giovedì 20 maggio 2010

Trovato!


(via civati)

Tutto fa brodo


Intendiamoci, nessuno si fa grosse illusioni. Ma la posta in gioco è troppo grande per non provarle tutte.

"Gògol" (perché stupirsi?)



Non si capisce il motivo per cui moltissimi siti e blog stiano rilanciando il "Gògol" (con l'accento sulla prima "o") di Berlusconi alla conferenza stampa internazionale di ieri col presidente egiziano. Scusate, è stato proprio lui a dire che di internet non capisce un tubo... E d'altra parte stiamo parlando di un arzillo 74enne, totalmente a digiuno di nuove tecnologie, che invece di starsene a casa e portare a spasso i nipotini "governa" un paese che nel campo dell'Information Technology è dietro pure al Montenegro.

Dico, c'è da stupirsi se non sa neppure come si pronunci Google?

Condannati dalla giustizia, assolti dal governo

Sono passati quasi 9 anni dal G8 di Genova. Un summit che qui da noi non verrà ricordato tanto per le decisioni prese dai capi di stato, ma per le violenze (da una parte e dall'altra) e gli abusi che hanno fatto da cornice all'intero vertice. In particolare per quanto avvenuto all'interno della caserma Bolzaneto e della scuola Diaz, dove le forze dell'ordine si sono lasciate andare ad attività che ben poco avevano a che fare col mantenimento della sicurezza e l'ordine pubblico.

Per i fatti di Bolzaneto la sentenza d'appello è già arrivata agli inizi di marzo: 44 condanne e 10 milioni di euro che lo stato dovrà pagare alle vittime dei soprusi, delle violenze gratuite e delle torture. Ieri l'altro è arrivata la sentenza di secondo grado anche per i fatti della scuola Diaz, quella che fu definita "macelleria messicana" da un alto funzionario della polizia di Roma (non da un no-global). Una sentenza che ribalta quasi completamente quella di primo grado: "Tutti i vertici della polizia che erano stati assolti hanno subito condanne comprese tra 3 anni e 8 mesi e 4 anni unitamente all'interdizione dai pubblici uffici per 5 anni. Nel complesso le pene superano gli 85 anni. In totale sono stati condannati 25 imputati sui 27".

In attesa che la Cassazione metta una parola definitiva a questa vicenda, c'è da segnalare che quasi tutti i condannati hanno fatto una brillante carriera nella Polizia e godono tuttora dell'incondizionata stima del governo.

mercoledì 19 maggio 2010

Intercettazioni, hanno una fretta maledetta

Pensate, hanno lavorato tutta la notte! Una maratona che, all'occorrenza, si ripeterà a partire da questa sera. Un osservatore esterno potrebbe pensare: cavolo, visto com'è messa l'Italia col debito pubblico, con la crisi, con la disoccupazione, con l'emergenza carceri, è bello che i parlamentari impegnino anche le ore notturne per cercare di fare qualcosa.

Peccato che le maratone notturne le facciano per tutti altri motivi. Nel caso specifico le ore piccole sono servite per approvare alcune delle norme contenute nel ddl intercettazioni: per la precisione è passata la famosa "norma d'Addario". In più, notizia giusto di poco fa, è passato anche il pugno di ferro verso la stampa. Gli editori e i giornalisti "cattivi" - che nella visione del governo sono quelli che si occupano di cronaca giudiziaria - si vedranno comminare galera e multe stratosferiche se non righeranno dritto (dettagli qui).

La cosa che più dispiace di tutta questa faccenda, non riguarda tanto i passettini che giorno dopo giorno ci conducono verso un regime dittatoriale, quanto la sostanziale indifferenza dei media. A parte i soliti "sovversivi", infatti, non ne parla quasi nessuno. Nel nostro paese il governo sta praticamente togliendo il diritto di cronaca, che è anche diritto dei cittadini ad essere informati, e va bene così. Stiamo diventanto come l'Argentina il Cile ai tempi di Pinochet e nessuno batte ciglio.

È altrettanto vergognoso, e incomprensibile, che non ci sia una mobilitazione generale di tutto il mondo dell'informazione, dalla stampa alla radio-televisione a Internet. Qui non è una questione di destra o sinistra, ma un problema di diritti fondamentali, del loro esercizio, del dovere di informare e del diritto di conoscere e sapere. È un tema di libertà, nel quale si mette in gioco quel soggetto fondamentale delle democrazie occidentali che è la pubblica opinione: ciò che distingue un regime da un sistema aperto, con un libero mercato del consenso basato sulla trasparenza e sull'accesso alla conoscenza e all'informazione.
(Ezio Mauro - repubblica.it)

Abbassare le tasse? Adesso non si può


Prendiamo atto che la situazione economica attuale non è proprio l'ideale per tagliare le tasse. Il problema è che lui è dal '94 che lo promette, e la crisi non c'è da così tanti anni...

