Nel programma ufficiale di Futuro Nazionale leggo:
"Riforma della cittadinanza italiana: ripristino del corretto significato della cittadinanza come effettiva appartenenza ad una civiltà, ad una storia e ad un popolo. Futuro Nazionale rifiuta categoricamente e senza possibilità negoziale proposte come ius soli e ius scholae. Per richiedere la cittadinanza italiana sarà necessario aver dimorato regolarmente per almeno 20 anni sul territorio nazionale, dimostrare una padronanza della lingua italiana parlata e scritta di livello C1, non aver riportato condanne penali e sottoscrivere una dichiarazione di assimilazione alla civiltà greca, romana e cristiana."
Ora, lasciamo perdere la barzelletta dell'assimilazione. Mi interessa quel C1 come requisito minimo di padronanza della lingua italiana. Ho fatto una velocissima ricerca ed ecco il risultato:
"Il livello C1 è un livello di padronanza linguistica avanzato, secondo il Quadro comune europeo di riferimento per le lingue (QCER/CEFR). È il penultimo livello: sopra c'è soltanto C2, che corrisponde a una padronanza pressoché completa. Per l'italiano, una persona di livello C1 è generalmente in grado di comprendere testi complessi, anche lunghi, cogliendone significati impliciti, ironia, sfumature e registro; seguire senza particolari difficoltà film, programmi televisivi, conferenze e conversazioni anche quando il linguaggio non è semplificato; parlare con scioltezza e spontaneità, senza dover cercare continuamente le parole; utilizzare un vocabolario ampio, compresi termini astratti, tecnici e idiomatici; adattare il proprio modo di esprimersi alla situazione: linguaggio colloquiale, formale, professionale, accademico ecc.; scrivere testi chiari, strutturati e articolati, come saggi, relazioni, recensioni o interventi argomentativi; sostenere un'argomentazione complessa, presentando tesi, obiezioni, esempi e conclusioni in maniera coerente; utilizzare con buona sicurezza la grammatica, comprese strutture sintattiche relativamente complesse."
Ora, questi sono i requisiti minimi di competenza linguistica che i vannacciani pretendono dagli stranieri per concedere la cittadinanza italiana. Eppure, leggendo i commenti in calce ai post di Vannacci (ma anche di altri), sono convinto che almeno a metà degli italiani che lo voteranno la cittadinanza andrebbe revocata.
Raramente gli ignoranti sono consapevoli della propria condizione,
RispondiEliminae se ne hanno una vaga idea non sono certo inclini ad ammetterla.
E se, piuttosto che elettori democratici, sono fans sfegatati con i paraocchi, è anche peggio.
Se non ricordo male, in psicologia si chiama effetto Dunning-Kruger: quando una persona ha competenze molto limitate in un determinato ambito, può anche avere difficoltà a riconoscere quanto le proprie conoscenze siano incomplete.
EliminaCome i matti.
RispondiEliminaDirei che col livello attuale di conoscenza della lingua italiana, a metà degli italiani dovrebbe essere revocata la cittadinanza.
RispondiEliminaÈ per ciò che mettono il C1. Se non lo parlano nè loro, meno gli stranieri, debbono pensare.
RispondiEliminapodi-.
Sono d'accordo con Vannacci, è indispensabile dimostrare una padronanza della lingua italiana parlata e scritta di livello C1 .
RispondiEliminaPer questo motivo gran parte degli elettori di Vannacci non sarebbero idonei al voto, ed anche un buon 75% degli italiani probabilmente.
A giudicare da come parlano scrivono in tanti, direi di sì.
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