sabato 19 ottobre 2019

Quota 100

Detesto Renzi da sempre, ma riconosco che su Quota 100 ha ragione: si tratta di una legge che consentirà a pochi privilegiati di andare in pensione anticipatamente quando potrebbero ancora lavorare; costerà un sacco di soldi (circa trenta miliardi di euro nel triennio 2019/2021); non creerà posti di lavoro (in un'economia in perenne stagnazione difficile che chi lascia venga rimpiazzato); il costo sarà scaricato interamente sui giovani di oggi, che saranno (forse) i lavoratori di domani. 

Non si vede la ratio di questa legge, se non in quella chiave acchiappa consensi che ha sempre contraddistinto l'operare politico della lega.

2 commenti:

  1. Io sono renziana, anzi, renzianissima. La mia collega è andata in pensione il primo ottobre, aveva iniziato nel 1978 e ora ha beneficiato della quota cento, a 66 anni. Io credo che il lavoro non possa nemneno diventare una condanna a vita!

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  2. Concordo (e te lo dice uno che ha fatto turni di notte per vent'anni). Tuttavia, dati alla mano, non posso fare a meno di constatare come Quota 100 alla fine sarà una misura che costerà un sacco di soldi (in deficit) che andrà a penalizzare ulteriormente i giovani in futuro. Oltretutto, sempre dati alla mano, non inciderà minimamente sul problema della disoccupazione, dal momento che, a differenza di quanto proclama Salvini, chi lascerà non sarà rimpiazzato da nessuno. Parlo con cognizione di causa, dal momento che nell'azienda in cui lavoro nessuno di quelli che finora sono andati a riposo è stati rimpiazzato ma, all'occorrenza, sostituiti temporaneamente e alla bisogna da personale fornito da agenzie interinali. Cosa che, sospetto, gli estensori della legge sapevano perfettamente.

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