lunedì 31 dicembre 2018

Il mio anno in libri

1) Il piccolo principe - A. De Saint-Exupéry
2) Sleeping beauties - S. King - O. King
3) L'ospite inquietante - U. Galimberti
4) Stoner - J. Williams
5) Il disagio della libertà - C. Augias
6) Origin - D. Brown
7) Il manifesto del libero lettore - A. Piperno
8) Il sistema della corruzione - P. Davigo
9) Mia cugina Rachele - D. Du Maurier
10) Baciami senza rete - P. Crepet
11) Una questione privata - B. Fenoglio
12) Sapiens, da animali a dèi - Y. N. Harari
13) La casa dell'oscurità - E. L. White
14) Torto marcio - A. Robecchi
15) Lettere sulla creatività - F. Dostoevskij
16) La parola ai giovani - U. Galimberti
17) I passi perduti - A. Carpentier
18) L’orologiaio cieco - R. Dawkins
19) Notte fantastica - S. Zweig
20) L’improvvisatore - H. C. Andersen
21) Tortura - M. Franzinelli
22) La straniera - M. Kuncewicz
23) Follia maggiore - A. Robecchi
24) Il piccolo burattinaio di Varsavia - E. Weaver
25) Dal big bang ai buchi neri - S. Hawking
26) Non ditelo allo scrittore - A. Basso
27) Sottosopra - E. De Luca
28) Il cimitero di Praga - U. Eco
29) Madame Bovary - G. Flaubert
30) Il Silmarillion - J. R. R. Tolkien
31) Quel che resta del giorno - K. Ishiguro
32) On writing - S. King
33) Cronaca di una morte annunciata - G. G. Márquez
34) Tempi glaciali - F. Vargas
35) L’uomo in bilico - S. Bellow
36) Lolita - V. Nabokov
37) L'alchimista - M. Scott
38) Strade di notte - G. Gazdanov
39) Il nome della rosa - U. Eco
40) La luna è tramontata - J. Steinbeck
41) Non sperate di liberarvi dei libri - J. C. Carrière, U. Eco
42) Lamento di Portnoy - P. Roth
43) Duma Key - S. King
44) Princesa Maldita - M. Scarponi
45) Il mago - M. Scott
45) Oggi si vola - W. Faulkner
46) La voce delle ossa - K. Reichs
47) Breve storia d’Italia ad uso dei perplessi (e non) - M. Isnenghi
48) Il tribunale delle anime - D. Carrisi
49) Il sogno di volare - C. Lucarelli
50) L’italiano che resta - G. L. Beccaria
51) La commedia umana - W. Saroyan
52) L'incantatrice - M. Scott
53) Questi sono i Nomadi e io sono Beppe Carletti - M. Rettani
54) Everyman - P. Roth
55) Senza sangue - A. Baricco
56) Il fascismo eterno - U. Eco
57) Fuori da un evidente destino - G. Faletti
58) Delitto e castigo - F. Dostoevskij
59) L'ultimo cavaliere - S. King
60) Grammatica dell'italiano adulto - V. Coletti
61) Sarum - E. Rutherfurd
62) Storia perfetta dell'errore - R. Mercadini
63) The outsider - S. King
64) Il grande Gatsby - F. S. Fitzgerald
65) Il negromante - M. Scott
66) Il traditore - M. Scott
67) Precious - R. Lofton
68) Colorado Kid - S. King
69) Il libro degli specchi - E. O. Chirovici
70) Discorso sulla servitù volontaria - É. de La Boétie
71) I gemelli - M. Scott
72) Il giudizio di Falconer - I. Morson
73) Balle mortali - R. Burioni
74) Storia dell'emigrazione italiana - P. Bevilacqua, A. De Clementi, E. Franzina
75) I miei martedì col professore - M. Albom
76) Diario di un dolore - C. S. Lewis
77) L'armata dei fiumi perduti - C. Sgorlon

Come faccio ormai abitualmente alla fine di ogni anno, elenco nell'ultimo post i libri che mi hanno tenuto compagnia durante i dodici mesi che stanno per chiudersi. Magari a qualcuno di voi è passato in mano un titolo di questi, chissà.

