venerdì 23 luglio 2010

Il ddl intercettazioni diventerà legge coi voti del Pd (compresa la norma "ammazza-blog")

Si è parlato abbastanza spesso, durante il tortuoso iter di questa bruttissima legge, della cosiddetta norma ammazza-blog, quella che prevede che "Per i siti informatici compresi i giornali e i periodici diffusi per via telematica le rettifiche sono pubblicate entro 48 ore dalla richiesta con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono".

Ecco, nonostante tutti quelli che loro chiamano in maniera ingannevole "miglioramenti", questo articolo è rimasto nel ddl. Ovviamente non serve che sia io a dirvi cosa comporta questa norma per chi gestisce un blog. Molto brevemente, il blogger viene paragonato a un direttore responsabile di una testata giornalistica e il blog, appunto, diventa di fatto una testata giornalistica, alla quale saranno applicate le norme attualmente vigenti sulla stampa (norme che sono in vigore, se non ricordo male, dai primi anni '40; così giusto per rendere l'idea dell'attualità di questa legge).

Guido Scorza, uno di quelli che in rete ha fatto più casino contro questa norma, scrive sul suo blog di avere ricevuto rassicurazioni dall'on. Cassinelli, il quale dovrebbe riproporre in aula l'emendamento correttivo di questa vergogna. Vedremo.

Per il resto non è che ci sia molto altro da segnalare. Il testo è uscito dalla commissione giustizia pronto per l'ultimo passaggio alla Camera, previsto nei prossimi giorni, ed è stato approvato anche coi voti del Pd. Badate, non è una cosa di poco conto. Il Pd, come scriveva giustamente ieri Piero sul suo blog, non doveva avere responsabilità alcuna nell'approvazione di questa legge. La faccia e i numeri ce li dovevano mettere il Pdl e i finiani (e l'UDC). Punto. Il Pd doveva restarne fuori e tenersi le mani pulite.

Una volta che tutto questo sarà (malauguratamente) legge, infatti, il primo blogger che si vedrà comminare 25 milioni delle vecchie lire di multa perché non ha ottemperato a una richiesta di rettifica entro 48 ore, magari perché era fuori per il weekend, saprà con chi prendersela.

Poi dice che uno simpatizza per Di Pietro.

giovedì 22 luglio 2010

Se tanto mi dà tanto...


...quando saremo qua verso novembre/dicembre quelli del Pd cominceranno a mettere a punto il piano anti caldo per l'estate 2011.

(via repubblica.it)

Fiat, da Pomigliano alla Serbia

Cerchiamo di fare un breve riepilogo. Fiat, dopo molte perplessità e alterne vicende, ha deciso alla fine di investire 700 milioni di euro per costruire la nuova Panda a Pomigliano, salvando il posto di lavoro di alcune migliaia di operai ed evitando la chiusura definitiva dello stabilimento.

Adesso veniamo a sapere che la nuova monovolume di casa Fiat, quella che dal 2011 sostituirà l'attuale Multipla, sarà costruita in Serbia invece che nello stabilimento di Mirafiori, a Torino, il quale chiuderà i battenti. Perché? Perché tutti i casini successi a Pomigliano (vertenze sindacali, scioperi, referendum, ecc..) hanno convinto Marchionne che dove c'è poca governabilità è più rischioso produrre.

Se vi ricordate - ne ho parlato qui e qui -, salvare lo stabilimento di Pomigliano è stata per la Fiat impresa piuttosto complicata, perché ai dipendenti sono state imposte, in cambio della garanzia del posto di lavoro, condizioni definite da molti inaccettabili. Da qui i casini.

"Senza il problema di Pomigliano - spiega Marchionne - avremmo puntato sull'Italia. Dobbiamo poter produrre senza rischi di interruzioni".

Insomma, produrre all'estero costa meno, i lavoratori non fanno tante storie, chi ce lo fa fare di restare in Italia?

Siti che viaggiano in coppia


Che il Tg1 di Minzolini fosse una sorta di campana di risonanza del governo era noto da tempo. Il fatto stesso che il premier lo usi per veicolare i suoi messaggi, quindi, non stupisce di certo.

Almeno in Italia.

Cade un altro pezzo del "miracolo" in Abruzzo

Ad oltre un anno di distanza da quel 6 aprile 2009, cade un altro pezzo di quello che è stato dipinto spesso come "miracolo". Non sono molti i giornali che ne parlano, ma la cosa, visto come siamo messi a informazione, è abbastanza comprensibile. Breve riepilogo per inquadrare meglio la questione.

