sabato 4 marzo 2023

Guerra e pace

 

 

L'ho terminato ieri sera tardi. Durante tutta la lettura mi sono frequentemente chiesto, tra le tante cose, quali riscontri avrebbe uno scrittore di oggi se pubblicasse un romanzo di una tale lunghezza e complessità (Wikipedia ha contato 580 personaggi, di cui svariate decine ricorrenti, spalmati su circa 1600 pagine). Certo, tomi di questa lunghezza vengono pubblicati anche oggi, ma sono comunque scritti con lo stile della narrativa contemporanea: veloce, immediata e generalmente poco riflessiva.

Guerra e pace, invece, come del resto altri classici simili, è un viaggio nel mare della tranquillità, si potrebbe dire, in cui le vicende sono raccontate con la "lentezza" e i tempi delle grandi epopee epiche. In realtà si tratta principalmente di un romanzo storico in cui vengono descritte la nobiltà e in generale la società russa nel periodo napoleonico; anzi, Tolstoj stesso non lo considerava neppure un romanzo e storceva il naso quando veniva appellato così, come scrive lui stesso nella postfazione. Probabilmente perché il termine romanzo lo trovava riduttivo, visto che contiene, oltre alle vicende narrate, riferimenti storici, filosofici, psicologici, scientifici. 

Nel complesso mi è piaciuto, anche se, abituato allo stile della narrativa contemporanea, ho spesso dovuto fare buon viso a cattivo gioco di fronte alle tante pagine in cui la prolissità è padrona (l'autore mi perdonerà se, di fronte alle decine di pagine con cui vengono descritte alcune battaglie, qualcuna l'ho saltata). Al di là di queste considerazioni, comunque, credo che si tratti di uno di quei libri fondamentali che almeno una volta nella vita bisogna leggere.

9 commenti:

  1. Concordo con il tuo articolo. Bello.

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  2. A differenza tua io preferisco le narrazioni di una volta a quelle contemporanee; per cui quando mi deciderò a cimentarmi nella lettura di quest'opera, il problema principale sarà riuscire a leggerlo con costanza, cosa che al momento mi sarebbe impossibile.

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    1. Un suggerimento che ti posso dare è di leggerlo in un periodo di ferie, o comunque quando hai del tempo libero.

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    2. Ho il "vizio" di andare in ordine di acquisto, le poche volte che ho saltato la regola mi sono ritrovato alcuni libri acquistati oramai 20 anni fa e ancora da leggere.
      Le mie ferie sono piuttosto risicate, e il tempo libero va a periodi, dipende da che punto del corso sto trattando e quante ore extra lezione mi prende tra correzioni e videoriunioni...
      Comunque finché non recupero l'opera, è sicuro che non la potrò leggere.

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  3. Confesso di aver saltato l'ultima parte 😇

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    1. In effetti è quella più pesante. Ti capisco :-)

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  4. i classici come questo sono quei libri i cui personaggi ti restano impressi nella memoria per sempre, cosa che non avviene con i libri contemporanei, i cui personaggi sono quasi sempre destinati all'oblio. così è per me.

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    1. Concordo. Pierre e il principe Andrej Bolkonskij credo che difficilmente li dimenticherò.

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