Confesso che non riesco a farmi un'idea precisa sulla vicenda di Sakineh. Provo a ricapitolare in base a quello che ho capito. Inizialmente era stata condannata a morte dalle autorità iraniane per adulterio (avrebbe avuto una relazione con due uomini dopo la morte del marito). La sentenza di morte, anche in seguito alla ribalta internazionale del caso, non è mai stata eseguita. Successivamente la donna è stata messa sotto processo (la sentenza ancora non è arrivata) anche per aver concorso all'omicidio del marito.
Ieri l'emittente PressTv ha mandato in onda una confessione della donna, la quale, tramite una ricostruzione filmata, ha spiegato come avrebbe fatto a portare a compimento l'omicidio del marito. Conoscendo le modalità con cui il regime iraniano fa propaganda attarverso i media, non è difficile ipotizzare - e sono in molti a farlo in queste ore - che la confessione sia stata estorta, magari con la tortura.
Tra questi c'è Amnesty International, la quale scrive sul suo sito: "Ad Amnesty International pare evidente che le autorità iraniane stiano usando i mezzi d'informazione come strumento per dipingere Sakineh Mohammadi Ashtiani alla stregua di una pericolosa criminale che merita di essere uccisa".
Ecco, al momento siamo fermi a questo punto. Piccola nota a margine: io sono comunque contro la pena di morte, sia nel caso Sakineh fosse riconosciuta colpevole di omicidio, sia, a maggior ragione, di adulterio.
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
sabato 11 dicembre 2010
venerdì 10 dicembre 2010
Siti che non sono più
giovedì 9 dicembre 2010
Nuovo bazar Parlamento

Mentre in quello che dovrebbe essere il "tempio della democrazia" e il luogo più "alto" e rappresentativo del nostro paese si mercanteggia e si concorda il prezzo dei parlamentari che martedì prossimo dovrebbero salvare questa disgraziata compagine governativa, a me vengono in mente due brevi riflessioni:
1) Se anche Berlusconi ottenesse la fiducia in entrambi i rami del Parlamento, cosa cambierebbe? Al massimo di allungare un pochino l'agonia. L'accanimento terapeutico determinato da una fiducia fatta di uno o due parlamentari in più renderebbe questa maggioranza, come del resto si è visto finora, estremamente debole e subalterna ai capricci dei finiani, che continuerebbero a tenere il governo sulla graticola facendolo andare sotto a ogni provvedimento che a loro non garba (come è già successo più di una volta nel recente periodo).
2) Lo so che a quelli che stanno là dentro della cosa non frega assolutamente niente. Ma non pensano alla reazione schifata di quegli italiani - qualcuno ancora c'è - costretti ad assistere a questo ignobile spettacolo (idee e ideali sacrificati alle poltrone)? Mi viene in mente l'immagine evangelica dei mercanti nel tempio. La differenza, purtroppo, è che qui non arriverà nessun "Cristo" a rovesciare i banchi e a cacciare tutti fuori.
Vespa contro Cenerentola

Sinceramente non capisco il motivo per cui l'Osservatorio dei minori si sia agitato tanto per il promo alla puntata di Porta a porta che ha interrotto Cenerentola - sta a vedere che mi tocca pure prendere le difese di Bruno Vespa.
Antonio Marziale, consulente della Commissione parlamentare per l'Infanzia, ha dichiarato: "non è ammissibile che una delle sempre più rare occasioni di intrattenimento dedicate ai bambini e alle famiglie debba essere funestata da uno spot inquietante, intitolato 'Chi protegge i nostri figli?'".
A parte il fatto che a me non sembra che le occasioni di intrattenimento dedicate ai bambini siano così poche (esistono canali che trasmettono esclusivamente cartoni animati), non vedo in che modo un semplice spot di pochi secondi possa turbare e inquietare i bambini. A mio avviso sono infatti ben altri gli spot "inquietanti" che sono obbligati a sorbirsi durante la cosiddetta programmazione dedicata a loro.
Per come la vedo io, poi, sono molto più "nefasti" i plastici di Bruno Vespa.
mercoledì 8 dicembre 2010
Le domande de La Padania

La Padania, ieri, dopo aver appreso della imminente scarcerazione del marocchino inizialmente fermato perché ritenuto responsabile della morte di Yara, ha cambiato il tiro. Una mossa abbastanza logica, vi pare? L'accusato non c'entra niente e allora con chi ce la prendiamo? Ma con la giustizia, che diamine! Quella giustizia che ha osato scarcerarlo dopo che alcuni bravi cittadini avevano già cominciato ad appendere lenzuoli contro gli extracomunitari.
Ma che razza di giustizia è?, si interrogano allarmati i cronisti del prestigioso quotidiano. E citano nel sommario tre casi di (secondo loro) mala-giustizia. "Gorgo, per la Cassazione ergastolo eccessivo per chi ha seviziato e fatto a pezzi i coniugi Pelizzardi", è il primo. E' vero, dopo due gradi di giudizio la Cassazione ha sentenziato che sia revocato l'ergastolo, ma non a chi ha materialmente commesso il delitto (si è suicidato in carcere 4 mesi dopo il delitto), ma a quello che è considerato una sorta di fiancheggiatore e che non ha quindi partecipato materialmente al delitto stesso.
C'è qualche differenza? Sì, c'è, ma la Padania non se ne cura.
Il secondo caso evidenziato dall'organo ufficiale della Lega Nord riguarda la tragedia avvenuta a Lamezia Terme: un marocchino ubriaco e drogato che falcia sette ciclisti. Come mai non è ancora stato convalidato il fermo?, si chiede inviperita la Padania. La risposta è molto semplice: perché l'udienza di convalida - convalida chiesta anche dalla procura di Lamezia Terme - è fissata per domani. Si chiamano "tempi tecnici". Chissà se la Padania riporterà con altrettanta enfasi l'eventuale notizia della sua concessione.
Il terzo caso riguarda ancora la vicenda di Yara. Secondo la Padania è un caso di mala-giustizia il fatto che un'errata interpretazione delle intercettazioni telefoniche abbia consentito la scarcerazione del marocchino inizialmente sospettato dell'omicidio. Ora, si potrebbe tentare di spiegare agli alfieri di Bossi che sarebbe semmai stato un caso di mala-giustizia se nessuno si fosse accorto dell'errore e il giovane immigrato fosse stato tenuto in carcere pur non c'entrando niente. Ma non mi sembra il caso di perdere tempo a spiegare un concetto così banale a chi non vuole capire.
Cosa si ricava, alla fine, da tutto ciò? Che parlare alla pancia delle persone paga sempre. Ognuno dei tre casi buttati lì dalla Padania per dimostrare chissà cosa sulla giustizia, infatti, ha una sua spiegazione logica e coerente (poi che si sia d'accordo o meno è un altro discorso). Basta solo non fermarsi ai titoloni roboanti e approfondire un pochino. Una cosa che un leghista (e non solo lui per la verità) non farà mai.
martedì 7 dicembre 2010
Frattini forever

Qualcuno può spiegare all'arguto Frattini (lo so, è un'impresa titanica) che Julian Assange è stato arrestato perché accusato di stupro, e non per la vicenda Wikileaks? E che quindi l'uscita "Assange ha fatto del male alle relazioni diplomatiche internazionali e mi auguro che sia interrogato e processato come le leggi stabiliscono" poteva anche risparmiarsela, facendo una più bella figura?
Due milioni che salutano la tv

Pare che un paio di milioni di persone, dopo il passaggio al digitale terrestre abbiano detto addio alla tv. Allora è vero che si può campare anche senza.
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