Fa un certo effetto ripassarli in rassegna. Alcuni mi sono piaciuti molto, altri meno, qualcuno per niente, e di alcuni devo sforzarmi un po' per ricordare di cosa parlassero, specie quelli letti più indietro nel tempo. Ogni libro, che piaccia o non piaccia, lascia comunque una traccia, magari anche solo un'immagine, qualcosa che ha insegnato o altro.

Il mio augurio per il 2019 è uno solo: che possiate stare bene.

domenica 30 dicembre 2018

Ghirei Ghireikahn



Grazie al bellissimo L'armata dei fiumi perduti, di Carlo Sgorlon, che sto letteralmente divorando, apprendo che durante la Seconda guerra mondiale truppe cosacche invasero la Carnia e buona parte dell'alto Friuli, una pagina della nostra storia di cui non ero a conoscenza (qui un breve riassunto di quelle vicende e qui, invece, un maggiore approfondimento).

Questo romanzo storico di Sgorlon, trovato fortuitamente in biblioteca qualche giorno fa, tiene incollati alle pagine, sia per l'interesse che suscitano gli argomenti che tratta e sia per la scrittura dell'autore, a tratti evocativa, epica. Non sorprende che nel 1985 abbia vinto lo Strega.

Non si legge, dicono al Giornale

Stupisce che dalle parti del Giornale ci si allarmi perché gli italiani non leggono. Dal tipo di commenti che si trovano in calce ai vari articoli ospitati dalla testata diretta da Sallusti, infatti, dove le sgrammaticature sono più fitte di una distesa di margherite in un prato a primavera, non si ha esattamente  l'idea che il target medio dei lettori abbia particolare feeling coi tomi.

Per il resto, niente che non si sappia già e che non sia ciclicamente e puntualmente ribadito da ogni rilevazione, e cioè che la maggioranza degli italiani non apre neppure un libro all'anno e spesso, se anche uno lo apre, è magari un libro di ricette (nelle statistiche infilano anche quelli).

Una cosa che mi fa piacere è che, nonostante le profezie di morte del libro cartaceo che hanno accompagnato l'avvento degli e-reader, il suddetto libro cartaceo è nel suo piccolo vivo e vegeto. Il 95% di quei pochi che ancora leggono, preferisce infatti ancora sentire il profumo della carta e del processo di stampa.

Comunque sia, non siate allarmati, cari amici del Giornale, testate come la vostra hanno tutto da guadagnarci dal generale disinteresse per i libri.

sabato 29 dicembre 2018

(...)





(da Diario di un dolore, C. S. Lewis)

La protezione di Bruzzese

Nella conferenza stampa post pane e Nutella, tenuta da Salvini nella prefettura di Pesaro all'indomani dell'omicidio mafioso in cui due sicari hanno ucciso il fratello di un collaboratore di giustizia, il felpato ha dichiarato (qui il video) che il defunto aveva fatto richiesta di uscire dal programma di protezione da due anni e mezzo e che "la procedura fosse in corso e che ci fosse un ragionamento economico su come chiudere la partita", come scrivono anche Huffingtonpost, Fatto e altri.

Stamattina, in un articolo (non ripreso da nessuno) di cronaca locale del Resto del Carlino, questo, sia la vedova che il fratello della vittima hanno dichiarato di non sapere alcunché dell'intenzione di Bruzzese di rinunciare al programma di protezione (protezione, vabbe') dello Stato. E non ne sa nulla neppure l'avvocato di famiglia, Giuseppe Tripepi di Reggio Calabria, il quale ha dichiarato ai giornalisti: "Ho ascoltato e letto le parole del ministro Salvini che svelava questo fatto e sono rimasto sorpreso di questa richiesta di revoca della protezione. I Bruzzese non me ne avevano mai parlato né ho preparato atti o pratiche da inviare agli uffici competenti del ministero degli Interni per avviare l’iter. In ipotesi, la stessa persona può prendere l’iniziativa ma occorrono i nulla osta della procura competente per la cosiddetta capitalizzazione, il calcolo della liquidazione che non è mai semplice. Sono sorpreso, anche perché non credo che Marcello avesse un lavoro".

