Una nave umanitaria di Emergency avvista una barca di legno al largo della Libia. A bordo ci sono 50 migranti, provenienti da Egitto e Somalia. Tra loro 5 donne, 29 minori non accompagnati e 7 cadaveri: 7 persone morte per asfissia e per il caldo durante il tentativo di traversata, quel caldo di cui noi ci lamentiamo tanto. I cadaveri vengono pietosamente disposti dai compagni sul ponte della barca. Altre due persone sono in condizioni gravissime per gli stessi motivi. Gli operatori di Emergency trasferiscono i superstiti sulla nave e chiedono urgentemente di potere dirigersi verso il porto più vicino per prestare prima possibile le cure necessarie e per tentare di salvare le due persone a rischio della vita.
Il governo, tramite il Ministero degli interni, assegna alla nave di Emergency il porto di Bari, che per essere raggiunto dalla zona SAR libica richiede tre giorni di navigazione. Tre giorni di sofferenza in più da aggiungere a tutto quello che hanno già sofferto questi poveretti, compreso vedere morire 7 loro compagni. E per che cosa? Cinismo e calcolo politico. Nient'altro.
Si può essere di destra o di sinistra (ammesso che queste definizioni novecentesche abbiano ancora senso), si può essere progressisti o conservatori, si può essere tutto. Ma ci sono limiti che non si possono superare e ci sono governi che non vanno votati, perché votare governi che fanno queste cose significa diventare complici di questi abomini. Prima viene il senso di umanità, poi viene la politica.


Ho sentito la notizia alla radio, e facevo fatica a crederci.
RispondiEliminaSono ormai alla disumanità e alla crudeltà totali. Quegli stessi che sventolano rosari e Madonne in favore di telecamera.
Il dramma è che questi abomini in termini di consenso pagano. Qui in rete, quando si leggono di naufragi di migranti, si leggono tantissimi commenti che fanno rabbrividire. La politica dei porti chiusi, della disumanizzazione dello straniero trova purtroppo consenso in larga parte della popolazione, quella più retriva, cinica, incolta e razzista. È questo il dramma.
EliminaIndubbiamente il seguito che trovano in una ahimé troppo grande parte del Paese è, come dici tu, il vero dramma. Anzi, la tragedia.
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