lunedì 17 agosto 2026

Incredibile


Durante la lettura di questo libro a volte ho avuto la sensazione di stare leggendo Piergiorgio Odifreddi, in particolare mi veniva in mente Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici), un suo saggio di critica al cattolicesimo che uscì molti anni fa e che, comprensibilmente, fece parecchio rumore. Anzi, ho avuto spesso l'impressione che alcuni concetti espressi in questo libro siano stati presi pari pari da quello di Odifreddi. 

In realtà John Shelby Spong, morto nel 2021, non era un ateo militante come Odifreddi ma è stato filosofo, teologo cristiano e vescovo americano. Fino al 1979 è stato a capo della chiesa episcopale degli Stati Uniti, mentre dal 1979 al 2000 è stato vescovo titolare della diocesi di Newark, nel New Jersey. 

Incredibile. Perché il credo delle chiese cristiane non convince più è uno dei libri più noti della sua vasta produzione letteraria, ed è anche quello che ha provocato più mal di pancia nel mondo cristiano statunitense e non solo. L'autore l'ha scritto per mettere in guardia da un pericolo reale: la scomparsa del cristianesimo. Non è quindi un libro contro il cristianesimo - sarebbe quanto meno curioso che un libro del genere lo scrivesse un teologo cristiano - ma un libro che ha lo scopo di tentare di salvarlo dal declino ormai irreversibile di cui è vittima ormai da tanti anni. Per l'autore, l'unico modo per salvarlo è rifondarlo, in quanto il problema non è necessariamente Gesù o la ricerca spirituale. Il problema è che si è confuso il messaggio cristiano con le formulazioni teologiche attraverso cui gli uomini del passato lo hanno espresso, concetti questi in parte espressi anche da Umberto Galimberti nel suo saggio Cristianesimo, la religione dal cielo vuoto. Per questo, nel libro, attacca parecchie idee tradizionali: l'immagine di Dio come una sorta di persona soprannaturale che sta "lassù", l'idea del peccato originale, alcune concezioni dell'inferno, la lettura letterale della Bibbia e gli elementi soprannaturali della narrazione evangelica. In particolare, Spong ha elaborato quelle che sono note come Le 12 tesi. Queste:

1) DIO. La comprensione di Dio nei termini teistici, come di "un essere" dal potere soprannaturale, che risiede da qualche parte fuori del mondo e capace d’intervenire nel mondo con potere miracoloso, non è più credibile. La maggior parte del parlare su Dio nella liturgia e nel discorso è diventata allora insignificante. Ciò che dobbiamo fare è trovare il significato cui la parola Dio rimanda. ​

2) GESÙ IL CRISTO. Se Dio non può più essere pensato in termini teistici, allora concepire Gesù come l’incarnazione della divinità teistica è diventato anch’esso un concetto fallimentare. Possiamo esprimere l’esperienza del Cristo con parole che abbiano senso? ​

3) PECCATO ORIGINALE. Il racconto biblico della creazione perfetta e completa da cui gli esseri umani sono caduti nel "peccato originale" è mitologia pre-darwiniana e assurdità post-darwiniana. Dobbiamo trovare un modo nuovo per dire l’antico racconto. ​

4) NASCITA VERGINALE. La nascita verginale intesa come biologia letterale è completamente non credibile. Invece di essere un baluardo a difesa della divinità di Cristo, la nascita verginale in realtà distrugge quella divinità. 

5) MIRACOLI. In un mondo post-newtoniano, le invasioni soprannaturali dell’ordine naturale, attuate da Dio o da un "Gesù incarnato", semplicemente non sono spiegazioni plausibili di ciò che è realmente accaduto. I miracoli non implicano mai la magia. ​

6) TEOLOGIA DELL’ESPIAZIONE. La teologia dell’espiazione, soprattutto nella sua forma più bizzarra, quella "sostitutiva", ci presenta un Dio barbaro e un Gesù che è vittima, e ciò trasforma gli esseri umani in poco più che creature piene di colpa. La frase "Gesù è morto per i miei peccati" non è solo dannosa, è assurda. La teologia dell’espiazione è un concetto da cui dobbiamo allontanarci. ​

7) PASQUA. L’evento di Pasqua ha dato vita al movimento cristiano e continua a trasformarlo ma ciò non significa che Pasqua sia stata la rianimazione fisica del corpo morto di Gesù che rientra nella storia umana. Le prime testimonianze bibliche riportano che "Dio l’ha risuscitato". All’interno di che cosa? dobbiamo chiederci. La realtà dell’esperienza della risurrezione dev’essere separata dalle sue successive spiegazioni mitologiche. 

