martedì 16 giugno 2020

L'Umbria e l'interruzione di gravidanza

Dato che dal punto di vista medico-scientifico è assodato che l'obbligo di ricovero di tre giorni per l'interruzione farmacologica di gravidanza non ha alcun senso (non aumenta la sicurezza per la donna né ne tutela maggiormente la salute, in compenso aumenta i costi a carico del SSN e contribuisce a intasare le strutture ospedaliere), mi chiedo quale sia la reale motivazione che ha indotto la giunta regionale umbra, naturalmente a trazione cattoleghista, a imporre tale obbligo invece del normale day hospital. Ma temo di avere la risposta.

12 commenti:

  1. La risposta ce l'abbiamo tutti.
    Quantomeno ce l'ho io che, per fortuna, sono atea.

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    1. Basta dire che la delibera in questione ha fatto esultare l'ultra conservatore senatore, ovviamente leghista, Pillon. Non serve aggiungere altro.

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  2. sarebbe da chiedere alle donne umbre che hanno votato questa gente cosa ne pensano...

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    1. Mah, sai, il pensiero e il raziocinio non sono generalmente mai stati caratteristiche peculiari dell'elettirato medio leghista.

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  3. Ho appena letto che il Ministro della Salute Speranza ha chiesto ai magistrati di intervenire. L'esultanza delle belve senza cervello è destinata a spegnersi in fretta, sono sicura.

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    1. Mi auguro sia così. Comunque, in linea generale, la politica della destra è sempre stata improntata a una generale limitazione dei diritti.

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  4. Quando la smetterai di fare campagna elettorale? Le elezioni quelli come te le perderanno ugualmente. E poi da dove ti viene tutta questa sicumera del predominio culturale ed etico di quelli della tua parte? Ve la siete autoelargita?

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    1. Di solito i commenti idioti li cancello oppure attivo la moderazione. Questo lo lascio, per dare la possibilità a chi passa di qui di capire cosa intendo con commento idiota.

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  5. Secodo me ci sarà un dietrofront...

    Moz-

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  6. Spudorati. E anche peggio.

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