venerdì 30 gennaio 2026

Alle origini del barbaro

Abbiamo visto che lo schiavo, nell’antichità, è colui che viene da fuori, lo straniero, il barbaro: chi ha linguaggio e costumi diversi, ed è perciò inferiore, posto in condizione di servaggio. I greci giudicavano chiunque non facesse parte del mondo ellenico, e di conseguenza non parlasse il greco, come impossibilitato a esprimersi, se non emettendo balbettii o suoni aspri, inintelligibili. La ripetizione sillabica bar-bar , da cui deriva la parola barbaro, è infatti l’imitazione fonetica della balbuzie, se non addirittura di un latrare animalesco. È l’onomatopea che designa chi, avendo usi, costumi, pratiche religiose e legami sociali diversi, è straniero. Tutto ciò che era diverso, in sostanza, era barbaro agli occhi dei greci che, se anche non avevano raggiunto l’unità politica delle città-stato, si consideravano una comunità proprio in virtú della lingua: erano ellenofoni.

Ecco, l'origine della parola barbaro non la conoscevo, l'ho scoperta oggi leggendo questo splendido saggio.

4 commenti:

  1. Se non ricordo male non solo gli antichi Greci ma anche i Romani consideravano Barbari chi fosse fuori dal loro Impero.Non ero però a conoscenza di questa ripetizione sillabica ,grazie.

    Linda

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    1. Di niente. Comunque, indipendentemente dai contesti storici, la "barbarizzazione" dell'altro è stata, ed è ancora, una costante della storia umana.
      Ciao Linda.

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  2. Non ero a conoscenza dell'origine della parola barbaro, grazie per la tua ricerca e divulgazione. Ciao

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