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sabato 25 giugno 2022

L'ha voluto Dio

È stata la prima dichiarazione di Trump dopo la sentenza con cui la Corte suprema USA ha eliminato il diritto all'aborto a livello federale, ribaltando la storica decisione del 1973 che garantiva l'accesso volontario all'interruzione di gravidanza su tutto il territorio degli Stati Uniti. Quindi, da oggi, gli americani sono liberi di farsi ammazzare dal primo fuori di testa che vada in giro tranquillamente armato di una pistola o di un mitragliatore ma non possono scegliere di ricorrere all'interruzione di gravidanza. Questo perché la difesa della vita va messa prima di tutto, naturalmente.

La frase di Trump va inquadrata come una sorta di sublimazione del suo smisurato e ridicolo narcisisimo, dal momento che gioca sul doppio senso di Dio inteso come divinità e come colui, Trump appunto, che prima di terminare il suo infausto mandato da presidente ha nominato i giudici conservatori della Corte suprema che hanno emesso la sentenza. Non c'è niente da fare: ovunque, nel mondo, avanzi la destra si ha automaticamente una compressione dei diritti, pure di quelli acquisiti. Nello specifico, quello della donna di scegliere da sé e per sé come gestire la propria gravidanza. No, non lo può più fare, decide qualcun altro per lei.

Trump esulta, naturalmente, anche perché la sua visione del mondo femminile è nota a tutti. Fu lui, infatti, a dire pubblicamente in un comizio che "la donna va presa per la figa". Mi scuso per la crudezza, ma è giusto che si sappia bene chi è l'uomo che per quattro anni ha guidato la nazione più potente del mondo e l'uomo che esulta per la sentenza contro l'aborto.

Per quanto riguarda l'aborto, è ormai provato da ogni studio effettuato che la sua criminalizzazione non ha alcun impatto sulla riduzione delle interruzioni di gravidanza ma serve solo ad aumentare, per motivi facilmente intuibili, la mortalità e l'ospedalizzazione delle donne. Ma, è noto, viviamo ormai in una civiltà dove la realtà e i dati non contano più, valgono solo l'ideologia e le persuasioni personali.

martedì 16 giugno 2020

L'Umbria e l'interruzione di gravidanza

Dato che dal punto di vista medico-scientifico è assodato che l'obbligo di ricovero di tre giorni per l'interruzione farmacologica di gravidanza non ha alcun senso (non aumenta la sicurezza per la donna né ne tutela maggiormente la salute, in compenso aumenta i costi a carico del SSN e contribuisce a intasare le strutture ospedaliere), mi chiedo quale sia la reale motivazione che ha indotto la giunta regionale umbra, naturalmente a trazione cattoleghista, a imporre tale obbligo invece del normale day hospital. Ma temo di avere la risposta.

lunedì 3 gennaio 2011

Tra critica e discredito (della magistratura)

Nei paesi normali le sentenze dei tribunali non si attaccano. Magari si criticano, come è giusto che sia. Ma si rispettano. Da noi invece si attaccano frontalmente, come ha fatto Formigoni ("Il Tar avalla una deriva abortista") con la sentenza del Tar sulle linee guida in merito all'aborto in Lombardia.

La cosa, ovviamente, non stupisce. D'altra parte sono anni che la magistratura in Italia viene screditata da chi sappiamo.

domenica 2 gennaio 2011

Linee guida


Le linee guida sull'aborto della regione Lombardia, fortemente volute da Formigoni e di prossima esportazione nelle altre regioni (diceva lui), sono state sonoramente bocciate dal Tar della Lombardia. Considerando che queste "avveniristiche" linee guida in realtà erano solo dei bastoni tra le ruote a chi desiderava abortire, direi che si tratta di un'ottima notizia.

Passerelle

Correva il mese di maggio 2023 e la signora del popolo, dopo la prima delle due disastrose alluvioni che misero in ginocchio l'Emilia-Ro...