Dimidiato, sinecura, efesia, mescidare, incolsutile, ammolcito, labaro, inubertoso, aggricciante. Sono solo alcuni della miriade di termini dal significato a me ignoto incontrati in Moby Dick. Leggendolo, mi rendo conto di quanto io sia ignorante. Cosa di cui naturalmente ero al corrente.
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
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Chissà se c'è anche acquata. A proposito di Moby Dick ho scoperto che questo locale...
RispondiEliminaUna catena di locali chiamata come il primo ufficiale del Pequod: blasfemia! Comunque acquata mi pare di non averlo incontrato, o forse sì ma non lo ricordo, chissà. In ogni caso, chi si avventura in questo romanzo è bene che tenga sottomano un dizionario :-)
RispondiEliminaSe sei ignorante tu, allora cosa dovrei dire io che leggo così poco, ahimè?! :-O Mi interesserebbe sapere a quando risale la traduzione, chi ne è stato il curatore, e se si è messo d'impegno per rendere in italiano un lessico che risultava desueto e ricercato anche nella versione originale (presumo di sì).
RispondiEliminaQuesta traduzione, che risale al 2016, è di tale Ottavio Fatica, il quale, nelle note finali, tra le altre cose scrive: "Non c'è mai tregua nella lingua. In tutti gli altri libri che ho affrontato ogni tanto c'è bonaccia, per usare i termini marinareschi. In Moby Dick no. Anche quando descrive una bonaccia la pagina è pregna. Tradurlo è una sofferenza e un divertimento. Nel corso degli anni mi sono confrontato con scrittori complicati dal punto di vista della lingua, da Joyce a Kipling a James. Nessuno è come Melville. Lui ci mette una carica nervosa, emotiva, anche un po' isterica, che finisci ogni capitolo come se fosse una ripresa di un match di boxe."
RispondiEliminaAbbastanza eloquente, direi :-)