giovedì 10 marzo 2016

Il miracolo che chiederebbe Bergoglio



Non è la prima volta che Bergoglio si sofferma sul tema della sofferenza dei bambini, e, intendiamoci, non è una domanda che si pone solo Bergoglio ma ogni persona dotata di un minimo di raziocinio. Insomma, se c'è 'sto benedetto Dio onnipotente (un aggettivo mica da poco, eh) che tutto sa, tutto vede, e tutto può, perché permette che esistano i reparti di oncologia pediatrica? Qualche tempo fa, rispondendo a un'analoga domanda rivoltagli da un bambino in carrozzella, Bergoglio rispose come ha fatto oggi: non c'è spiegazione, e farfugliò qualcosa tirando in ballo un brano de I fratelli Karamazov di Dostoewskij.
Per come la vedo io, la risposta più semplice a tale impegnativo quesito è probabilmente quella che non esiste alcun dio e che la sofferenza dei bambini appartiene alle normali dinamiche della vita, così come quella dei grandi, dei vecchi, di tutti. Che poi, pensandoci, non ho capito bene perché a Bergoglio dia pena soltanto la sofferenza dei bambini: quella dei grandi o degli anziani è forse una sofferenza di serie B?

2 commenti:

  1. Gli esseri umani sperimentano sostanzialmente due tipi di sofferenza: psichica e fisica.
    La sofferenza fisica è dovuta al fatto che il nostro corpo non è fatto per essere immortale, ma caduco.
    Quindi il nostro corpo può ammalarsi, ledersi, ecc.
    Questo vale per tutti gli esseri umani, indipendentemente dall'età e più genericamente vale per tutte le specie viventi che popolano la terra.
    Naturalmente, se così non fosse, ogni forma di vita (compresa quella umana), sarebbe immortale, il ché significa che non ci sarebbe più un ricambio, col risultato di un sovraffollamento planetario tale che porterebbe ben presto alla fine di ogni risorsa utile alla sopravvivenza e condannerebbe la nostra ed altre specie alla morte e ad una sofferenza su scala incalcolabile.
    Se poi fossimo immortali, si tratterebbe di una pena eterna non solo per i bambini, ma per ogni individuo.
    La morte è necessaria alla continuazione della vita.
    Non è che Dio permetta o no le sofferenze dei bambini o di chiunque altro: è la nostra natura di esseri umani a renderci passibili di malattia e morte.
    Se invece avessimo corpi infallibili, saremmo dei.
    Invece non lo siamo.
    Per cui la domanda "Perché Dio permette la sofferenza dei bambini malati di tumore?", purtroppo è malposta e dunque non può essere utile a confutare o ad avvalorare l'esistenza di Dio, qualunque esso sia. La risposta che dai tu è forse la più semplice, ma poiché parte da presupposti errati (perché negano la realtà oggettiva della natura degli esseri viventi su questo pianeta, compresi gli umani), in realtà è una non risposta.

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  2. Mi viene in mente un bellissimo libro di José Saramago che lessi qualche anno fa: Le intermittenze della morte, in cui si narrano in maniera divertente, acuta e ironica - Saramago è un maestro in tutto ciò - le conseguenze derivanti da un'improvvisa scesa in sciopero della signora con la falce. Per quanto riguarda Bergoglio, credo che la sua domanda sia malposta agli occhi di qualsiasi persona raziocinante e dotata di un minimo senso logico, e probabilmente è per questo che ai suoi occhi sembra perfettamente coerente e dotata di una sua logica :-)

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