sabato 13 giugno 2020

I "meravigliosi" Ottanta

Ciò che fa la fortuna di Salvini, ma in generale di molti simili a lui, è che può contare su una memoria storica che, nella gran parte delle italiche genti, arriva giusto a cosa si è mangiato la sera prima. In questo modo il grande statista de noantri può tranquillamente affermare che gli anni Ottanta sono stati un'epoca in cui si stava molto meglio di oggi. "Se tornare alla lira vuol dire tornare agli anni ‘80, ad essere paninari, a vedere ‘Drive In’ con Granfranco D’Angelo che diceva 'As Fidanken', allora tutta la vita tornare alla Lira. Posso dire che preferisco As Fidanken ad Angela Merkel? Se tornare alla lira vuol dire avere più Sabrine Salerno italiane e meno sbarchi di clandestini…allora sì, voglio la Lira. Posso godere dell’Italia degli anni '80 con la lira dove non c’erano i Fazi, i Saviani?" Qui, di primo acchito, relativamente al fatto che negli Ottanta si stava meglio verrebbe da rispondere coll'ormai abusato grazie al cazzo, ma l'aulica locuzione necessita di almeno un barlume di spiegazione.

Parentesi. Per quanto riguarda Drive In, As Fidanken, Sabrina Salerno et similia, da queste parti si è d'accordo con chi ritiene, e qui il pensiero va al grande Umberto Eco ma non solo, che tutta la cultura mediatico-televisiva che negli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso era espressione di quei personaggi e programmi, sia stata la maggiore responsabile della devastazione culturale generalizzata oggi così universalmente palese. Ma questo è un altro discorso. Chiusa parentesi.

Torniamo agli anni Ottanta. Si stava meglio di oggi? Sicuramente, ma perché si stava meglio? Perché si spendeva come se non ci fosse un domani. Il mostruoso debito pubblico che oggi ci soffoca ha avuto la sua maggiore impennata in quegli anni lì. A partire dal 1970 è scattato una specie di delirio collettivo che ha visto nella spesa pubblica fuori controllo un sistema gestionale che - si pensava - avrebbe alla lunga avuto ricadute positive sull'economia e sul welfare del paese (qui il craxismo ha avuto la parte del leone). Non solo da noi, certo; questa nuova religione della spesa aveva convertito quasi tutti i paesi europei, con la differenza che mentre in Europa la spesa pubblica raddoppiava, da noi quadruplicava. Nessuno esponente politico, destra o sinistra che fosse, si tirò fuori da questa follia collettiva. O meglio, quasi nessuno. E qui vale la pena citare due parlamentari di quegli anni: Beniamino Andreatta (Democrazia Cristiana) e Ugo La Malfa (partito Repubblicano). Furono gli unici due, in parlamento in quegli anni, a implorare che si fermasse quella follia collettiva perché "stiamo mettendo una bomba sotto il futuro delle prossime generazioni." Furono ascoltati? No, spernacchiati. 

Per cosa si spendevano questi soldi? In quali settori veniva convogliata la maggior parte della ricchezza prodotta dal boom economico degli anni Cinquanta e Sessanta? Nel consenso politico. Gran parte di questa ricchezza è stata usata ad esempio per mandare in pensione a quaranta o cinquant'anni i dipendenti pubblici di Poste, Ferrovie ecc. Io ti mando in pensione a cinquant'anni e alle prossime elezioni mi voti (ho sintetizzato brutalmente ma è per rendere l'idea). In Italia, oggi, secondo i dati dell'Inps, abbiamo 400.000 pensionati che sono a riposo da 40 anni, e ben 1,7 milioni che lo sono da 30 anni. Avete presente cosa significa, no? Questo è uno dei tantissimi motivi per cui negli anni Ottanta si stava bene: perché si spendeva scriteriatamente accumulando quel debito che oggi è sulle nostre spalle e domani su quelle dei nostri figli, compresi quelli di Salvini.

Per quanto riguarda la lunga fila di stupidaggini economiche dette dallo statista in quella trasmissione, qui trovate un esaustivo articolo in cui vengono smontate una per una alla luce dei dati reali diponibili. Gli anni Ottanta sono stati meravigliosi? Sì, e oggi ne paghiamo il prezzo.

11 commenti:

  1. A onor del vero, il primo link che hai messo si riferisce non a un'esternazione dello stesso Salvini riportata fedelmente, ma alla sua imitazione fatta da Maurizio Crozza il quale, prendendo il via dall'autentico botta e risposta con Giovanni Floris («Posso mentre parlo con una signora abbassarmi la mascherina?», «Eh, no. Se non sta a un metro e mezzo, no»), è poi partito per la tangente.
    A prescindere da quello che pensa il Capitone, le altre informazioni che hai riportato le ho trovate davvero interessanti. E, ahimè, sconfortanti.

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    1. Oh, perbacco, ho preso un granchio. Credevo fossero le parole di Salvini. Grazie per avermelo fatto notare.

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  2. Chi ha vissuto quegli anni, ha presente quel periodo, tutto sbirluccicante e pieno zeppo di gente che se la "godeva" in ogni senso e senza pensare al domani. E ora stiamo pagando tutto a caro prezzo, purtroppo. C'è da aggiungere che successivamente abbiamo commesso errori ancora più gravi a dimostrazione che, come sempre, non abbiamo imparato nulla. Siamo solo bravi a piangere sul latte versato e a dare credito a chi sbraita insulsaggini sapendo bene che, il passato non se lo ricorda "quasi" nessuno.

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    1. E, aggiungo, siamo altrettanto bravi a cercare "nemici" (Europa, migranti, Merkel, Macron ecc.) su cui canalizzare il disagio sociale derivato dall'aumento della povertà, per evitare di vedere le nostre colpe passate.

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  3. però Sabrina Salerno :-)

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    1. Sabrina Salerno quando hai 14 anni è sempre una musa ispiratrice ;))

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  4. Salvini è un politico e come tale cerca consenso per continuare a percepire stipendio mostruoso senza lavorare.
    Il movimento NOEuro però c'era prima di Salvini e chi gioca a fare il nazionalista deve per forza o a ragione pretendere che la moneta non sia acquistata (a debito) da un'istituzione semi privata (BCE) ma venga emessa dalli stato. Negli anni 80 stavamo bene perché eravamo giovani e di lire comunque (a casa mia) ne giravano poche poche :)

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    1. In realtà non si capisce bene la posizione di Salvini relativamente all'euro, dal momento che nel corso del tempo ha assunto rispetto ad esso e a tanto altro tutte le posizioni possibili: dall'uscita al restarci più tutte le sfumature che stanno in mezzo. In ogni caso, lui era tra gli entusiasti della sua introduzione.

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    2. Alcuni economisti schierati (eletti in parlamento) con lui, mi viene in mente Bagnai per esempio, sono da anni contro l'euro e mi è parso strano quando una volta al governo non si fosse mai nemmeno sfiorato l'argomento... O anche questo è un bell'argomento da campagna elettorale oppure ...non si può proprio parlarne!

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  5. Ne conosco parecchi di questi ferrovieri andati in pensione a quarant'anni. Che poi erano stati assunti in maniera spropositata con sistemi clientelari. Dovevano mettersi in malattia perché se andavano tutti a lavorare erano troppi. Parlo della stazione di Ventimiglia.

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