venerdì 12 giugno 2020

Calcio e scuola

Mi stavo chiedendo perché il calcio riapra senza se e senza ma mentre invece, per quanto riguarda la scuola, nulla si sa e nulla c'è di definito. La prima risposta che mi sono dato è che, per lo Stato, il calcio rappresenta un introito, mentre invece la scuola un costo. Ma sicuramente c'è dell'altro.

16 commenti:

Mariella ha detto...

Io penso che un bell'incantesimo risolverebbe ogni nostro problema, quasi quasi contatto Theresa;)

MikiMoz ha detto...

Perché se muoiono i calciatori sticazzi, possiamo farne a meno... anzi spero sia fatto apposta :D

Moz-

Andrea Sacchini ha detto...

Anch'io. Intanto un incantesimo l'ho fatto io: l'ho fatta sparire :-)

Andrea Sacchini ha detto...

Chissà... :-)

Claudia Turchiarulo ha detto...

Credo che la tua motivazione sia la più logica. O forse l'unica.

Andrea Sacchini ha detto...

Forse sì. Però chissà...

Riky Giannini ha detto...

Soldi, soldi, soldi...tutto qua.
Con il campionato interrotto Sky non avrebbe pagato le somme previste per i contratti televisivi

Gwendalyne ha detto...

Beh, non proprio "senza se e senza ma": senza pubblico, che fa comunque una certa differenza (mi chiedevo: gli abbonati avranno ottenuto il rimborso? Oppure gli sarà stato rilasciato un voucher, come nel famigerato caso di Paul McCartney?). E nel frattempo i giocatori si assembrano allegramente in campo. Riguardo alla notizia che hai linkato, punterei il dito sulla faccenda del tampone rapido nel caso ci sia un positivo nel gruppo squadra. Sono mesi che se ne parla, del fatto che i calciatori a rischio vengono "tamponati" a tempo di record mentre gli operatori sanitari hanno dovuto pazientare a lungo per ottenere questo "privilegio"...

Andrea Sacchini ha detto...

Ah, non lo sapevo.

Andrea Sacchini ha detto...

Ah, la storia del tampone rapido non la sapevo (non seguo il calcio). E comunque, in effetti, fa abbastanza girare le scatole questa differenza di trattamento.

Guchi chan ha detto...

Ma no, ma cosa dici... XD

Andrea Sacchini ha detto...

Niente, pensavo :-)

Angela ha detto...

eh ce lo siamo chiesti in tanti, a quanto pare...
Troppi interessi (economici) in ballo? bah...
Certo fa pensare.
Cosa conta davvero nel nostro Paese? In cosa si investe?

Andrea ha detto...

Hai ragione perfettamente ma si deve ricordare che dietro il calcio (società professionistiche e non) c'è tutto un mondo immenso e spesso dimenticato, sportivo e non, che praticamente è fermo da mesi e che sta soffrendo tantissimo. Conosco persone che lavorano nel settore ristorazione/catering/riparazioni legato a una società calcistica della Serie A svizzera che si augurano che riprenda il campionato (sperando anche con gli spettatori) per poter tornare a respirare e lavorare e percepire stipendi accettabili.

Andrea Sacchini ha detto...

Certo, è così. Se c'è una cosa che questa pandemia ha rivelato anche a chi non se n'è mai reso conto, è che ogni singolo aspetto della nostra vita e delle nostre attività è regolato dal denaro.

Andrea Sacchini ha detto...

Umberto Galimberti ha scritto in un suo libro: Il denaro è diventato il generatore simbolico di ogni valore.

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