venerdì 7 gennaio 2022

Caro Battiato

Non guardo la tv da anni, come probabilmente i miei 32 lettori sapranno già, e quindi ho saputo della trasmissione Caro Battiato solo il giorno dopo, trasmissione che ho poi recuperato qui su RaiPlay. Mi ha colpito una cosa detta da Jovanotti in un suo breve intervento, e cioè che le canzoni di Battiato allargano la mente. Non in chissà quale senso filosofico, ma nel senso che Battiato è stato il primo a inserire nella musica leggera concetti fino al suo arrivo sconosciuti, come ad esempio il misticismo, oppure certi riferimenti alla cultura araba e mediorientale. Ma anche termini fino ad allora sconosciuti, come ad esempio Tozeur, i dervisci, i "ciuffi d'isotopi in mano", i mullah immobili e i passaggi a livello nel deserto, le danze sufi, la dinastia dei Ming e cose di questo genere.

Riguardo a Tozeur, ad esempio (la canzone si chiama I treni di Tozeur), ricordo che da giovane, quando la ascoltai per la prima volta, non sapevo cosa fosse e quindi la andai a cercare sulla enciclopedia della Esso che all'epoca davano in omaggio ai distributori di benzina dopo un certo numero di pieni. Scoprii quindi che Tozeur è una piccola città della Tunisia. Insomma, il fatto che Battiato inserisse nei suoi testi cose sconosciute sollecitava la curiosità e la voglia di soddisfarla.

Mi capitava la stessa cosa da bambino quando leggevo i fumetti. Adoravo in particolare Topolino, Paperino, Zio Paperone e compagnia bella, tutti quelli della famiglia Disney insomma, e divoravo tonnellate di fumetti. Siccome le storie erano spesso ambientate in posti a me sconosciuti e a volte vi comparivano personaggi a me altrettanto sconosciuti, andavo spesso a cercare informazioni relativamente ad essi. Ricordo ad esempio che una volta chiesi a mia madre dove fosse il Klondike, la mitica terra in cui zio Paperone faceva il cercatore d'oro e cominciava ad accumulare la sua immensa fortuna. Oppure ricordo quando cercai sull'enciclopedia cosa fossero i cosacchi, perché c'era una storia in cui Paperino era un cosacco al servizio dello zar di Russia. E via di questo passo.

Perché mi interessava cercare il significato di questi termini? Perché adoravo i fumetti di Topolino e Paperino e quindi, di conseguenza, tutto ciò che era contenuto in essi mi incuriosiva. Se il Klondike fossi stato costretto a studiarlo in una noiosa lezione di geografia a scuola, invece di conoscerlo in un fumetto di Paperino, probabilmente sarebbe passato inosservato. Tutto questo succede perché l'interesse per le cose è direttamente proporzionale alla fascinazione che le cose suscitano in noi, e questo spiega perché a scuola abbiamo sempre studiato con maggiore fervore - almeno per me è stato così - le materie dei professori più carismatici e coinvolgenti rispetto alle materie dei professori che non sopportavamo.

In seconda media ricordo che mi innamorai perdutamente della professoressa di italiano e storia e, guarda caso, in italiano e storia avevo ottimi voti (in storia meno, a dire il vero, ma facciamo finta che sia così). La professoressa di francese, invece, non la sopportavo, e infatti in francese avevo parecchi problemi. Per Battiato vale lo stesso discorso: è stato uno dei cantautori della mia vita e quindi mi affascinava tutto ciò che raccontava nelle sue canzoni. Questo vale sempre, per ogni cosa e in ogni ambito.

