domenica 10 aprile 2016

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Non posso fare a meno di pensare che, in un'analoga situazione, qui da noi l'interessato sarebbe andato a riferire da Vespa o dalla D'Urso, oppure da Belpietro o simili.

Cameron e noi

Le proteste nelle strade, successive alla notizia del coinvolgimento di Cameron nella faccenda delle società offshore panamensi, da cui il premier inglese sembra tra l'altro aver avuto vantaggi modesti e indiretti, ricorda quando qua da noi sotto processo per la faccenda Mediatrade c'era il tipo delle cene eleganti, uno che tramite le società offshore avrebbe nascosto al fisco italiano almeno un miliardo e 200 milioni di euro in vent'anni, come risulta dal libro-inchiesta Il cavaliere nero, edito tre anni fa da Chiarelettere.
La differenza tra noi e gli inglesi è che là la gente scende in strada per contestare Cameron, per chiederne le dimissioni, mentre qua da noi la gente aspettava il teleimbonitore all'uscita del tribunale per applaudirlo.

Film già visti

L'incazzatura di Renzi nei confronti della magistratura e delle intercettazioni è un film visto e rivisto, un film che ha avuto il suo ciak con l'inizio di Mani Pulite, forse anche prima, e i cui remake fanno più o meno regolarmente capolino da allora, indipendentemente dai governi e relativi capi. L'apice di questa sorta di "guerra" si è avuta sotto il regno dei vari governi del teleimbonitore, quello della "spiccata propensione a delinquere" di una nota sentenza. Poco è cambiato, da allora, i magistrati sono bravi e vanno rispettati e difesi finché non vengono a mettere il naso nei tuoi affari, dopodiché diventano ospiti fastidiosi e irritanti, specie se con le loro inchieste vanno a mettere il naso in certi affari petroliferi poco chiari come Tempa Rossa, e specie se da ciò deriva un calo di popolarità e gradimento nei sondaggi di qualche premier, magari originario di Rignano.
Gli argomenti, oggi come allora, sono i medesimi, tutti abbastanza ridicoli e un poco capziosi. Si va dai magistrati che sono lenti e non arrivano mai a sentenza (cosa che è in parte vera, dal momento che da vent'anni in qua alla magistratura, come del resto alla scuola e altrove, vengono regolarmente tagliati fondi e risorse e oltre la metà delle procure italiane è sotto organico) alla diffusione indiscriminata delle maledette intercettazioni, sulle quali Renzi ha già promesso un giro di vite, lo stesso giro di vite tantissime volte promesso (e anche tentato) da Berlusconi. (A margine va detto che Renzi sa benissimo che la diffusione delle intercettazioni è già rigidamente normata e che basterebbe fare rispettare tali norme già esistenti. In aggiunta, non si capisce perché incolpi la magistratura per la diffusione delle summenzionate intercettazioni e non rivolga nemmeno una parola di biasimo ai giornalisti, a tutti gli effetti i veri artefici e anche beneficiari della loro diffusione, ma lasciamo stare.)
Notevolmente ridicolo anche il passaggio di Renzi che riprende pari pari un vecchio concetto espresso ripetutamente dal tipo delle cene eleganti, e cioè che è inammissibile intercettare un ministro, ancor di più il premier. Ovviamente Berlusconi sapeva benissimo che l'intercettato non era lui, ma le utenze dei simpatici signori con cui si intratteneva al telefono, tipo Tarantini, ad esempio; quindi, quando Renzi dice che "Intercettare il capo della Marina rappresenta un pericolo per la sicurezza nazionale" sa benissimo che era l'utenza di chi parlava con lui a essere sotto ascolto e non quella del capo della Marina. Ma è noto che la stragrande maggioranza dei destinatari degli sproloqui di Renzi non conosce certe sottigliezze, quindi se li può intortare come vuole.
E il film si ripete.

L'artista dei veleni



Non so se Stephen King abbia davvero letto questo thriller, scritto nei ritagli di tempo da uno sconosciuto avvocato hawaiano - spesso i crediti e le note di elogio che accompagnano i libri sono totalmente inventati per scopi pubblicitari. Fatto sta che il libro, almeno da metà in poi, inchioda alle pagine, tanti sono i colpi di scena di cui è impregnato, e pure riuscire a trovare la soluzione non è facile - io ci sono riuscito non molto lontano dall'epilogo.
Non conoscevo questo Jonathan Moore, ma chiunque sia è riuscito a raccontare in maniera magistrale la storia di un'ossessione, attraverso le figure di un ricercatore, un medico legale, un ispettore di polizia, una fantomatica e tenebrosa figura di donna a metà tra immaginazione e realtà (donna reale o trasposizione immaginaria nella realtà, da parte del protagonista, dell'immagine di donna raffigurata in un vecchio quadro di un vecchio museo?); e poi storie di veleni, rituali antichi, assenzio, il tutto inserito nella cornice del Golden Gate Bridge e della leggendaria San Francisco.
Ripensandoci, non è poi così improbabile che King l'abbia letto e che gli sia pure piaciuto.

