davvero, con la propria voce, non faceva cantare l'autotune al posto suo.

Poi per carità, i tormentoni c'erano anche ai nostri tempi, ma erano una delle tante possibilità che offriva il panorama musicale di allora, non la musica nella sua totalità.

domenica 16 marzo 2025

Abbiamo tutto noi

Mi ha lasciato parecchio perplesso l'intervento di Vecchioni nella piazza pro-Europa (qualsiasi cosa voglia dire) di ieri, dove il cantautore-professore ha rivendicato una sorta di suprematismo culturale europeo abbastanza privo di fondamento. Perché - dice - noi abbiamo Shakespeare, Pirandello (e giù una sfilza di altri nomi), gli asiatici e gli americani no. Dimenticando tutta la storia della grande letteratura russa (Puskin, Dostoevskij, Esenin, Majakovskij, Tolstoj ecc.), oppure l'epopea della grande letteratura americana, e facendo finta di non conoscere ad esempio la sterminata cultura dell'impero cinese, ininterrottamente tramandata da almeno 5000 anni o di quella persiana (i persiani sono al mondo da 27 secoli). Bazzecole, vuoi mettere con Leopardi e Pirandello? 

Eh ma noi abbiamo la democrazia, continua imperterrito lui, gli altri no. Vero, poi vabbe', democrazia può significare tutto e niente. C'è differenza ad esempio tra democrazia formale e sostanziale, e chi ha letto qualcosa di Giovanni Sartori sa che noi siamo più all'ombra delle prima che della seconda. Poi, ovvio, sempre meglio vivere in una democrazia malmessa che in una dittatura in ottima salute, non ci piove, anche se pure la più oscena delle dittature ha sempre una legittimazione popolare. 

Ma in generale mi ha dato fastidio questa contrapposizione noi-loro, che richiama quella contrapposizione noi faro del mondo, gli altri nemici. Peccato, prof Vecchioni; aveva l'occasione di dire cose che non richiamassero una imbolsita autoreferenzialità tipica di quelli che se le cantano e se le suonano e l'ha sprecata malamente. Magari la prossima volta farà meglio.

sabato 15 marzo 2025

Rilevazioni


La butto lì. Da tre anni ci hanno ormai talmente ammorbato con l'invaso e l'invasore, con la favola di Cappuccetto rosso e il lupo cattivo, con la guerra fino alla vittoria finale e balle varie assortite, che la maggioranza degli italiani, presi per sfinimento, ha cominciato a mandare a quel paese l'aggredito.

SSN?

Sono in lista per un intervento chirurgico dal 4 ottobre scorso. Niente di grave, devo solo ridurre un po' il volume della prostata - il suo ingrossamento è un inconveniente molto diffuso tra noi maschietti e crea un certo numero di fastidi. All'atto dell'inserimento in lista mi era stata indicata come tempistica un paio di mesi, quindi diciamo che nel peggiore degli scenari avrei dovuto sistemare il tutto entro la fine del 2024. 

A partire dal mese di gennaio, visto che non si era ancora fatto vivo nessuno, ho cominciato a telefonare alla clinica in cui ero in lista, una struttura privata convenzionata col SSN, e a mandare mail per chiedere lumi e sollecitare. Niente da fare: muro. Tutte le risposte erano dello stesso tenore: Non abbiamo ancora la data, non appena ci viene comunicata la contattiamo. Non sono neppure riuscito a farmi dire indicativamente (settimane? mesi? anni?) quanto ancora avrei dovuto aspettare. Qualche giorno fa, stanco di brancolare nel buio e di scontrarmi col muro del servizio pubblico, mi sono rivolto a una struttura privata qui della zona e, pagando alcune migliaia di euro, ho ottenuto di fare l'intervento alla fine di questo mese. Nel frattempo sono venuto a sapere che i tempi medi qui in Romagna per il tipo di intervento a cui devo sottopormi vanno dall'anno all'anno e mezzo, non i due-tre mesi di cui mi avevano parlato.