Ah, dimenticavo il codice di autodisciplina di internet

Una volta davo più peso a queste cazzate cose. Ogniqualvolta, infatti, questo o quel governo cercava di mettere in campo provvedimenti "imbriglia-internet", mi lanciavo in appassionati e corposi articoli per cercare di spiegare di cosa si trattava. Poi, col passare del tempo, questi pseudo-provvedimenti sono diventati talmente numerosi - nessuno tra l'altro è mai diventato legge - che ho deciso di non occuparmene più. O, almeno, di non occuparmene in maniera approfondita. Giusto un accenno all'occorrenza.

Quello che leggete nel titolo del post non è altro, né più né meno, che uno di questi pseudo-provvedimenti attualmente allo studio del governo e ideato dal duo Romani-Maroni. L'hanno chiamato "Codice di autodisciplina a tutela della dignità della persona su rete Internet". Pensate: un nome così altisonante e pomposo per un provvedimento che se fosse redatto in qualsiasi altro paese che non sia l'Italia, nella migliore delle ipotesi provocherebbe una mare di risate e un diluvio di pernacchie.

Ma qui siamo in Italia, e naturalmente nessuno ride. E nessuno (tranne qualche cane sciolto in giro per la rete) neppure si indigna più. Di cosa si tratta di preciso? E' molto semplice. Voi sapete che è in dirittura d'arrivo in Parlamento - i nostri solerti governanti lo vogliono legge dello stato entro giugno - il ddl intercettazioni, quella porcata immane che oltre a impedire ai magistrati di utilizzare le intercettazioni telefoniche per stanare i delinquenti, impedisce ai giornali di raccontare le vicende giudiziarie e impone ai blogger l'obbligo di rettifica.

Nel caso qualcosa andasse storto - speriamo! - durante l'iter parlamentare, c'è in cantiere appunto quest'altra barzelletta di provvedimento. Non la tiro per le lunghe. Si tratta, in sostanza, di un provvedimento col quale si dà ai provider e ai fornitori di servizi web la facoltà di "filtrare" i contenuti immessi in rete dagli utenti e di decidere arbitrariamente quali sono leciti e quali no. Ma "filtrare" con quale criterio? Beh, quello appunto di "tutelare la dignità della persona su rete internet". Una sorta di censura preventiva, in pratica.

E volete sapere il lato comico della faccenda? I siti che rispondono alle caratteristiche del provvedimento, quelli che cioè faranno i "bravi", avranno un bollino di qualità. Un po' come quello blu della mitica banana Chiquita. Vabbé, io mi fermo qui, ho cose più importanti da fare che raccontare nei dettagli l'ennesima dimostrazione che i nostri governanti capiscono di internet come la mia gatta di fisica quantistica. Facciano un po' quello che vogliono. Vi lascio due o tre link per approfondire: Guido Scorza, Vittorio Zambardino e Federico Mello.

martedì 18 maggio 2010

Condannati i genitori che tolsero l'insulina alla figlia

La vicenda, all'epoca, fece parecchio scalpore, e anche qui nel mio blog ci fu un'accesa discussione. Mi riferisco alla morte di una ragazzina diabetica, avvenuta in seguito alla decisione dei genitori di sospendere la terapia ufficiale a base di insulina per seguire i consigli di una "curatrice" che le prescrisse degli integratori.

Oggi è arrivata la sentenza di primo grado: tre anni e sei mesi al padre, due per la madre, entrambi condannati per omicidio colposo. Il pm, invece, aveva chiesto 22 anni per il padre e 14 per la madre (l'accusa ipotizzata era omicidio volontario). Inutile dire che se fosse dipeso da me, avrei dato l'ergastolo.

Mi riallaccio a questo fatto per segnalare una notizia di qualche giorno fa che arriva dall'Inghilterra: la British Medical Association chiede al governo che vengano tolti i fondi pubblici agli ospedali che praticano la stregoneria, ossia le cure omeopatiche.

Perché la Lega non dice niente?

E così va in scena una politica bifronte e contraddittoria: da una parte si approvano i decreti legge e le leggi sulla sicurezza, con tanto di reato di immigrazione clandestina e l'aggravante per chi, straniero, commette un crimine che viene punito con una pena maggiore rispetto allo stesso delitto commesso da un italiano, oppure si blocca il disegno di legge sulla messa in prova (lavori di pubblica utilità per pene sotto i tre anni) e sulla possibilità di scontare gli ultimi 12 mesi di carcere residui agli arresti domiciliari. Ma dall'altra si tenta di approvare una legge come quella sulle intercettazioni che, all'opposto, impedirà di disporre gli ascolti, di richiedere i tabulati telefonici, di mettere le microspie, su telefoni e luoghi per cui non si abbia già la certezza che si tratti di un potenziale indagato.

No, voglio dire, non è che ci sia molto di cui stupirsi. In fondo parliamo sempre della Lega.

E' ufficiale: in Italia ci sono almeno 2.600.000 idioti


(via metilparaben)

Forse l'inferno è finito

Stamattina ci sono 19° e piove. Esco di casa quasi rammaricandomi di non aver indossato una felpa e un paio di pantaloni lunghi, e penso che...