martedì 7 luglio 2009

Badanti: sanatoria sì o sanatoria no?

La conversione in legge dell'altro ieri del pacchetto sicurezza, quello che comprende la criminalizzazione a priori della clandestinità, passerà probabilmente alla storia, tra le altre (poco onorevoli) cose, per aver battuto un piccolo record: essere riuscita, appena il giorno dopo l'approvazione, a far litigare di brutto la stessa compagine di governo che l'ha varata.

Come sapete, questa legge si trascina in Parlamento da più di un anno, e tra alti e bassi, emendamenti, modifiche, correzioni, è alla fine arrivata al traguardo. Uno potrebbe pensare che il raggiungimento dell'obiettivo potesse aver placato la lunga scia di polemiche, tra maggioranza e opposizione, che ha caratterizzato l'iter legislativo di tutto il provvedimento. Sbagliato: le polemiche sono rimaste, forse addirittura più forti di prima, ma non solo tra maggioranza e opposizione, ma tra maggioranza e... maggioranza.

Eh sì, perché all'improvviso qualcuno si è accorto che nella categoria dei cosiddetti "fuorilegge" sono rientrate da un giorno all'altro circa mezzo milione di badanti irregolari, molte delle quali, magari, intente ad assistere qualche arzillo vecchietto padano. A dare fuoco alle polveri è stato Carlo Giovanardi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, che si è improvvisamente accorto dell'"intoppo" e ha immediatamente chiesto al governo di mettere in campo una sorta di sanatoria che permetta agli irregolari, ma con un lavoro in corso, di essere regolarizzati.

Apriti cielo! Mentre arrivano le prese di posizione sarcastiche dell'opposizione (la "pillola del giorno dopo" di Bersani è da segnalare), la maggioranza si spacca a mo' di Titanic. Da una parte la Lega, che ovviamente non ne vuole sapere di fare alcuna concessione in merito, e dall'altra la componente meno intollerante del Pdl e i vescovi. A tutto questo si aggiunge, giusto per ingarbugliare ulteriormente la matassa, il contenzioso sulla retroattività o meno della legge. Il ministro Sacconi, a tal proposito, prova a sgombrare il campo da ogni dubbio affermando che le leggi in materia penale non sono mai retroattive. Affermazione però smentita da vari esperti, alcuni dei quali interpellati dal Sole24Ore, i quali affermano che l'articolo 10-bis («ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato») non lascerebbe spazio ad alcuna ambiguità nel senso opposto a quello dichiarato da Sacconi.

Chi ha ragione? Non si sa. Forse hanno ragione quelli che hanno visto fin da subito un disegno di legge totalmente imperniato sull'irresponsabilità, con l'aggravante di essere stato concepito senza valutare bene tutte le conseguenze che poteva produrre. Adesso, dopo un anno di tempo in cui la legge è stata in discussione, alcune di queste conseguenze cominciano a venire fuori. E questo la dice lunga sulla serietà e la responsabilità con cui legifera questa maggioranza.

1 commento:

Il cattivo Otto ha detto...

I leghisti sono esperti giuristi ...
Non per nulla sono nipoti dei nemici di Giustiniano ;-)