martedì 17 settembre 2019

Cacciari e lo Ius Soli

Cinque minuti (qui) di un grande Cacciari che parla di Ius Soli, minuti che sarebbero da fare ascoltare a sovranisti, razzisti e ignoranti vari assortiti, di cui purtroppo il nostro paese pullula.

Senza Renzi

La prima cosa che ho pensato, dopo aver letto dell'abbandono del PD da parte di Renzi, è che magari adesso potrei anche tornare a votarlo, il PD, chissà. Per il resto, conoscendo un po' il tipo, mi pare che l'unica motivazione, o quanto meno la maggiore, che l'ha indotto a provocare l'ennesima frattura a un partito già iperfrantumato non sia nient'altro che il suo stratosferico ego, che da sempre lo obbliga a non digerire in alcun modo l'idea di non essere leader di nulla e che, come conseguenza, gli fa apparire come soddisfacente l'idea di essere a capo di un movimento che gli analisti valutano avere una rilevanza politica che viaggia attorno al cinque/sei percento. Difficile pensare ad altre motivazioni.

E difficile è anche pensare che mantenga la parola con cui assicura che la sua "pattuglia" continuerà ad assicurare incondizionatamente l'appoggio al governo, specie guardando quale fine ha fatto la promessa di sparire dalla politica dopo il fallimento del suo referendum costituzionale.

lunedì 16 settembre 2019

Social e odio

Se si ha l'ardire di fare capolino su qualunque social, si nota che gran parte dei contenuti sono composti di insulti e litigi. È come aprire una porta e essere assaliti da una cacofonia di suoni, urla, strepiti, che costringono a richiudere in fretta quella porta e fuggire via. Non esiste la pacatezza, il pensiero costruttivo, la possibilità di imbastire un ragionamento argomentato a cui si possa replicare con altrettanta compiutezza.

È una guerra a colpi di dettati ipnotici dove, non essendoci la possibilità di esporre un ragionamento, tra due o più contendenti la palma di vincitore va a chi riesce a pubblicare per ultimo lo stesso slogan dopo che i contendenti abbandonano il campo per sfinimento. È una vittoria di Pirro, la vittoria di chi ha più resistenza e tempo da perdere rispetto ai concorrenti.

Eppure a volte penso che sia un bene che i social ci siano, perché altrimenti il fiume di odio che viene veicolato tramite quei canali potrebbe trovare sfogo nelle piazze, nelle strade, e forse sarebbe peggio.

Cacciari e l'Europa

Stamattina ho fatto una passeggiata di un paio d'ore (in questo periodo sono in ferie) e di solito, quando passeggio, amo indossare gli auricolari e ascoltare conferenze su YouTube - abbiate pazienza, ognuno ha le proprie perversioni.

Oggi mi sono imbattuto in questo stratosferico Massimo Cacciari che in un'oretta fa una bellissima storia dell'Europa dall'Impero romano a oggi, storia che dovrebbero ascoltare i Salvini, le Meloni e tutti gli ignoranti che, nell'ansia di costruirsi un nemico per mero tornaconto politico, inseriscono in questo novero appunto anche l'Europa.

Un punto fermo: ogni volta che sentite un politico dire "Prima gli italiani", "Prima l'interesse dell'Italia" e poi lo sentite proclamare l'Europa un nemico, avete di fronte un politico che vuole tutto tranne che l'interesse dell'Italia (se volete evitare preamboli e sponsorizzazioni saltate direttamente al terzo minuto circa).

domenica 15 settembre 2019

Dopo Pontida

Dopo ciò che è successo, ciò che si è sentito, è di immenso sollievo, per me, il fatto che si sia trovato un accordo e non ci si sia avviati sulla strada delle elezioni. Mi viene quasi da sperare che non si vada più, a votare.

La malattia delle parole

Sto leggendo Tutto è fatidico, di Stephen King, una raccolta di racconti noir. L'ho iniziato ieri, subito dopo aver terminato Tempo da elfi di Guccini-Macchiavelli, quest'ultimo iniziato subito dopo aver terminato Mody Dick di Melville. Andando a ritroso, sempre lo stesso meccanismo: un libro dietro l'altro, senza soluzione di continuità. Vivo in mezzo alle parole, parole lette e, quando vengo qui, parole scritte.

Ogni tanto mia moglie mi dice: "Smetti di leggere", e per un po' smetto; magari metto giù il libro e prendo in mano il cellulare, ma leggo anche lì: articoli, pagine di Wikipedia, approfondimenti di qualsiasi tipo. Le parole sono come un mare e io voglio sempre starci a mollo. Quando passo dalla camera da letto alla sala la prima cosa di cui mi preoccupo è quella di portarmi dietro il libro che sto leggendo, ho bisogno di averlo sempre sott'occhio perché potrei averne bisogno in ogni momento. Perfino in macchina. Ieri pomeriggio sono andato a Santarcangelo a prendere Francesca che usciva dal lavoro, è uscita con un po' di ritardo e nell'attesa ho letto, senza neppure slacciarmi la cintura, finché è arrivata. Mi ha detto: "Guarda che sorpresa, il babbo che legge!" e ha sorriso.

