Ho trovato delle interessanti e condivisibili riflessioni del sempre bravo Maurizio sull'omologazione delle discussioni su social e blog. Aggiungerei qualcosa, ma sono di corsa (sto andando al lavoro), lo farò magari nel pomeriggio.
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
mercoledì 1 dicembre 2021
martedì 30 novembre 2021
- 0,5°
È la temperatura esterna di questa mattina alle 5:10, quella che dà il colpo di grazia alle mie velleità ciclistiche mattutine. In altre parole, da stamattina andrò al lavoro in macchina e la bicicletta se ne starà nel garage. Peccato, è stato bello finché è durato :-(
lunedì 29 novembre 2021
Riprovo con Natalia Ginzburg
Un mesetto e mezzo fa avevo letto Le voci della sera, di Natalia Ginzburg, e l'avevo trovato gravemente noioso, come avevo scritto qui. Qualcuno, nei commenti, mi aveva suggerito di leggere Lessico famigliare. L'ho trovato e lo comincerò domani, poi vi dirò.
In un volo di storni
Discordanze
Da una parte l'OMS parla di rischi molto alti riguardo alla nuova variante, dall'altra Burioni minimizza e tranquillizza. Due messaggi contraddittori che arrivano da fonti autorevoli. Continua così l'andazzo che ci trasciniamo dietro da quando è scoppiata la pandemia: voci diverse e contrastanti tra gli stessi scienziati che non fanno altro che confondere ulteriormente una platea che è già confusa di suo. È fisiologico, nella scienza, che ci siano voci e posizioni diverse e perfino contrastanti, perché la scienza è così che funziona, ma questa discordanza deve restare in ambito accademico, non mediatico.
Negli USA, ad esempio, è molto difficile trovare virologi senza guinzaglio che parlano a ruota libera su giornali e tv contraddicendosi tra loro, là c'è Anthony Fauci che fa conferenze stampa in tv o rilascia dichiarazioni sulla stampa dopo essersi riunito e consultato con la comunità scientifica, e parla per tutti con una voce sola, come si dovrebbe fare per cercare di limitare al minimo la confusione in questo delicato periodo. In questa cosa, ma anche in altre, gli americani sono molto più avanti di noi.
domenica 28 novembre 2021
Foto di gruppo
Leggo sul blog di Sara la notizia del riconoscimento dato allo studio legale che ha assistito la Gkn nella controversia che ha portato alla chiusura dello stabilimento e alla messa in mobilità di 430 dipendenti. Penso che, se fossi stato alle dipendenze di quello studio legale, non so se in quella foto ci sarei voluto essere.
Il continente orizzontale e gli effetti a lungo termine del vaccino
Vi siete mai chiesti perché, qualche secolo fa, noi europei siamo andati a scoprire le americhe attraversando l'oceano e non è stato il contrario? Cioè, perché siamo stati noi europei, con le nostre navi, ad andare dagli amerindi (e a perpetrare quello che è considerato il maggiore genocidio della storia umana) e non sono stati loro a venire qua da noi? La domanda è stata posta da un aborigeno della Nuova Guinea a uno dei più grandi antropologi viventi: Jared Diamond, che nel 1997 pubblicò Armi, acciaio e malattie, opera che gli valse il premio Pulitzer per la saggistica e che mi rammarico di non avere ancora letto - ma recupererò a breve. La risposta alla domanda potrebbe sembrare banale: perché noi europei conoscevamo l'arte della navigazione, conoscevamo le armi, tecnologicamente eravamo molto superiori agli amerindi che popolavano da circa quindicimila anni il continente americano. Tuttavia si tratta di una risposta che in realtà non soddisfa pienamente la domanda e che, a sua volta, ne fa nascere un'altra: se c'era questa differenza, questo divario tecnologico e culturale tra le due civiltà, quali ne erano le cause?
Questa domanda spiazza Diamond, il quale comincia a pensare e a cercare di elaborare una risposta avvalendosi di studi, ricerche storiche e antropologiche. Finché giunge a una conclusione, a una risposta che non è sicura, cioè non è scientificamente provato che il motivo sia questo, diciamo che si tratta di una ipotesi, una traccia, che però trova un certo consenso all'interno della comunità scientifica. La risposta, secondo Diamond, sta nel fatto che l'Europa è territorialmente disposta sull'asse orizzontale est-ovest mentre il continente americano è disposto sull'asse verticale nord-sud. In altre parole, l'Europa è disposta geograficamente nel senso della latitudine, è "stesa", si potrebbe dire, l'America è disposta nel senso della longitudine. Questa risposta mi ha sorpreso perché, pur avendoci pensato un po', non sono riuscito a cogliere il collegamento tra la disposizione geografica del continente europeo rispetto a quello americano e la sua superiorità tecnologica. La spiegazione la dà Telmo Pievani a partire dal min. 35 circa della conferenza che posto qui sotto. Non la sto a riscrivere, se vi incuriosisce la potete ascoltare - dura circa un quarto d'ora - direttamente dal video. Segnalo anche, a partire dal min. 50 circa, alcune riflessioni molto attuali sul tema sempre abbastanza spinoso e controverso della globalizzazione.
sabato 27 novembre 2021
La variante è nata là (e dove, se no?)