Tre cose in tutta questa storia mi fanno girare le scatole. Io, fortunatamente, avevo la possibilità e ho pagato. Chi non ha questa possibilità cosa fa? Non si cura. E nel 2024 sono infatti state 4,5 milioni le persone che hanno rinuciato a farlo. Altra cosa. Da 36 anni mi vengono prelevati in busta paga, come a tutte le persone che lavorano, i soldi per finanziare il SSN; è normale che poi al momento del bisogno si sia costretti a rivolgersi al privato perché nel pubblico si viene sostanzialmente ignorati? Per chiudere, le spese militari sostenute dall'Italia sono nell'ordine dei 33,5 miliardi di euro all'anno (1,54% del Pil). Nel prossimo anno saliranno a 44,4 miliardi (obiettivo del 2% del Pil) e se dovessimo arrivare al 3% del Pil, come ci chiede la Nato, dovremmo tirare fuori ogni anno 66,5 miliardi di euro, più o meno l'equivalente di tre finanziarie lacrime e sangue come l'ultima licenziata dal governo.

Nel frattempo chi può si cura, chi non può s'arrangia. Siamo passati dalla sanità pubblica e gratuita alla sanità per censo senza neppure accorgercene.

venerdì 14 marzo 2025

Uno scimpanzé a New York

Non so se si riescono a leggere (eventualmente cliccate su ogni immagine per ingrandirla) ma questo è uno dei capitoli più belli di La natura è più grande di noi, di Telmo Pievani, e ho pensato di ripubblicarlo qui.








giovedì 13 marzo 2025

Punti di riferimento

In questa epoca di furiosi isterismi bellici, chi vuole cercare di capire le cose si arrabatta come può. Un mio punto di riferimento è da sempre Lucio Caracciolo, direttore da oltre trent'anni della rivista di geopolitica Limes, la quale ha un canale youtube molto seguito qui. Caracciolo ha il dono della cultura e della competenza ai quali si aggiunge, dote rara, la neutralità. Lui racconta i fatti senza strizzare l'occhiolino a nessuna fazione. I fatti e basta, peculiarità non molto diffusa oggi.
Questi otto minuti sulla spinosa questione del riarmo europeo li ho trovati magistrali.

Posizionamenti

È interessante notare come stamattina viene riportata la notizia della perizia che solleva le forze dell'ordine da ogni responsabilità nella morte del giovane Ramy. Repubblica, ad esempio, non ne fa menzione in prima pagina e relega il tutto in due colonnine a pagine 23. Libero, Giornale e compagnia bella ci fanno titoli cubitali in prima. 

In un mondo perfetto, non dominato dalla partigianeria ideologica, alla notizia verrebbe dato il medesimo risalto su ogni testata e ognuno di noi, indipendentemente dal proprio posizionamento politico, sarebbe sollevato dall'apprendere che i tutori dell'ordine si sono comportati correttamente. Invece no, la bontà maggiore o minore di un evento viene valutata, come è triste consuetudine, a partire dalla corrispondenza con la propria visione del mondo.

mercoledì 12 marzo 2025

Da che parte stare

Il piano Rearm Europe della Von der Leyen a mio modesto giudizio non ha alcun senso ed è totalmente da rigettare. Come dicono numerosi analisti, l'idea che spendere un mare di soldi per armare 27 eserciti nazionali ci renda più sicuri non sta né in cielo né in terra. Qualche utilità, forse (anche qui le certezze stanno a zero), sarebbe l'allestimento di un piano di difesa comune europeo, il quale però richiederebbe decenni per essere realizzato. E comunque, anche se si realizzasse, l'idea che potrebbe rappresentare una qualche forma di deterrenza (deterrenza nei confronti di chi? Veramente c'è qualcuno che pensa che la Russia abbia mire nei nostri confronti?) è piuttosto fantasiosa.

