In questo momento la pagina del sito cattolico Pontifex non è raggiungibile. Io non so se l'abbiano resa inaccessibile gli stessi gestori del portale, magari perché hanno pensato che quello che avevano scritto fosse troppo pure per loro (ma ne dubito). Fatto sta, ve la faccio breve, che secondo questi signori la morte del giovane che allestiva il concerto di Jovanotti sarebbe stata permessa da Dio per punire Jovanotti stesso. Il motivo? Essere stato ospite di Fiorello la sera in cui aveva fatto il famoso pistolotto pro-preservativo.
La prima domanda che mi viene in mente è: ma se Dio avesse davvero voluto punire Jovanotti, perché fare fuori uno che non c'entrava niente? Faceva secco Jovanotti e chiusa lì. Da quando in qua si punisce per interposta persona?
Ovviamente, ho fatto questo ragionamento perché ho voluto provare l'ebbrezza di abbassarmi ad argomentare cose che non meriterebbero neppure di essere menzionate.
Al di là di tutto, infatti, quello che a me provoca abbastanza inquietudine è il fatto che molte persone di fede non avranno nessuna difficoltà ad accettare questo ragionamento. Cioè crederanno sul serio che Dio ha permesso la morte del giovane per quei motivi lì. E qui non è questione di credere o non credere; non è questione di essere cattolici o non cattolici. La questione è molto più semplice (apparentemente): riuscire a ragionare oppure no. E' tutto qui. Se volete farvi male, la pagina di Pontifex è (ancora) raggiungibile tramite la cache di Google.
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
martedì 13 dicembre 2011
Una vittoria lunga 2000 anni
Mons. Nuvoli, responsabile economico della curia di Bologna, risponde così alla richiesta del Comune di pagare l'ICI: "È da duemila anni che ci vengono addosso, ma il Signore è risorto, abbiamo vinto noi. Chi è contro il Signore si è messo dalla parte sbagliata". Ora, che abbiano vinto loro è fuori discussione. Ma sarebbe stato interessante che il ciarliero monsignore avesse detto qualcosa circa i metodi che hanno utilizzato nel corso dei famosi 2000 anni per vincere sempre loro.
A parte questo, mi pare che ormai la famosa scusa del "non paghiamo perché facciamo beneficenza e ci sostituiamo allo stato" sia abbastanza stucchevole. Gliel'ha chiesto qualcuno di farlo? Come scriveva giustamente (per una volta) ieri Facci su Libero, "che senso ha che una istituzione religiosa compensi ciò che lo stato laico dovrebbe darmi?". E poi chi mi dice che se dall'oggi al domani, magari per un miracolo, lo stato riprendesse a fare quello che deve fare la chiesa pagherebbe quanto deve senza fare storie?
A parte questo, mi pare che ormai la famosa scusa del "non paghiamo perché facciamo beneficenza e ci sostituiamo allo stato" sia abbastanza stucchevole. Gliel'ha chiesto qualcuno di farlo? Come scriveva giustamente (per una volta) ieri Facci su Libero, "che senso ha che una istituzione religiosa compensi ciò che lo stato laico dovrebbe darmi?". E poi chi mi dice che se dall'oggi al domani, magari per un miracolo, lo stato riprendesse a fare quello che deve fare la chiesa pagherebbe quanto deve senza fare storie?
Morire di lavoro
Le speculazioni e le polemiche, sempre posticce, sul fatto se il ventenne deceduto prendesse 5 euro all'ora o 13,50, come specifica la ditta che allestiva lo spettacolo di Jovanotti, mi paiono di importanza relativa. Quello che mi sembra più importante, è che forse questa vicenda può meglio di tante altre contribuire a dare ampia visibilità a un problema che è noto da anni e che nessuno può (o sa) risolvere: quello delle morti sul lavoro.
Tutti i giorni c'è gente che, come Francesco, lascia la pelle sul posto di lavoro. L'unica differenza è che di solito si muore in silenzio, nell'anonimato, perché non si sta allestendo lo spettacolo di un musicista famoso. Ma se si vanno a vedere i dati e le statistiche, si scopre che quello che è successo ieri non è un evento straordinario, come i titoloni di oggi tenderebbero a far credere, ma è purtroppo la normalità.
Tutti i giorni c'è gente che, come Francesco, lascia la pelle sul posto di lavoro. L'unica differenza è che di solito si muore in silenzio, nell'anonimato, perché non si sta allestendo lo spettacolo di un musicista famoso. Ma se si vanno a vedere i dati e le statistiche, si scopre che quello che è successo ieri non è un evento straordinario, come i titoloni di oggi tenderebbero a far credere, ma è purtroppo la normalità.
lunedì 12 dicembre 2011
Aldo Grasso, il rancoroso
Ci è andato giù pesantino, stamattina, il Sallusti su Aldo Grasso, il noto critico televisivo del Corriere della Sera. Alcuni epiteti con cui è stato apostrofato: egocentrico, privo di autorevolezza (da che pulpito, verrebbe da dire), rancoroso, frustrato, codardo, ecc.
