
Ma anche il settimo giorno racconta balle?
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
L'assolo di chitarra al minuto 2,20 contenuto in questo pezzo è, a mio avviso, uno dei più belli di tutta la musica rock d'autore italiana. Lui naturalmente è Ivan Graziani, scomparso prematuramente (troppo prematuramente) nel '97. Ovviamente per "scomparso" intendo fisicamente. Per i tantissimi che lo hanno apprezzato e amato è ancora qui. Buona domenica.
Non è vero che Antonio Di Pietro abbia fatto pasticci con i rimborsi elettorali dell’Italia dei Valori e con l’acquisto di case. L’ha stabilito il Tribunale civile di Monza, che in tre sentenze ravvicinate spazza via anni e anni di campagne del Giornale, condannando in primo grado il quotidiano della famiglia Berlusconi a risarcire l’ex pm per un totale di 244 mila euro, avendolo più volte diffamato con una serie di articoli. Soccombenti l’ex direttore Mario Giordano, i giornalisti Gian Mario Chiocci, Massimo Malpica e Felice Manti, oltre all’ex deputato Elio Veltri. Ma, al di là dei nomi, il punto è un altro. Le denunce penali e civili sono rischi del mestiere di giornalista e può capitare a tutti di incappare in una parola di troppo, un’inesattezza dovuta alla fretta, un eccesso di sintesi o di critica, insomma in un errore in buona fede. Qui invece i giudici hanno accertato un modus operandi di assoluta malafede: quello delle sistematiche campagne diffamatorie di chi sa di avere le spalle coperte da un editore pronto a investire milioni di euro per screditare, sui giornali e le tv che controlla in conflitto d’interessi, i propri avversari politici. Qui non si parla di cronisti che sbagliano, ma di killer che mentono sapendo di mentire.

Per la verità non era molto difficile intuire come avrebbero titolato i due principali house organ di casa Pdl, stamattina. Naturalmente, sia la stroncatura che il suicidio sono di Fini - a me pare che le cose stiano un po' diversamente, ma se lo dicono loro...
Scusate, ma voi, quando entrate in un negozio, qual è la prima cosa a cui badate? Che i prezzi siano decenti e la qualità di ciò che viene venduto sia buona, oppure che chi ve la vende parli bene l'italiano?
Nell'indifferenza praticamente generale, sono state rese note, ieri, le motivazioni che hanno portato alla sentenza di prescrizione (non assoluzione, come dichiarò il tg1 di Minzolini) per David Mills. La Suprema Corte, ossia la Corte di Cassazione, cioè il tribunale di ultima istanza nel nostro sistema giuridico, ha certificato che "Il fulcro della reticenza di David Mills, in ciascuna delle sue deposizioni, si incentra nel fatto che egli aveva ricondotto solo genericamente a Fininvest, e non alla persona di Silvio Berlusconi, la proprietà delle società offshore, in tal modo favorendolo in quanto imputato in quei procedimenti". Tutto questo perché - scrive ancora la Cassazione - "si era reso necessario distanziare la persona di Silvio Berlusconi da tali società, al fine di eludere il fisco e la normativa anticoncentrazione, consentendo anche, in tal modo, il mantenimento della proprietà di ingenti profitti illecitamente conseguiti all'estero e la destinazione di una parte degli stessi a Marina e Piersilvio Berlusconi".Sono anziano e, come anziano, ho una certa fissa per vecchi arnesi come la semantica. Nel post con cui Gioggia annuncia la sospensione del b...