Comunque sia, il cosiddetto Piano Ursula chiede di schierarsi. O sì o no, non sono ammessi tentennamenti. Da questo punto di vista ammiro la coerenza di Giuseppe Conte, da sempre contrario a spendere anche un solo euro in armi e coerente su questa posizione. Elly Schlein, invece, riguardo al voto di oggi a Strasburgo sul piano Ursula ha indicato ai suoi la via dell'astensione. Astenersi equivale a non decidere, non prendere posizione. Guccini ce l'aveva a morte con chi "non sceglie, non prende parte, non si sbilancia, o sceglie a caso secondo i tiramenti del momento, curando però sempre di riempirsi la pancia."

Ovviamente Elly Schlein non ha alcuna pancia da riempire, ha invece molte "pance" all'interno del partito e tentare di tenerle insieme tutte non è facile.

martedì 11 marzo 2025

Il problema dei saggi

Il problema, ammesso che di problema si tratti, della saggistica sta nella sua valenza serendipitosa. Cioè tu sei lì che leggi, assimili i concetti, impari cose; poi, all'improvviso, l'autore scrive cose tipo: "Come scrive [nome di un autore a piacere] nel suo bellissimo saggio [nome di un saggio a piacere]..."

E lì sei fregato, perché hai lo smartphone sottomano e vai subito a verificare se quel libro è reperibile in qualche biblioteca della zona. Quindi lo metti in lista e la lista cresce al proseguire del libro, finché ti rendi conto che non puoi leggere tutti i libri che l'autore di un saggio cita. Quindi rinunci e maledici la brevità e la fugacità della vita che non ti permettono di leggere tutto ciò che vorresti.

E pensi che in fondo sarebbero da preferire i romanzi ai saggi, almeno nei romanzi non si citano altri romanzi.

lunedì 10 marzo 2025

Tutti i particolari in cronaca


Divorato praticamente in due giorni. Non è solo un ottimo giallo - si sa che Manzini scrive solo ottimi gialli - ma è anche un libro che fa riflettere sulla non sempre piccola differenza tra la giustizia dei tribunali e "quella con la G maiuscola." Veramente bello e avvincente. Rigoroso, reale, con pochi fronzoli.

Ancora una volta, bravo Manzini!

Impazzimenti


La questione del riarmo europeo e più in generale dell'eterna diatriba che sulla guerra russo-ucraina oppone i favorevoli al negoziato ai bellicisti sta lasciando sui social, e presumo anche fuori, una lunga scia di morti e feriti. Persone che si bannano a vicenda, che si insultano, che scoprono con dolore misto a costernazione che l'amico che si credeva la pensasse allo stesso modo in realtà sta dall'altra parte. Le fazioni in lotta rispecchiano su tastiera ciò che avviene sul campo.

Questa cosa ha dello stupefacente. Sembra di essere tornati alle "guerre" tra favorevoli e contrari alle restrizioni in tempo di pandemia. Le discussioni non vertono più, o raramente lo fanno, su una pacata e obiettiva analisi delle ragioni degli uni e degli altri. Pochi cercano di valutare obiettivamente le reciproche argomentazioni in un'ottica di altrettanto reciproco arricchimento. Nessuno è disposto ad ammettere che non esiste chi ha completamente ragione e chi completamente torto ma ci sono gradazioni e sfumature. Si "combatte" per fazioni e ogni fazione è convinta di essere nel giusto.

Viene in mente Telmo Pievani quando scriveva che noi esseri umani siamo sì riusciti ad andare nello spazio ma ci muoviamo sul web (e anche fuori) come quelle creature antropomorfe nostre antiche antenate, che vivevano esclusivamente in gruppetti di poche decine di persone in perenne conflitto tra loro. Viviamo in un mondo ipertecnologico, in teoria dovremmo esserci evoluti, ma ci muoviamo sul web e fuori con le stesse dinamiche psicologico-sociali dei nostri antichi antenati.

domenica 9 marzo 2025

Perché?