sabato 9 aprile 2016

Aprile

Aprile è quel mese in cui si presenta un sabato pomeriggio qualsiasi, e in quel sabato pomeriggio qualsiasi avresti voglia di andare a fare una bella camminata in collina. Però ci sono certi nuvoloni e non sai bene cosa fare. Allora aspetti un po', tentenni, tieni d'occhio il cielo per cercare di capire come potrebbe evolvere la situazione. Poi vedi uno slargo tra le nubi e pensi che la situazione evolva nel verso giusto; allora ti metti le scarpe, infili gli auricolari ed esci di casa. Il tempo di arrivare dal portico al cancello e arrivano le prime gocce, che non sono neppure gocce ma secchiate.
E ti ricordi che aprile è anche questo.

venerdì 8 aprile 2016

L'eterno problema



Che poi è quello che si ripresenta puntualmente ogni volta che entro in biblioteca: cosa prendo? In genere ho già qualche idea, qualche titolo che mi sono preventivamente appuntato sul cellulare, poi però può succedere che quei titoli non siano disponibili perché già in prestito ad altri, oppure che venga calamitato da altri titoli sugli scaffali. Insomma, sia come sia, difficilmente torno a casa coi libri che mi ero prefissato di prendere.
Stamattina, ad esempio, cercavo un libro di Luigi Carrino e uno di Halldor Laxness, e sono uscito con L'inondazione di Adrián N. Bravi, cioè tutt'altro, e tutto perché attirato dalla copertina e della trama. Ma il bello della passione per i libri è anche questo.

Sul matrimonio di Bergoglio

Ogni singolo sproloquio di stamattina di Bergoglio, relativo ai concetti di matrimonio e famiglia, si potrebbe smontare con relativa facilità, avendo voglia e tempo, a cominciare da quello sulla "famiglia naturale", che è un misto tra un ossimoro e una cretinata solenne, fino ad arrivare a quello sul matrimonio, sacralizzato in maniera abnorme e ingiustificata dalla chiesa laddove perfino san Paolo lo considerava qualcosa meno di un fastidioso rimedio per gli incontinenti sessuali - non resci a essere casto? Almeno sposati, cazzo, diceva appunto san Paolo.
La faccenda di come Bergoglio considera i gay, invece, non la commento per decenza.

giovedì 7 aprile 2016

Il papà di Eluana risarcito

Ovviamente non è il risarcimento in sé ad essere importante, quanto l'ennesima conferma che sia Eluana che suo padre sono stati vittime di una gigantesca prevaricazione e privati arbitrariamente del godimento di un diritto sancito da una sentenza inappellabile della Corte di Cassazione. Non occorreva certo la lunga serie di sentenze che negli anni hanno dato ragione a Beppino per rendersi conto di questo, perché è risaputo che la destra e il cattotalebanesimo sono da sempre sinonimi di negazione dei diritti, ovunque essi governino. Adesso la regione Lombardia dovrà risarcire il papà di Eluana per la stronzaggine talebana di Formigoni, che si arrogò arbitrariamente il diritto di disattendere un precisa direttiva emessa dal massimo organo giuridico del nostro paese. E l'arroganza di Formigoni non la pagherà lui - dovrebbe essere il minimo - la pagherà il solito Pantalone, come da triste prassi consolidata.

Via libera a ministra

Era uno di quei dubbi grammaticali che mi assillavano da un po' e di cui, complice la mia leggendaria pigrizia, ho sempre procrastinato il chiarimento definitivo. Dopo aver letto sul Corriere, in bella vista, che l'ex ministra Guidi ha appreso di essere parte lesa nella famosa vicenda petrolifera che la riguarda, mi sono tolto una volta per tutte lo sfizio. Dopo aver consultato il Garzanti e il Devoto-Oli on line, che entrambi classificano il termine ministro solo come sostantivo maschile, senza declinazione femminile, sono andato dai cruscani, i quali hanno sentenziato che ministra è corretto, così come è corretto assessora, chirurga, avvocata (o avvocatessa), sindaca, magistrata ecc.
Lo so, all'orecchio occorrerà tempo ad abituarsi, ma tant'è.

mercoledì 6 aprile 2016

Dàgli al vespone

Magari sbaglio, eh, ma ho l'impressione che tutto il casino sollevato in queste ore dalla notizia della partecipazione alla trasmissione di Vespa del figlio di Riina, non sia dettato in particolar modo dal fatto stesso che il figlio di cotanto mafioso vada in tv, quanto dal fatto che tale partecipazione dà l'opportunità di dare contro a Vespa. Ora, intendiamoci, Vespa è quello che è, e il solo fatto che un figuro simile sia ufficialmente un giornalista, con tanto di iscrizione all'ordine, fa già di per sé impressione, ma sinceramente non vedo motivi per un simile linciaggio mediatico. Figli di mafiosi eccellenti in tv ci sono sempre andati - quante volte Ciancimino junior è stato ospite di Santoro, ad esempio? - ma non ricordo linciaggi simili a quello a cui è sottoposto adesso Vespa, se si escludono gli strilli e gli strepiti del giornalame di destra dell'epoca perché Ciancimino veniva portato in tv da Santoro in chiave antiberlusconiana.
Boh, non so, a me sembra che ci siano ben altri motivi per strepitare, volendo, in particolare pensando a certi connubi tra mafia e politica nazionale e locale, ma evidentemente dare contro al vespone dà più gusto.

Passerelle

Correva il mese di maggio 2023 e la signora del popolo, dopo la prima delle due disastrose alluvioni che misero in ginocchio l'Emilia-Ro...