Ma cosa avrà mai fatto il povero Grasso per meritarsi una fila di complimenti così lunga? Beh, diciamo che ieri ha pubblicato sul Corriere un breve articoletto in cui commentava la sostituzione di Minzolini ai vertici del Tg1. "Addio al re del più brutto Tg1 della storia di tutta la Rai", titola l'articolo incriminato (il resto, quindi, potete immaginarlo da soli).
Ora, è storia nota (e triste) che i direttori del principale tiggì della tv di stato vengono messi lì da chi vince le elezioni politiche. Minzolini non è stato da meno, essendo stato "nominato" da Berlusconi dopo le politiche del 2008 (il copyright dell'appellativo "direttorissimo" è suo). Ma, a memoria, mi pare sia difficile, andando indietro nel tempo, trovare il livello di servilismo che ha contraddistinto l'era minzoliniana del Tg1 nei confronti dell'esecutivo del tipo delle cene eleganti. E pure gli ascoltatori se ne sono accorti (vedi la caporetto dell'audience).
Grasso, nel suo articolo ha solo evidenziato tutto ciò. Troppo anche per chi del servilismo ha fatto una ragione di vita.
Ma cosa avrà mai fatto il povero Grasso per meritarsi una fila di complimenti così lunga? Beh, diciamo che ieri ha pubblicato sul Corriere un breve articoletto in cui commentava la sostituzione di Minzolini ai vertici del Tg1. "Addio al re del più brutto Tg1 della storia di tutta la Rai", titola l'articolo incriminato (il resto, quindi, potete immaginarlo da soli).
Ora, è storia nota (e triste) che i direttori del principale tiggì della tv di stato vengono messi lì da chi vince le elezioni politiche. Minzolini non è stato da meno, essendo stato "nominato" da Berlusconi dopo le politiche del 2008 (il copyright dell'appellativo "direttorissimo" è suo). Ma, a memoria, mi pare sia difficile, andando indietro nel tempo, trovare il livello di servilismo che ha contraddistinto l'era minzoliniana del Tg1 nei confronti dell'esecutivo del tipo delle cene eleganti. E pure gli ascoltatori se ne sono accorti (vedi la caporetto dell'audience).
Grasso, nel suo articolo ha solo evidenziato tutto ciò. Troppo anche per chi del servilismo ha fatto una ragione di vita.
domenica 11 dicembre 2011
Durban
Mi piacciono questi grandi vertici internazionali sul clima, che generalmente vengono ricordati dimenticati subito perché non servono a un tubo. Quello di Durban, che a me ricorda vagamento il nome di un dentifricio, mi pare infatti che sia esattamente sulla falsa riga dei precedenti (da Kyoto in qua, per intenderci). Si è stabilito infatti che nel 2015 (forse) ci sarà un'intesa che (forse) diventerà operativa nel 2020.
Falò a Torino
Giusto per chiarezza, incendiare quel campo rom sarebbe stato un errore anche se i responsabili fossero stati di quel gruppo lì. Per il semplice fatto che sullo stesso principio si dovrebbero allora bruciare le abitazioni di tutti gli stupratori del nostro paese (italiani compresi).
sabato 10 dicembre 2011
Stipendi in autonomia
La scusa della lesione "dell'autonomia del Parlamento" è tra le più ridicole che potevano trovare.
Adesso si fa sul serio

Un articolo della manovra Monti obbligherebbe più di due milioni di pensionati, quelli che ogni mese si recano materialmente alle poste a ritirare i pochi euro che spettano loro, ad apriere un c/c e attivare carta di credito o bancomat (per indorare un po' la supposta quelli dell'ABI stanno pensando di ridurre le spese su queste operazioni). Insomma, pare che i grandi evasori abbiano ormai i giorni contati.
venerdì 9 dicembre 2011
Possibilismi

Non trovate che sarebbe stato bello se l'avessero chiesto ai comuni mortali? Qualcosa tipo: siete disposti a discutere di ICI?
Libertà di scelta, però...
Ogni tanto capitano quei casi di cronaca sui quali anche io faccio fatica ad avere una posizione netta, chiara. Uno di questi è quello della sedicenne incinta di Trento di cui parlano i giornali oggi. Tecnicamente i genitori hanno sbagliato a rivolgersi al tribunale (spero anzi che non siano stati consigliati da un avvocato, perché vorrebbe dire che forse ha sbagliato mestiere). L'aborto è infatti, a certe condizioni, un diritto, non certo un dovere. E quindi è logico che nessun giudice potrà mai imporlo o ordinarlo.
Dall'altra parte, però, mi metto anche nei panni dei genitori della ragazza. Insomma, diciamo che io sarei per lasciare la libertà di scelta a lei. Però...
Dall'altra parte, però, mi metto anche nei panni dei genitori della ragazza. Insomma, diciamo che io sarei per lasciare la libertà di scelta a lei. Però...
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