A cosa servono i lobi delle orecchie? E il mignolo del piede? E l'appendice dell'intestino? Perché l'uretra passa attraverso la prostata creando tutti i fastidi che noi maschietti conosciamo? Perché il nervo laringeo parte dal cervello e arriva alla laringe passando sotto i polmoni, quando potrebbe fare un decimo del percorso andandoci direttamente? Perché abbiamo i denti del giudizio, che creano solo noie e non servono a niente? Perché 3/4 dell'umanità soffre di mal di schiena? Perché negli esseri umani il parto è l'evento più pericoloso, doloroso e letale rispetto a tutte le altre specie animali?
Perché siamo le creature più imperfette, improvvisate e raffazzonate che l'evoluzione ha prodotto, e questo è paradossalmente un bene, perché dove c'è imperfezione c'è evoluzione. Dove c'è perfezione l'evoluzione si ferma.
Una delle lezioni più belle e affascinanti di Telmo Pievani.

sabato 8 marzo 2025

Per chi si tifa?

Mi sono imbattuto in questa bellissima lezione di storia di Alessandro Barbero interrogato da Marco Travaglio, in cui il grande storico riassume in un'oretta l'enorme mole di vicende complesse che hanno portato alla situazione di oggi e alla guerra tra Russia e Ucraina. Guerra che non è iniziata nel 2022, come molti pensano, e neppure nel 2014, ma molto molto prima. 

A partire dal minuto 12, più o meno, c'è una interessante riflessione di Barbero sulla "partigianeria" che da sempre è tratto peculiare dell'essere umano.  

Ora, è vero (ce l'hanno ripetuto fino alla nausea) che abbiamo un aggressore e un aggredito ed è altrettanto vero che le menti ordinarie tendono a ragionare su singole vicende isolate e non su schemi complessivi, ma se si guarda la storia nel suo complesso si scopre che non c'è chi abbia completamente ragione e chi completamente torto ma si tratta di una storia lunga e complessa in cui torti e ragioni sono più o meno equamente distribuiti. Come si decide da che parte stare, visto che l'essere umano per sua natura deve comunque parteggiare per qualcuno?


Perché la guerra?


Bellissimo saggio in cui l'autore tenta, purtroppo riuscendoci solo parzialmente, di rispondere all'interrogativo che tutti prima o poi si sono posti ma a cui non si è ancora riusciti a rispondere compiutamente: perché l'uomo da quando ha messo piede sulla terra muove guerra ai suoi simili. In realtà l'uomo non fa guerra ai suoi simili da quando ha messo piede sulla terra, se per guerra si intende quell'attività organizzata fatta di eserciti, gerarchie militari, strategie, armi, ma ha cominciato a farla in questo modo solo a partire dal Neolitico, quando la stanzialità, l'accumulo di beni e risorse seguiti alla nascita dell'agricoltura e dell'allevamento ha creato quella forma di "ingolosimento" che ha portato gli uomini a muovere guerra ad altri uomini per appropriarsi dei suddetti beni e risorse. Ed è noto che il periodo che va dal Neolitico a noi nell'arco della storia umana è poco più di un battito di ciglia. Prima del Neolitico il concetto di guerra si poteva ridurre a scaramucce tra piccoli gruppi umani generalmente composti da poche decine di individui.

Il libro in questione è interessante perché, pur non rispondendo definitivamente alla cruciale e vertiginosa domanda, offre una serie di valide interpetazioni di tipo filosofico e antropologico. Analizzando ciò che i più grandi pensatori della storia, da Tucidide a Hobbes a Raymond Aron, hanno elaborato riguardo al tema della guerra, si rinvengono sempre tre cause fondamentali, che Hobbes definisce "naturali": avidità, paura, ricerca di gloria, alle quali però si arriva dopo aver fatto i conti con una spiegazione molto più semplice: l'istinto. Scrive l'autore: "Prima di esaminare questa triade, bisogna fare i conti con una spiegazione ancora più semplice, ovvero l'idea che l'umanità sarebbe incline alla guerra semplicemente perché in essa sussiste un fondo di animalità: istinti naturali che spingerebbero ognuno dei suoi membri a gettarsi sui propri simili per divorarli."

