Mi sono accorto che se si consulta il sito di Repubblica con un dispositivo mobile (smartphone, tablet ecc.), per ogni articolo viene indicato, in minuti, il tempo necessario a leggerlo. Non so se lo facciano anche altri siti, non ho avuto voglia di controllare, ma mi domandavo a chi potesse servire, e a cosa, tale indicazione. Il tempo necessario a leggere un articolo è per caso una sorta di discriminante tra il leggerlo e il saltarlo a pie' pari? Se ci vogliono due minuti sì e se ce ne vogliono cinque no? E poi mi piacerebbe sapere in base a quale parametro si è fatta tale misurazione. La velocità di lettura non è uguale per tutti, ci sono persone che leggono più in fretta e altre più lentamente, alcune che leggono in maniera fluida e scorrevole e altre che hanno più difficoltà a causa di molteplici motivi. Oltretutto c'è da considerare - e non credo che Repubblica l'abbia fatto - che spesso interi periodi necessitano di una rilettura perché molti giornalisti distribuiscono le virgole un po' a pene di cane, quindi capita che il senso del periodo non sia immediatamente comprensibile, di qui la necessità di rileggere il tutto con conseguente ulteriore perdita di tempo.
Ecco, adesso che ho posto all'attenzione dei miei 42 lettori questo fondamentale quesito per l'umanità, vado a fare qualcosa, va'.
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
lunedì 18 aprile 2016
I "tempi" di Repubblica
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