Nei giorni successivi al sisma, il numero di abruzzesi sfollati è stato stimato in oltre 60.000 unità. Le soluzioni adottate per trovare una sistemazione a tutti sono state diverse: oltre 30.000 si sono auto-organizzati per conto proprio, oltre 12.000 hanno usufruito del progetto C.A.S.E. (le famose new town), 2.300 sono stati sistemati nei M.A.P. (moduli abitativi provvisori) e altri ancora, circa 6.000, sono stati ospitati negli alberghi lungo la costa abruzzese (fonte).

Il problema venuto alla luce in questi giorni - veramente è da un po' che se ne parla, ma la cosa è sempre rimasta sottotraccia - riguarda proprio questi ultimi. Pare infatti che i fondi che lo stato prima e la regione poi dovevano elargire agli albergatori siano terminati, anzi in alcuni casi non siano proprio arrivati, e molti albergatori si starebbero apprestando a mandare via gli sfollati rimasti, circa 4.000, per far posto ai villeggianti - la stagione estiva è ormai nel suo pieno - e cercare così di recuperare un po' di soldi.

Scriveva ieri il Tg3 sul suo sito:

Solo a Teramo e provincia, le strutture alberghiere che hanno ospitato terremotati sono circa 130. E l’accordo con la Regione prevedeva un acconto per le spese subito e poi saldo entro 60 giorni. In realtà non è avvenuto nulla di simile. Spiega l’albergatore nella sua denuncia che “fino a quando c’è stata la Protezione civile a gestire l’emergenza abbiamo ricevuto pagamenti posticipati, ma con regolarità”. Poi, dal primo gennaio, la palla è passata alla Regione e i pagamenti si sono rarefatti, fino a scomparire del tutto.

Secondo quanto riferisce l'albergatore: “Dalla Regione dobbiamo ancora ricevere 600mila euro solo per l’albergo” spiega. E l'unica soluzione per far fronte ad una crisi che gli ha già fatto accumulare mezzo milione di debiti è cacciare gli sfollati anche perché in Regione “non c’è un referente con cui parlare e da cui avere risposte precise e l’unica cosa che mi hanno detto quando ho telefonato è che l’ente non ha soldi per i rimborsi e che facciamo bene a mandare via gli sfollati”.

Anche il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialiente, ha qualcosa di dire. Scriveva ieri Il Mattino:

"In questo momento ci troviamo con 70 milioni di buco con tutti gli albergatori - prosegue Cialente - gli ultimi acconti sono stati pagati ad agosto, settembre e ottobre, ma sempre dalla Regione, soldi sempre gestiti dal presidente Chiodi. Chiaramente, allora, i soldi arrivavano". E poi cosa è successo? "Dal mese di novembre non è arrivata più una lira. Dopo di che ci sono arrivati 122 milioni di euro, con i quali abbiamo dovuto pagare parecchie cose, e per gli alberghi sono rimasti solo 20mln, per cui gli albergatori avanzano in questo momento 70 milioni".
[...]
"Il problema è che i soldi dell'emergenza non so dove si trovino. Proprio questa mattina parlavo con il ministero e sembra che da qualche parte i soldi ci siano, che sia rimasto qualcosa alla Protezione Civile, ma la Protezione Civile dice di non averli. La situazione è drammatica e nessuno sembra volerlo capire", lamenta ancora il sindaco dell'Aquila. Come se ne esce? "L'unica è che Tremonti accetti di incontrarsi con me e con Chiodi, almeno vorremmo spiegare. Io ormai Tremonti lo chiamo due volte a settimana, ma non ho mai avuto il piacere di poterci parlare. Sembriamo un po' degli appestati, non so, la situazione è tragica".

Lo so, non è mai corretto fare dell'ironia davanti a queste tragedie, ma visto che, come afferma Cialiente, il governo sembra fare orecchie da mercante, forse si potrebbe chiedere al presidente del Consiglio se la sua offerta fatta subito dopo i funerali delle vittime è ancora valida.

mercoledì 21 luglio 2010

Le agende rosse comuniste



Come sapete, io in genere sono contro le volgarità. Ma quando ci vuole ci vuole...

Per 3.000 euro



Ora, non è che qui si vogliono proporre delle facili soluzioni. Ma io penso: possibile che quello che si è visto in questo filmato non possa essere usato come sistema, anziché come singolo episodio da riportare in un giornale? Invece di inserire fumosi e inutili emendamenti anti-evasione in ogni manovra finanziaria, non si potrebbe cominciare a sguinzagliare Carabinieri e Finanzieri in giro negli studi di ogni libero professionista?