Ah, se vi siete persi la trasmissione, recuperatela, anche solo per vedere Gianni Morandi che canta Mesopotamia :-)

16 commenti:

  1. Condivido la tua riflessione tra fascinazione e interesse verso un argomento. Da lettore di Dampyr posso affermare che ho scoperto, e con piacere, decine di eventi del passato più o meno remoto, realmente avvenuti, sebbene dalla base storica poi si passi a inserimenti di fantasia. Guerra dei Trent'anni? C'è! Il golpe cileno? Pure! La rivoluzione francese dal punto di vista degli chouans monarchici? Idem! Fidel Castro e Che Guevara? Come no! Ma anche tante creature del folklore internazionale.

    Battiato è stato un innovatore geniale, e anche lui ha stuzzicato senz'altro la curiosità enciclopedica di molti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, e non solo Battiato. Penso anche a Guccini, De Gregori e altri, i nostri cantautori "colti" che ci hanno spalancato porte verso altri orizzonti.

      Elimina
  2. Grazie della preziosa informazione, Andrea. Caro,caro Battiato, un maestro sì ed ormai un nume tutelare. Grande anima, se ci è lecito parlare ancora di anima.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Beh, suppongo che per chi crede che esista (a prescindere da cosa si intende col concetto di anima), sia lecito.
      Ciao Ettore.

      Elimina
  3. grazie, andrò a cercarmi la trasmissione su raiplay (vedo la televisione ancora meno di te :))
    ml

    RispondiElimina
    Risposte
    1. È linkata nel primo paragrafo del mio post ;-)

      Elimina
  4. Per questo sostengo da tempo che la didattica andrebbe rivista proprio nel senso di riuscire a suscitare fascinazione. Al di là del carisma dei singoli insegnanti, credo sarebbe possibile trovare la maniera di rendere più interessanti e coinvolgenti gli argomenti. Poi mi dico che questo mio pensiero può essere solo frutto del mio solito sconsiderato idealismo, ma vabbè XD

    RispondiElimina
    Risposte
    1. L'idealismo non è mai sconsiderato. Magari può essere leggermente utopico, a volte, quello sì, come ad esempio lo è il tuo pensiero ;-)

      Elimina
  5. Sono d’accordo col tuo pensiero. A me è successo con la metematica. Io andavo bene in tutte le materie tranne in matematica. Alle elementari a dire il vero avevo voti alti, poi ho sempre trovato insegnanti che rendevano la lezione molto pesante per cui il mio rendimento è calato. Purtroppo ho perso la puntata di Battiato, andrò a recuperarla. Amo Battiato fin da quando ero bambina. Avevo sei o sette anni quando per la prima volta ascoltai “ La voce del padrone” e fu amore a prima vista o meglio a primo ascolto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Come ho già segnalato a Carlo, il link alla trasmissione è nel primo paragrafo del post. Ti consiglio di guardarla: merita. Ciao Caterina.

      Elimina
  6. Amo Battiato.

    Per seguire il tuo giochetto di affinità, ho sempre assiociato alla canzone fi Franco Battiato - Scalo A Grado la graphic novel di Hugo Pratt La casa dorata di Samarcanda.


    P.S.
    Jovanotti? Vabbè, ogni tanto le sue banalità ci possono stare.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, ma in questo caso ha detto una banalità vera.

      Elimina
  7. Bello e fluido questo tuo divagare.. mi hai fatto pensare, a proposito dell'amore per i fumetti, la mia passione per lo stufato di Nonna Papera, che non riuscivo proprio a far riprodurre alla mia mamma.. ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vabbe', dài, potevi fingere che fosse uguale :-)

      Elimina
  8. Ho visto la trasmissione dall'inizio alla fine senza perdermi un attimo, e sono rimasto incantato. E anche sorpreso a scoprire l'uomo Battiato raccontato dai suoi amici.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. È vero. Ha sempre dato l'idea di una persona schiva, introversa, solitaria, mentre invece nella realtà era tutto il contrario.

      Elimina

Vangelis (un ricordo)

Leggere della dipartita di Vangelis mi è dispiaciuto. Stimavo il grande compositore greco non solo e non tanto per la quantità di colonne s...