Giova aggiungere che nel caso di Bruzzese la protezione dello Stato era limitata alla concessione di un appartamento e a uno stipendio di duemila euro al mese, col quale il fratello del collaboratore di giustizia manteneva a Pesaro se stesso, la moglie e tre figli. Dal momento che, come scrivono Carlino e Huffingtonpost, e come del resto riconosce lo stesso avvocato di famiglia, Bruzzese non ha mai lavorato stabilmente, viene effettivamente difficile pensare che abbia chiesto la revoca della protezione e relativi benefici economici.

Magari, chissà, tra un selfie con la mucca Carolina e un piatto di spaghetti col ragù pronto Star, il gaudente Ministro dell'interno troverà cinque minuti di tempo per spiegare come ha avuto la notizia.

Sabato

Sabato mattina. Sono al bar sotto casa per un cappuccino e una pasta. Sento l'idraulico discettare di politica col macellaio e non posso fare a meno di rendermi conto che Salvini e soci, oggi, intendono la politica allo stesso modo e utilizzando il medesimo linguaggio. Quindi, perché stupirsi che siano al governo?

venerdì 28 dicembre 2018

Amos Oz

Rimango sempre sorpreso, e anche un po' amareggiato, quando io, accanito lettore, vengo a sapere della dipartita di uno scrittore mai sentito nominare.

Faccio ovviamente atto di contrizione e domattina mi fionderò in biblioteca.

Il razzismo negli stadi

Ciclicamente torna alla ribalta l'emergenza razzismo negli stadi: grandi proclami, grandi intenzioni, fermeremo le partite (ma non le fermano mai), faremo questo, faremo quello e via andare. Poi la cosa scema e tutto torna alla normalità, fino al prossimo episodio e successiva, ennesima emergenza razzismo. Succede così per tutto, mica solo per il razzismo negli stadi. Succede per l'emergenza alluvioni, soffitti che crollano nelle scuole, ponti che collassano, femminicidi ecc.

Salvini dice che la chiusura degli stadi non è proponibile perché così facendo a rimetterci sarebbero anche i tifosi per bene, mentre invece lui vuole colpire i delinquenti. Nobile intenzione, peccato che cozzi palesemente con quanto successo con l'Ires sul non profit, dove con la scusa di punire i furbetti si colpiva tutti, indistintamente. Ma gli stadi sono un'altra cosa, lì mica c'è il pericoloso buonismo da estirpare, ma semmai cari amici da incontrare e abbracciare.

Ires e "furbetti"

Mi sfugge, e credo sfugga a molti, la ratio di utilizzare una tassa a mo' di punizione. Perché in fin dei conti è questo che Di Maio e Salvini hanno voluto fare raddoppiando la tassazione per le associazioni di volontariato. "Si volevano punire coloro che fanno finto volontariato e ne è venuta fuori una norma che punisce coloro che hanno sempre aiutato i più deboli", dice il grillino.

Ma che senso ha? Anche un bambino capisce che se fai una norma che riguarda tutte le realtà di volontariato, inevitabilmente colpisci sia quelle serie che quelle "furbette", giusto per restare alla terminologia da terza elementare dei due contraenti del contratto. E comunque, come dicevo, se anche si sapesse quali sono le associazioni furbette, in base a quale principio si punirebbero alzando loro le tasse invece di andare a sporgere regolare denuncia alle autorità?

giovedì 27 dicembre 2018

Nebbia

Nebbia da stamattina a stasera, senza soluzione di continuità. Magari a tratti più spessa e a tratti più leggera, ma comunque costante. Nebbia e temperatura che non vuole saperne di salire sopra i due gradi, nemmeno nelle ore centrali della giornata. Probabilmente uno dei punti più cupi e bassi (oppure alti, dipende da quale parte lo si guarda) dell'inverno.

Sembra una giornata nata per dispetto. Dà l'idea che non abbia avuto voglia di nascere ma, essendoci costretta, l'abbia fatto facendo il possibile per essere pessima. Tipo quei bambini capricciosi che, obbligati a fare qualcosa controvoglia, la fanno nel peggiore modo possibile; così, per dispetto.

O forse tutto è solo un'impressione di chi scrive, che, lievemente febbricitante e spaparanzato sul divano tra libri, termometro e Vivin C, dà in pasto ai suoi trentadue lettori pensieri leggermente sconclusionati.

Dissociazioni?

Ma tu ti sei dissociato? Tu hai preso le distanze? E se non l'hai fatto, perché non l'hai fatto? Come mai il tale politico non l...