Il quartier generale racconta/33



Mi pareva strano che le dichiarazioni di ieri sera dei pm di Caltanissetta non finissero, ovviamente interpretate, sulle prime pagine di Libero e del Giornale di stamattina. E infatti...

La cosa curiosa di tutta la faccenda è che i due magistrati non hanno fatto nomi; non hanno indicato particolari partiti o personaggi. Semplicemente hanno indicato, genericamente, che la politica potrebbe non reggere al colpo. Chissà come mai, però, i due giornali più filo-berlusconiani che ci siano hanno subito fatto il collegamento con Silvio - secondo Libero nelle dichiarazioni dei pm si celerebbe addirittura una sorta di minaccia subliminale. :-)

Ma vediamo un po' cosa scrive il buon Feltri nell'editoriale che accompagna il titolone ("Una bomba sulla testa di Berlusconi").

Più precisamente Caltanissetta, la cui procura sta indagando, con "soli" 18 anni di ritardo, sulla strage di via D'amelio, in cui persero la vita il giudice Borsellino e l'intera scorta.

L'ironia racchiusa in quel "soli", francamente Feltri ce la poteva anche risparmiare. Se infatti l'esimio direttore del Giornale conoscesse l'abc del diritto, saprebbe benissimo che un'indagine archiviata può essere riaperta in qualsiasi momento qualora sopravvengano nuovi elementi sufficienti per poterla riaprire. Anzi, non "dovrebbe", ma "deve" essere riaperta, in virtù dell'obbligatorietà dell'azione penale prevista dalla nostra Costituzione. Ma da Feltri non si pretende tanto.

Da tempo si gira intorno al tema mafia e si dice con insistenza che la criminalità organizzata abbia dato una mano a Forza Italia a farsi strada nel paese. Ora però gli inquirenti sarebbero in possesso di elementi forti per provare la fondatezze di quelle che sembravano illazioni...

Anche qui Feltri fa e dice tutto per conto suo, senza indicare come sia arrivato a questa lettura delle frasi dei pm. Vale la pena segnalare, comunque, che secondo molti questa ricostruzione non è frutto solo di fantasia (vedi qui e qui). Feltri, invece, sembra cascare dalle nuvole.

Bisognerà comunque spiegare a noi anime semplici del nord come sia possibile favorire il successo di un partito compiendo delle stragi in Sicilia, come se quest'isola indebitata, piena di problemi, marginale rispetto al cuore economico del paese, fosse l'ombelico del mondo anziché una fucina di delinquenti.

Beh, per quanto riguarda "quest'isola indebitata", Feltri può provare a chiedere i motivi a chi l'ha amministrata negli ultimi decenni; potrebbe scoprire delle cose molto interessanti. La frase che invece ho evidenziato in neretto, non so, fate un po' voi. Io se fossi un siciliano un pochino mi incazzerei.

Senza più parole...

Ma allora? Ci sara' o no, io vOglio sapere la
verita'. E' vero che non succedera' nulla?????????.
Vi prego rispondetemi!!!!!! Sono preoccupata
e' o non e' una menzogna????????


Trovato nei commenti a questo mio post. Ma è mai possibile?

Via D'Amelio, ad un passo dalla verità?

E' presto per dare un peso e per valutare bene cosa si nasconde dietro alle parole di due dei pm che a Caltanissetta, dopo che due anni fa sono state riaperte le indagini, indagano sulla strage di via D'Amelio. "Siamo a un passo dalla verità [...] di cui la politica potrebbe non reggere il peso", infatti, sembra più appartenere al filone delle tanto vituperate dichiarazioni piene di sensazionalismo e vuote di sostanza. Però...

Però mi sembra difficile, nonostante le smentite di Pisanu, che queste dichiarazioni siano totalmente campate per aria. E, d'altra parte, non è un mistero che molti, giornalisti, magistrati e investigatori in primis, stiano da tempo dicendo più o meno velatamente che dietro alle stragi di mafia dei primi anni '90 non c'era solo la mafia.

Se le indagini sono effettivamente arrivate a questo punto, ben venga. Io non sarei contento tanto per le coseguenze politiche, delle quali anzi mi fregherebbe molto poco; no, sarei contento per tutte le persone, compresa una buona fetta di popolo italiano, che da 18 anni aspettano di sapere la verità. Aspettano di sapere perché Falcone e Borsellino sono morti e chi c'è dietro. Di questo solo sarei contento.

Bollo e balle

Sono anziano e, come anziano, ho una certa fissa per vecchi arnesi come la semantica. Nel post con cui Gioggia annuncia la sospensione del b...