Amo le parole ma sono orso con le persone. Quando vado a camminare cerco sempre di prendere strade dove so esserci poca gente, in modo da evitare di incontrarne. Perché qua, bene o male, ci si conosce tutti ed è facile imbattersi in qualche conoscente. E lì è una tragedia perché poi ti tocca salutarlo e, nella peggiore delle ipotesi, cercare di fuggire con disinvoltura dai suoi tentativi di intavolare una chiacchierata, il peggiore degli incubi. Preferisco i libri alle persone, forse perché è più facile avere a che fare con le idee che con i miei simili. Chissà.

Magari è una forma di patologia, quella delle parole, non mi stupirei se lo fosse. E se lo fosse, vorrei guarire? No.

sabato 14 settembre 2019

Tempo da elfi

Ho terminato poco fa Tempo da elfi, il giallo scritto a quattro mani dal duo Guccini-Macchiavelli e uscito un paio d'anni fa. Niente di che: poco mordente e trama abbastanza scontata, quasi nulli i colpi di scena. Molto bella la storia d'amore tra l'ispettore della forestale Marco Gherardini, detto Poiana, ed Elena, con lui che alla fine decide di chiedere il congedo dalla forestale per abbracciare lo stile di vita ramingo, che rimanda un po' a quello dei Mutoid delle mie parti, di Elena e andare a vivere con lei.

Notevoli e appassionate, invece, le descrizioni dei luoghi teatro delle vicende, tutti compresi in quel tratto di Appennino tra l'Emilia e la Toscana tanto a caro al cantautore di Pàvana. Più leggo i romanzi di Guccini (un mesetto fa lessi Cittanòva blues e non mi entusiasmò) e più preferisco il Guccini cantautore, col quale peraltro sono cresciuto, al Guccini scrittore di gialli. Guccini che, comunque, rimane e rimarrà sempre uno dei miei miti.

Il peggiore

Quando io dico che considero Salvini il peggiore politico apparso finora sulla scena di questo sventurato paese, è inutile che mi ribattiate con cose tipo "Perché, gli altri sono tutti statisti?". Il concetto che voglio enunciare è semplice: siamo governati da un certo numero di lustri da una classe dirigente che per larghissima parte oscilla tra il mediocre e l'incompetente, escluse poche e lodevoli eccezioni. Salvini è a mio avviso il peggiore di questo mare di mediocrità. È facile, su.

venerdì 13 settembre 2019

Edge e l'università di Graz

Dopo circa ventiquattr'ore di gravi tribolazioni, mia figlia Michela ha scoperto che i prolungati problemi di interazione (registrazione, login, logout, inserimento dati, pin, passwords ecc.) col portale dell'università di Graz, città dove sta studiando in questo periodo all'interno del programma Erasmus, erano dovuti all'incompatibilità tra il portale dell'ateneo con Mozilla Firefox. È stato sufficiente che, dietro indicazione del personale addetto all'assistenza, abbandonasse Firefox in favore di Edge perché tutto riprendesse a funzionare correttamente.

Mi chiedo: è possibile che il portale della maggiore università austriaca, dove studiano migliaia di ragazzi provenienti da ogni angolo del globo, offra le sue migliori prestazioni solo utilizzando il browser inserito di default in Windows 10, Edge, successore del famoso/famigerato Internet Explorer, da sempre uno dei programmi più bacati di tutta la storia dell'informatica?

Razzista e fiera di esserlo

Credo che la vicenda della donna milanese che rifiuta di affittare casa a una ragazza perché meridionale, rivendicando senza problemi il suo essere razzista ("Per me i meridionali sono meridionali anche nel 4000, non solo nel 2000, per me i meridionali, i neri i rom sono tutti uguali. Io sono razzista al 100%"), si inserisca in quella strada ormai imboccata dalla nostra società per cui comportamenti e sentimenti ignobili, che in passato ci si vergognava di esternare, oggi sono definitivamente sdoganati e vengono spiattellati ai quattro venti senza remore.

E il fatto che la signora razzista identifichi Salvini come suo capitano, la dice lunga circa il merito avuto da quest'ultimo nell'abbattere gli ultimi argini che ancora confinavano la stupidità del razzismo nel perimetro della riservatezza e di un minimo di vergogna.

Non è un libro horror

Chi non ha possibilità o voglia di andare al cinema a vedere Naza , può rimediare con questo. È in edicola da qualche giorno e descrive come...