8) ASCENSIONE. Il racconto biblico dell’ascensione di Gesù presuppone un universo a tre livelli, un concetto che è stato congedato circa cinquecento anni fa. Che l’ascensione di Gesù sia stata un evento letteralmente storico, è qualcosa che va oltre la capacità delle nostre menti del ventunesimo secolo di accettarlo o di crederlo. L’ascensione ha qualche altro significato o dobbiamo difendere l’astrofisica del primo secolo? ​

9) ETICA. La capacità di definire e separare il bene dal male non può più essere raggiunta con appelli a codici antichi come i Dieci comandamenti o anche il Discorso della montagna. Le norme morali contemporanee devono essere messe a punto nella comparazione tra i principi morali che affermano la vita e le situazioni esterne. Nessuna persona moderna ha altra scelta se non quella di essere situazionista. ​

10) PREGHIERA. La preghiera, intesa come richiesta fatta a una divinità teistica esterna di agire nella storia umana, è poco più di un isterico tentativo di mettere il Sacro a servizio dell’umano. La maggior parte delle nostre definizioni di preghiera derivano dal passato e dipendono quindi da una concezione di Dio che non esiste più. Cerchiamo invece di pensare la preghiera come la pratica della presenza di Dio, l’atto di abbracciare la trascendenza e la disciplina di condividere con l’altro i doni del vivere, dell’amare e dell’essere. ​

11) VITA DOPO LA MORTE. Se vogliamo parlare della vita eterna con un qualsiasi grado d’integrità intellettuale, dobbiamo analizzarla come una dimensione della realtà trascendente e dell’amore infinito: una realtà e un amore che, una volta sperimentati, ci fanno condividere l’eterno. ​

12) UNIVERSALISMO. Siamo chiamati da questa fede nuova a una radicale connessione. Il giudizio non è una competenza umana. La discriminazione nei confronti dell’essere umano sulla base di ciò che è un "dato" è sempre male e non contribuisce all’obiettivo cristiano di portare "vita in abbondanza" a tutti. Qualsiasi struttura nel mondo secolare o nella Chiesa istituzionale che sminuisca l’umanità di qualsiasi figlio di Dio su un’esteriore base di razza, genere od orientamento sessuale dev’essere messa pubblicamente e vigorosamente allo scoperto. Non ci può essere alcun motivo nella Chiesa di domani per scusare o perfino perdonare prassi discriminatorie. La "sacra tradizione" non deve mai più fornire una copertura per giustificare il male della discriminazione. La chiamata all’universalismo dev’essere il messaggio del cristianesimo.

Ora, tornando a Odifreddi, a me pare che certe posizioni di John Spong siano addirittura più radicali e provocatorie di quelle del matematico, ma se ci si pensa il parallelo regge fino a un certo punto: se il primo usa infatti la ragione scientifica come una ruspa per radere al suolo l'edificio della fede, Spong la usa come un bisturi da chirurgo. La sua non è un'invettiva dall'esterno, ma un grido d'allarme dall'interno. In sostanza Spong ci dice che se il cristianesimo continua a pretendere che si creda a concetti scientificamente e moralmente superati, è destinato all'estinzione, e i fatti dimostrano quanto sia vero questo assunto.

Comunque, dopo aver letto questo libro, due cose le devo dire. La prima è che non sono sicuro che Spong sia morto di morte naturale (vabbe', passatemi la battuta); la seconda è che, pur essendo io ateo almeno dalla tarda adolescenza, se un giorno il cristianesimo si trasformasse nel senso indicato dal teologo, vedi mai...

Nessun commento:

Posta un commento

Incredibile

Durante la lettura di questo libro a volte ho avuto la sensazione di stare leggendo Piergiorgio Odifreddi, in particolare mi veniva in mente...