sabato 20 febbraio 2021

Menzogna e sortilegio

I primi due aggettivi con cui descriverei questo romanzo, il primo di Elsa Morante, sono monumentale e inattuale. Monumentale a causa della lunghezza, inattuale a causa del tipo di prosa, già caratterizzata da una certa, voluta arcaicità ai tempi in cui fu pubblicato, il 1948. