mercoledì 26 agosto 2026

Il SAFE

Quindi, se ho capito bene, il governo italiano ha formalmente chiesto alla Commissione europea circa (la cifra esatta ancora non è nota) otto miliardi di euro da spendere per la difesa. Inizialmente Tajani, uno dei tanti ministri di questo governo che il mondo ci invidia, aveva dichiarato che l'Italia avrebbe chiesto l'intero ammontare della cifra disponibile: 14,9 miliardi di euro. Poi ha fatto sbrigativamente retromarcia.

Questi otto miliardi di euro da spendere in armi - giova ricordarlo - non sono soldi concessi a fondo perduto ma costituiscono un prestito che andrà restituito. Con calma e a tassi agevolati, certo (per le armi questo e altro), ma è comunque altro debito che verrà caricato sulle spalle dei nostri figli e dei nostri nipoti. Una prospettiva entusiasmante, se si considera che l'Italia è il terzo Paese al mondo per entità del debito pubblico, no? Ma d'altra parte come si fa a non capire che si tratta di una spesa assolutamente necessaria? Metti che la Russia ci invada... come facciamo a difenderci? 

Mentre il governo si indebita per otto miliardi di euro per le armi, molti italiani si indebitano per riuscire a fare il pieno alla macchina, visto che la benzina ha allegramente superato il tetto dei 2 euro al litro fuori dalle autostrade e il gasolio, terminata questa tornata di riduzione per decreto delle accise, arriverà probabilmente a 2,5 euro al litro. Il povero Giorgetti va avanti a mini-decreti di due giorni in due giorni per riuscire a tamponare la situazione provocata dal grande amico di Meloni che sta oltre oceano e per riuscire a trovare le coperture non sa più dove sbattere la testa.

Se però si trovano con facilità otto miliardi di euro per la difesa, è estremamente difficile trovare soldi da mettere dove servirebbero davvero. Penso, che ne so?, alla scuola (abbiamo gli insegnanti peggio pagati in Europa, il problema delle classi pollaio, una drammatica carenza di insegnanti di sostegno, senza contare che stiamo tirando su una generazione di analfabeti funzionali). Penso al dramma delle liste d'attesa nella sanità pubblica, alla drammatica carenza di infermieri e di medici, tanto che siamo costretti a farli arrivare dall'altra parte del mondo: Pakistan, Cina ecc. E poi la drammatica carenza di asili nido che obbliga tante donne a evitare la maternità o ad abbandonare il lavoro qualora decidano di fare un figlio. E si potrebbe continuare all'infinito. 

Certo, otto miliardi nel bilancio di uno Stato non cambiano la vita, ma in quante cose più utili dell'acquisto di armi si sarebbe potuto investire con quei soldi? Sì, lo so, il programma europeo SAFE, che ha messo a disposizione degli Stati membri i fondi, è concepito esclusivamente come forma di finanziamento per spese militari, ma questi sono dettagli di cui non frega niente a chi prenota una TAC e si sente rispondere che deve aspettare otto mesi.

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