domenica 8 maggio 2016

Libri abbandonati

Sono incappato in questo articolo de Libernazione e ho pensato immediatamente ai libri abbandonati da me nel corso della mia lunga carriera di lettore - ho iniziato a leggere da ragazzino. In realtà non credo di averne abbandonati molti, il problema è che non ricordo più. L'unico che ricordo con certezza è I versetti satanaci, di Salman Rushdie, con quello proprio non ce l'ho fatta. Intendiamoci, di libri noiosi me ne capitano sottomano con una certa frequenza, ma in genere tiro a finirli comunque. Con Rushdie non ci sono riuscito; l'ho trovato inutilmente prolisso, incasinato, incoerente, insomma niente da fare. Ogni tanto mi riprometto di riprenderlo in mano, in fondo lo lessi un certo numero di anni fa e magari nel frattempo potrei aver acquistato più pazienza e maggiore predisposizione a... a che? Boh, non lo so. Comunque, se per caso lo riprendo in mano vi avviso.

6 commenti:

  1. "La certosa di Parma" Stendhal. Non ce la farò mai! Cristina.

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  2. I fratelli Karamazov non ce l'ho fatta.

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  3. Per chi ha problemi coi libri pesanti è in circolazione il nuovo di Salvini.

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  4. Il nuovo di Salvini? Quello con allegati i pennarelli per colorare le figure? :-)

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  5. io ho dovuto lasciar perdere il pendolo di focault, per manifesta incapacità di rimanere seduto e per l'impulso di gettarmi fuori dalla finestra.

    idem con il doctor faustus e con il gioco delle perle di vetro. Il primo di Mann il secondo di Hesse.
    Ho provato poi memorie dal sottosuolo di Dostojevskj (non so come si scrive!) ma il romanzo è talmente pesante che occorrono 20 minuti per leggere 10 pagine.

    adal

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  6. Curioso. A me Il pendolo di Foucault è piaciuto, ma penso sia perché ho sempre avuto un debole per Eco :)

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