Non è un caso che la variante del SARs-CoV-2 di cui si parla in questi giorni sia arrivata dal sud Africa e sia nata da quelle parti. Così come non è stato un caso che la variante precedente, la Delta, sia nata in India e sia arrivata qua. Non è un caso perché le probabilità di mutazioni sono direttamente proporzionali alla circolazione del virus. Qua in Europa la percentuale media di vaccinazione è abbastanza elevata (in Italia è circa dell'85%), in Africa è attorno al 7% e in India grosso modo siamo lì. Teoricamente è possibile che una variante nasca anche qua, ma è molto meno probabile.
Dubito che il blocco degli arrivi dal sud Africa deciso dal governo serva a qualcosa, se non come misura emergenziale. Come puoi chiudere le frontiere in un mondo globalizzato? L'Africa è un continente povero, ci sono poche cure, pochi vaccinati ed è normale che il virus, là, si sbizzarrisca a giocare alla roulette delle varianti. Poi sale su un aereo, si fa la sua trasvolata nelle cellule di un ignaro turista o di un rappresentante di commercio e sbarca qua nella parte ricca del mondo. Siccome il virus è democratico e non guarda lo status economico di chi lo ospita, comincia quindi a fare qua quello che faceva là: si replica.
Cosa significa tutto questo? Significa che non ha senso che qua ci imbottiamo di vaccini se la metà povera del mondo non si vaccina a sua volta. È una barzelletta. Se il virus avesse una coscienza e qualche capacità intellettiva, si sbellicherebbe dal divertimento vedendo il modo in cui gli stiamo spianando la strada e continuiamo ad agevolarlo. Sorriderebbe e direbbe: Guarda che manica di coglioni, si dannano per vaccinarsi in un posto e dall'altra parte mi lasciano libero di fare quello che mi pare.
Sembra che la modifica ai vaccini per renderli efficaci contro questa nuova variante richiederà qualche mese. Nel frattempo, lo scaltro SARs-CoV-2 continuerà la sua allegra roulette delle varianti nei continenti dove può circolare liberamente e, quando noi avremo finalmente modificato i vaccini per la variante Omicron, un altro turista salirà su un altro aereo e saremo punto e a capo. Possiamo andare avanti così per sempre? Possiamo anche, ma è profondamente stupido. Eppure lo stiamo facendo; se ci limiteremo a elargire paternalisticamente i nostri sovrappiù di vaccini ai paesi poveri, da questo incubo non usciremo. Eppure non è un concetto difficile da capire, è probabilmente più difficile (e soprattutto economicamente non conveniente) da risolvere.
Cieli
Sono appena tornato da una delle mie solite passeggiate sulle colline qui attorno a casa (il tragitto, più o meno, è sempre il solito). La giornata, da queste parti, coi suoi 14° sembra quasi primaverile, nonostante dicembre sia praticamente alle porte. Mentre camminavo ho ascoltato una delle mie solite conferenze scientifiche su Youtube, che però vi risparmio per non tediarvi. Qualche foto, però, ve la faccio vedere, naturalmente confidando nella vostra comprensione, dal momento che come fotografo non ho mai brillato.
Moderazione
Ho messo temporaneamente i commenti sotto moderazione. È una seccatura, naturalmente, ma ho la libreria che trabocca di libri in attesa e mille altre cose da fare e non ho più né il tempo né la voglia di mettermi a discutere con novax assortiti e teorici di sostituzioni etniche, razzismi alla rovescia e baggianate simili, con gente il cui livello argomentativo è esaurientemente rappresentato dai commenti a questo post. Una volta lo facevo, mi mettevo lì e passavo ore a discutere con questa gente, adesso non più, mi limito a chiudere la porta e lasciarli fuori. È una questione di igiene. D'altra parte il web è grande e di spazio per i deliri più disparati, là fuori, ce n'è tanto.
Lonesome Dove
Alcuni critici hanno sostenuto che se nella vita si vuole leggere un solo romanzo western, deve essere questo. Ambientato tra il 1876 e il 1...
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Sto leggendo un giallo: Occhi nel buio, di Margaret Miller. A un certo punto trovo una frase, questa: "Qualche minuto più tardi la luc...
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