Stamattina, mentre facevo le pulizie, ho riascoltato The endless river. The endless river è l'ultimo album dei Pink Floyd registrato in studio ed è stato pubblicato nel 2014. Non è un album "vero" nel senso classico, ma nasce dalle session di The division bell, del 1993, quelle col tastierista Richard Wright ancora vivo e in forma. David Gilmour e Nick Mason, dopo la pubblicazione dell'album, si sono ritrovati con 20 ore di jam strumentali di quel periodo. Inizialmente erano dell'idea di farci un album ambient chiamato The big spliff, poi, dopo la morte di Wright nel 2008, è diventato un tributo a lui. L'hanno costruito come un unico flusso di 53 minuti di musica quasi tutti strumentali. È un album molto... "cinematografico", molto Wish you were here a livello di tastiere.
Quando uscì, David Gilmour lo definì "un album per l'ascolto, non per le radio". L'album, come del resto era prevedibile, divise molto i fan tra chi lo amò come album meditativo e chi lo trovò qualcosa meno di un insieme di scarti. A me è sempre piaciuto, forse perché amo talmente i Floyd che a volte l'obiettività tendo ad accantonarla un po'.
In questo album interamente strumentale l'unica traccia cantata è Louder than words. La musica la scrissero Gilmour e Wright e proviene da quelle session del '93, mentre il testo fu vergato da Polly Samson, moglie di Gilmour. È l'ultima traccia del disco e parla proprio di loro tre - Gilmour, Wright, Mason - che litigano, non si parlano, ma quando suonano si capiscono più che con le parole. Uno dei versi chiave del testo è infatti "It's louder than words / This thing that we do".
Chi conosce la storia dei Pink Floyd sa che, specialmente quando della band faceva ancora parte Roger Waters, sono stati un gruppo litigioso e che ha sempre comunicato male a parole ma benissimo in musica. Polly Samson dichiarò di aver scritto il testo guardandoli provare dopo anni, vedendo come si guardavano appena ma, allo stesso tempo, come si ritrovavano immediatamente appena la musica partiva. È un pezzo molto intenso ed evocativo e rappresenta il titolo di coda della carriera straordinaria di una band altrettanto straordinaria.
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