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giovedì 29 gennaio 2026

Elementi che ci sfuggono

Credo che Alessandro Capriccioli abbia colto perfettamente ciò che sta succedendo negli USA. Riporto integralmente ciò che ha scritto un paio di giorni fa.

Quanto sta accadendo negli Stati Uniti, ossia la soppressione dello stato di diritto a beneficio di un regime sempre più apertamente nazista che sembra destinato a durare nel tempo e a cambiare radicalmente gli equilibri mondiali, dovrebbe indurre gli Stati europei, e in particolare quelli che fin dal 1951 posero le basi per l’integrazione, ad accelerare qualsiasi processo che possa condurre al potenziamento dell’Unione sul piano politico, economico e militare.

Invece dalle nostre parti da un lato si fa vergognosamente a gara a chi si appecorona meglio all’autocrate, slinguazzando in modo indecente e giustificando ogni sua nefandezza con argomentazioni da ripetenti alle elementari, mentre dall’altro lato le buone intenzioni - quando ci sono - si annacquano nel gioco dei distinguo, delle eccezioni e dei posizionamenti, roba di una miseria e di una pochezza indicibili.

Vi è chiaro, ci è chiaro, che qua non è manco più questione di ondata illiberale, che ormai è una cosa all’acqua di rose rispetto a quello che succede, ma di dittatura, di autocrazia violenta e assassina, cioè quella roba con le squadracce armate e i civili deportati, sequestrati e ammazzati in mezzo alla strada che rischia di travolgere tutto il pianeta?

Mi sa di no. Oppure sì, ma a qualcuno l’idea - solo apparentemente in modo incredibile e non soltanto nei luoghi in cui uno se lo aspetterebbe - non dispiace per niente. Sennò sai a quest’ora come ci sbrigavamo a blindare - finalmente - l’Europa, invece di cazzeggiare?

sabato 3 gennaio 2026

Oggi tocca al Venezuela

Per chi fosse sorpreso dall'aggressione militare, e relativi bombardamenti, degli USA al Venezuela, ecco un breve elenco di precedenti storici in cui gli Stati Uniti hanno compiuto azioni militari contro altri Paesi senza un mandato formale delle Nazioni Unite, operazioni spesso giustificate come autodifesa, lotta al terrorismo o protezione di cittadini ma secondo il diritto internazionale considerate aggressioni unilateralmente decise:

1) Invasione dell’Iraq (2003). Contesto: Gli USA e una coalizione guidata da Londra hanno invaso l’Iraq sostenendo che Saddam Hussein possedesse armi di distruzione di massa e che fosse legato al terrorismo internazionale. ONU: Non c’era un mandato diretto del Consiglio di Sicurezza per l’invasione. Conseguenze: Crollo del regime di Saddam, occupazione decennale, guerre civili interne, crisi umanitaria massiva. Rilevanza: Precedente di invasione senza mandato ONU con giustificazione unilaterale.

2) Attacchi in Libia (2011) Contesto: Durante la guerra civile libica, gli USA hanno condotto bombardamenti aerei contro le forze di Gheddafi, principalmente con la NATO. ONU: Il Consiglio di Sicurezza ONU aveva autorizzato una no-fly zone e la protezione dei civili (Risoluzione 1973), ma gli attacchi sono stati interpretati da alcuni critici come oltrepassaggio del mandato perché hanno contribuito al rovesciamento del regime. Conseguenze: Instabilità prolungata, guerra civile, crescita di milizie e terrorismo in Libia.

3) Attacchi in Kosovo (1999) Contesto: Gli USA e la NATO bombardano la Serbia per fermare la repressione dei kosovari albanesi. ONU: Non c’era mandato ONU diretto per l’intervento militare. Conseguenze: Cessate il fuoco e ritiro delle truppe serbe, ma controversie sul rispetto della sovranità nazionale.

4) Invasione dell’Afghanistan (2001) Contesto: Dopo l’11 settembre 2001, gli USA invadono l’Afghanistan per colpire Al Qaeda e i talebani che li ospitavano. ONU: L’ONU ha approvato alcune risoluzioni contro il terrorismo, ma non c’era un mandato diretto per l’invasione. Conseguenze: Guerra ventennale, instabilità regionale, oltre 2 milioni di vittime civili e militari.

5) Interventi in America Latina e Caraibi (varie decadi). Granada (1983): Operazione “Urgent Fury” senza mandato ONU per rimuovere un governo filo-comunista. Panama (1989): Operazione “Just Cause”, arresto del presidente Manuel Noriega, giustificata dagli USA come protezione dei cittadini americani e lotta al narcotraffico. Conseguenze: Entrambi gli interventi hanno violato formalmente il diritto internazionale, ma hanno avuto conseguenze politiche limitate a livello internazionale.

Riassumendo, gli USA hanno sempre agito unilateralmente quando ritenevano che la loro sicurezza nazionale e/o i loro interessi strategici fossero a rischio. Sempre. Non è questione di Trump o di chi c'era prima o di chi verrà dopo, è una questione di politica degli imperi. Qui, a dire il vero, non sembra neppure tanto una questione di sicurezza quanto di interessi economici (il Venezuela possiede le più grandi riserve petrolifere del mondo) e geopolitici (estensione dell'influenza americana in Sudamerica). Poi vabbe', tra qualche ora Trump ammanterà tutta l'operazione con una patina di nobili motivi, che sono sempre quelli: rimozione di un regime corrotto, criminale e autoritario, lotta al narcotraffico, al terrorismo ecc. Niente che non si sia già visto e sentito.

(Ovviamente aspettiamo un commento della signora Meloni o di qualcun altro del governo, e anche di tutti quelli che da anni propongono ossessivamente, in altri contesti, il mantra dell'aggressore e dell'aggredito.)

Competenze linguistiche

Nel programma ufficiale di Futuro Nazionale leggo: " Riforma della cittadinanza italiana : ripristino del corretto significato della ci...