sabato 2 maggio 2026

Genitori e insegnanti


Ovviamente io non sono un esperto, ma ho avuto alcune letture su questi argomenti e, se c'è una cosa che ho capito, è che dal punto di vista pedagogico e psicologico l'affermazione di Valditara è parecchio problematica e in vistoso contrasto con quanto affermano molti esperti di scienza dell'educazione e psicologia dello sviluppo.

La pedagogia moderna distingue infatti nettamente tra la funzione genitoriale e quella docente. La famiglia, quindi il ruolo genitoriale, si fonda su un legame affettivo primario, biologico ed emotivo. È una relazione incondizionata: il genitore ama e accetta il figlio a prescindere dal suo rendimento o comportamento. La scuola, quindi il ruolo del docente, si fonda invece su una relazione oggettiva e istituzionale. Il docente valuta le competenze e il comportamento in base a criteri condivisi e ha il compito di traghettare il ragazzo verso la società, non verso il nucleo privato.

​Sovrapporre i due ruoli rischia di generare confusione nel bambino o nell'adolescente. Ricordo che Umberto Galimberti scriveva spesso che il passaggio dalla famiglia alla scuola comporta la prima vera divaricazione affettiva del bambino. L'affettività, prima è esclusivamente "verticale" (la famiglia), poi diventa "orizzontale" (insegnanti e amici), e se questi due ruoli vengono confusi si rischia di generare nell'alunno sfiducia sia verso i genitori che verso gli insegnanti.

Ora, io mi chiedo come un ministro dell'Istruzione che si definisca tale possa non essere a conoscenza di questi concetti. Poi guardo il livello medio di competenza dei ministri di questo governo e tutto si spiega.

9 commenti:

  1. Perfetti dilettanti allo sbaraglio, come i concorrenti che spesso andavano da incapaci fino a ridicoli nella Corrida di 50 anni fa; quando viceversa i membri dei governi, di qualsiasi colore fossero, che ci piacessero o no, avevano comunque delle competenze che questi non sanno proprio dove stiano di casa. Inversamente proporzionale, naturalmente, la loro spocchia, come succede quasi sempre con gl'ignoranti.

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    1. Vero. C'è stato negli anni un progressivo deterioramento delle competenze e delle capacità della classe dirigente, che immagino sia andata di pari passo col peggioramento del livello culturale della società. Inevitabile, direi, visto che le classi dirigenti sono sempre lo specchio di chi le elegge.
      Mala tempora currunt.

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  2. L'importante, per lui, che non siano bambini palestinesi, altrimenti li fa censire

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  3. Già quando andavo a scuola io (in un altro secolo, anche se mi scoccia ricordarlo) si susseguirono ministri della istruzione che definire inadeguati e imbarazzanti è molto limitativo.
    Nel tempo direi che le cose non sono cambiate, ma solo peggiorate. E comunque, a volte la gente - ministri o meno - dovrebbe solo tenere la bocca chiusa.

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    1. Oppure parlare ma dicendo cose sensate, a maggior ragione in caso si tratti di un ministro.

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  4. Parto dal presupposto che i ministri raramente hanno le competenze per il ruolo a cui vengono assegnati, se non quello di saper fare regia e delegare a persone competenti.
    Troppo spesso alla scuola viene delegato il compito che i genitori non sono in grado di fare, ma che tuttavia pretendono venga svolto. Chiaramente il sistema va in corto circuito.
    Il tutto si risolve "all'italiana"... provvedimenti last minute, pseudo riforme, finanziamenti incostanti.

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    1. In linea di principio io non sarei contrario al fatto che gli insegnanti seguano i loro studenti anche sul piano educativo e anche affettivo, se vogliamo. Sappiamo tutti che oggi una famiglia per stare in piedi ha bisogno che entrambi i genitori lavorino, e questo, giocoforza, genera delle lacune per quanto riguarda la qualità dell'educazione familiare (i risultati sono sotto gli occhi di tutti, basta leggere le cronache).
      Il problema è che oggi le classi sono composte mediamente da 30 alunni, le cosiddette "classi pollaio", e un insegnante non può materialmente seguire ogni alunno anche sul piano educativo, è già molto se riesce a svolgere il normale programma scolastico.
      Per quanto riguarda i ministri, lasciamo stare, va'.

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  5. Il problema è che si hanno dei ministri che sanno poco o nulla della materia di loro competenza: ministri del lavoro che non hanno mai lavorato, ministri della salute che di medicina sanno zero, ministri della cultura e della scuola che praticamente non leggono. Non c'è da meravigliarsi poi che si sparino boiate.

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    1. Esatto. Come faceva notare LadyJack qui sopra, ogni tanto un sano silenzio sarebbe quanto mai auspicabile.

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