lunedì 17 ottobre 2022

Le estati di allora

Mi capita spesso di ripensare con nostalgia alle estati che, da bambino, trascorrevo da mia nonna Tina alla "casa vecchia". Giornate infinite, lunghissime e bellissime. Le corse in bicicletta sulla Santarcangiolese non ancora asfaltata, i campi, il piazzale della fabbrica. 

La "casa vecchia" di mia nonna Tina era circondata da un grande orto su cui c'erano il fico, il mandorlo, il pero, il noce e altri alberi da frutto. Il mandorlo era un albero possente. Io, Gianni e Marco, i due amici che erano sempre con me, ci arrampicavamo sui suoi rami per andare a mangiare le mandorle. Ne facevamo scorpacciate, anche quando ancora erano verdi, acerbe. Ma a noi piacevano.

Sul cortile antistante la "casa vecchia" c'era un pozzo da cui mia nonna Tina attingeva l'acqua per lavarsi e per le faccende domestiche. L'acqua corrente non c'era sempre, andava e veniva. Mia nonna riempiva una mastella di acqua la mattina e la lasciava tutto il giorno sotto il sole, alla sera era caldissima e io facevo il bagno in quella mastella.

Ho dei bellissimi ricordi di quel periodo della mia infanzia, così come ho dolcissimi ricordi di mia nonna Tina, abbreviativo di Argentina, la mamma di mia mamma. Era una donna di una volta, nata e cresciuta in un tempo in cui, come dice Guccini, "la vita tirava il lotto ogni sera". La "guerra" quotidiana consisteva nel riuscire a mettere insieme un paio di pasti al giorno (quando andava bene). Una donna coriacea, dura, di quelle vissute in tempi in cui non c'era tempo di starsela a menare, c'era da darsi da fare. Ma anche dolce e affettuosa, che sapeva quando la giusta severità poteva cedere il passo alla gentilezza e alla comprensione. Capace di alternare sapientemente gli irrevocabili NO ai tanti, spesso inaspettati, SÌ. 

Nonna Tina e la "casa vecchia", i ricordi più belli della mia infinita infanzia.

9 commenti:

Maurizio Antonelli ha detto...

Bellissimo post. Molto "Gucciniano" :).

Ci starebbe bene qualche foto, però.

blogredire ha detto...

Sembra la storia della mia infanzia,solo che mia nonna si chiamava Celeste.
Concordo per le foto.

Mia Euridice ha detto...

Da me (nella Marsica) le mandorle acerbe si chiamano "mandolicchie": ne ho mangiate tante anche io, da bambina.

Andrea Sacchini ha detto...

Eh, dovrei andare a cercare, ma temo di non averne più dell'epoca.

Andrea Sacchini ha detto...

Proverò a cercarne qualcuna, ma la vedo dura.

Andrea Sacchini ha detto...

Ah, non sapevo di chiamassero così. Qua non credo abbiano un nome particolare.

Gas75 ha detto...

Bel quadretto/ricordo.
E questi ricordi restano nel luogo più sicuro che ci sia: il nostro cuore. (semi cit. "Capitan Harlock")

Andrea Sacchini ha detto...

Me lo ricordo, Capitan Harlock... Bello :-)

Gas75 ha detto...

Ho tutti i DVD usciti in edicola qualche anno fa. 😎
E la versione strumentale della sigla della serie SSX è la mia suoneria e sveglia. 😍

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