Anche se la risposta univoca e definitiva l'autore non è in grado di darla, e probabilmente nessuno sarà mai in grado di farla, il suo libro è interessantissimo per capire certe dinamiche, vedere i conflitti passati e attuali, Ucraina Russia compreso, da punti di vista inediti a cui generalmente non si pensa.

venerdì 7 marzo 2025

Livelli

Il commento di Salvini alla sentenza della Cassazione sul caso Diciotti è stato: "Se c’è qualche giudice che ama così tanto i clandestini, li accolga un po’ a casa sua e li mantenga." Ha aggiunto anche altro ma lo ometto per decenza. 

C'è da notare che la Cassazione ha spiegato argomentando in punta di diritto i motivi che l'hanno indotta a emettere la sentenza. Salvini risponde a una solida argomentazione non con un'altra argomentazione nel merito, cosa che ovviamente non è in grado di fare (per inciso: Salvini non è in grado di argomentare compiutamente su niente), ma ricorrendo a uno stupido ritornello, trito e ritrito, che a livello di attinenza col tema è nullo, mentre riguardo a complessità e profondità siamo al livello di un bambino di quinta elementare.

Che ci sta anche, eh, dal momento che gran parte dell'elettorato di quell'area è a quel livello lì.

mercoledì 5 marzo 2025

Pizzul

Bruno Pizzul lo ricordo perché è stato un compagno della mia infanzia. Non ho mai seguito il calcio, né quand'ero bambino né ora, non mi ha mai particolarmente appassionato, anche se bene o male della nazionale mi interessavo. Ricordo Pizzul perché mio fratello e mio padre erano e sono ancora appassionati e quindi con Pizzul era inevitabile averci a che fare. 

Ci avevo a che fare quando la domenica si facevano le gite in macchina e alla radio mio padre seguiva la radiocronaca delle partite, oppure quando, sempre la domenica, si guardava 90° minuto, trasmissione di cui a me non importava nulla ma che ero obbligato a sorbirmi. Perciò Pizzul, pur controvoglia da parte mia, è stato una presenza abbastanza costante nella mia infanzia, quindi è naturale che mi dispiaccia la sua dipartita.

lunedì 3 marzo 2025

Il porcospino d'acciaio

Come molti più titolati di me fanno notare, il riarmo a spese della distruzione dello stato sociale, perché alla fine il meccanismo è questo, produrrà come conseguenza il dilagare delle destre. L'estrema destra che avanza in tutta Europa, Italia compresa, da dove viene? Se l'è mai chiesto la Von der Leyen? Viene da questo: precarietà sociale, distruzione del welfare, soppressione delle tutele. E quando l'esercito di persone vittime di questo meccanismo capisce che la precarietà in cui vive è causata anche dalla spesa in armi, o smette di votare o se vota si butta a destra. 
Vogliamo continuare col rischio piuttosto concreto che l'estrema destra si prenda da qui ai prossimi 15 anni tutta l'Europa? Bene, siamo sulla strada giusta.

domenica 2 marzo 2025

Generale

Boh, stamattina ho in mente questa. Sarà il periodo, oppure saranno i ricordi di quando ero giovane e Generale era tra i pezzi più cantati con gli amici...

sabato 1 marzo 2025

L'arte del defilarsi

A parecchie ore dalla vile aggressione di Trump a Zelensky in mondovisione, una scena mai vista alle nostre latitudini e che rappresenta uno spartiacque nella storia, l'unica che non ha ancora preso una posizione chiara è la signora al governo. È rimasta così, un po' nell'ombra, un po' equivoca, con la paraculaggine tipica di chi non può schierarsi apertamente né con Zelensky, quindi con l'Europa, né con il gangster a capo dell'America. 

Che la signora Meloni in Europa non conti niente è cosa nota, dato che negli anni ha sempre detto tutto e il contrario di tutto, e probabilmente, conscia di questa sua irrilevanza, ha ritenuto non fosse grave non riuscire a dire una parola in difesa di Zelensky ma tentare di uscire un po' dal cul-de-sac con l'idea ridicola di un vertice "riparatore" USA-UE. Un'idea talmente ridicola che solo una premier ridicola poteva partorire.

Dazi

Nella percezione collettiva la bomba dei dazi lanciata da Trump è una novità, una cosa che non si era mai vista prima. In realtà non è così....