venerdì 2 gennaio 2026

Promesse

Dal primo gennaio è scattata una lunga serie di rincari che incideranno in modo diretto e indiretto sulle spese delle famiglie: sigarette, gasolio, assicurazioni, autostrade, tasse di soggiorno. Sono poi stati introdotti due nuovi balzelli, uno sulle transazioni finanziarie e uno, i famosi 2 euro, sui pacchi di valore inferiore a 150 euro provenienti da paesi extra-UE. Quindi aumenteranno i costi di mobilità, consumi e servizi. 

Il governo Meloni è entrato in carica a ottobre del 2022 e da allora le entrate totali e la pressione fiscale sono aumentate rispettivamente di 1 punto e di 1,3 punti percentuali di PIL: ai valori di oggi significa che sono più alte di circa 28 e 22 miliardi di euro. Nel 2025 la pressione fiscale in Italia ha raggiunto il suo massimo storico: 42,8% del PIL.
Non male per un governo che nel 2022 vinse le elezioni con la solenne promessa di abbassare le tasse.

In realtà di promesse ne fece tante: ponte sullo stretto, fantasmagorico piano casa, 25 miliardi per le imprese, abbattimento delle liste di attesa nella sanità, abrogazione delle accise sui carburanti (le hanno appena aumentate), abrogazione della legge Fornero (Salvini autorizzava gli italiani a spernacchiarlo qualora, a un anno dall'insediamento del governo, la legge Fornero non fosse stata abrogata: è ancora saldamente al suo posto ed è stata peggiorata). Quelli del Post hanno raccolto in un elenco le 10 promesse mancate più clamorose tra le tante tradite. 

La fortuna di questo governo, e in generale più o meno di tutti i governi, è che il consenso oggi viene attribuito su basi sentimentali e ideologiche, non razionali. Se venisse attribuito coi criteri della razionalità, se cioè la gente votasse i governi a partire dal grado di realizzazione di quanto promesso, questi qui non avrebbero mangiato neppure il panettone del 2022.

8 commenti:

  1. avrà pure aumentato le tasse ma almeno questo governo è un baluardo contro l'antisemitismo e il comunismo dilaganti

    RispondiElimina
  2. "Se venisse attribuito coi criteri della razionalità

    Razionalmente quale sarebbe la politica in uno stato con 3k miliardi di debito?
    In uno stato con 3k miliardi di euro di debito, razionalmente, si riducono le uscite, aumentano le entrate.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Benissimo, ma mica gli si contesta questo, gli si contesta che in campagna elettorale avessero promesso tutto il contrario. Aumenti le tasse a causa dell'enorme debito pubblico? Va benissimo, però non fai mesi di campagna elettorale promettendo di abbassarle quando sai già prima che poi non lo farai. A casa mia questo si chiama prendere per i fondelli gli elettori, ma se a te sta bene essere preso per i fondelli, nessun problema. Contento tu...

      Elimina
  3. "Se venisse attribuito coi criteri della razionalità, se cioè la gente votasse i governi a partire dal grado di realizzazione di quanto promesso"
    Qui sta il problema di fondo. E qui sorge la domanda: quando capiranno gli italiani l'importanza del loro voto?
    Buona giornata

    RispondiElimina
  4. E il primo commento che hai ricevuto dimostra chiaramente quanto hai detto ;)

    RispondiElimina
  5. il critico storico Guerri ha definito l'operato di Meloni sublime. Il resto conta poco. Sono aumentate le tasse? abbiamo un debito pubblico altissimo era inevitabile ma bisogna vedere anche i pro se non si è ciechi

    RispondiElimina

Il paradosso di Easterling

Tramite il bellissimo saggio Quando meno diventa più , di Paolo Legrenzi, ho scoperto il paradosso di Easterling. Non essendo io ricco e viv...