In una puntata di In Onda di un paio di giorni fa, in cui si parlava di migranti, a un certo punto è intervenuta Brunella Bolloli, giornalista di Libero, la quale, tra le altre cose, ha detto che le navi umanitarie devono smetterla di andare in giro per il Mediterraneo a raccattare migranti. Luca Telese, uno dei due conduttori, le ha quindi fatto notare che il verbo raccattare si usa per l'immondizia, non per le persone. I migranti, semmai, vengono salvati, non raccattati.
Ora, è vero che in certi casi, come scrive anche il Treccani, il verbo raccattare può essere usato per le persone, ma ammette che il suo utilizzo in questo caso è poco comune, mentre è molto più comune utilizzarlo per indicare ad esempio uno spazzino che raccatta cartacce in un parco. E comunque sono sicuro che la signora Bolloli, qualora vedesse un'ambulanza che soccorre una persona a terra, non penserebbe mai che la suddetta ambulanza la stia raccattando.
Sembra un episodio marginale, quello della Bolloli, anche insignificante tutto sommato, ma non lo è. Il linguaggio che usiamo definisce infatti i pensieri che abbiamo: dimmi come parli e ti dirò cosa pensi. Viviamo ormai da molti anni in un periodo storico dove una certa, asfissiante propaganda politica ha contribuito a disumanizzare i "diversi", siano essi stranieri, poveri, persone con orientamenti sessuali diversi da quello "canonico" ecc. Nel caso dei migranti, e in generale degli stranieri, questa propaganda, sapientemente orchestrata dalle pagine social di certi personaggi politici, ha raggiunto livelli parossistici, al punto che oggi viene naturale equiparare i naufraghi in mare alle cartacce in un parco.
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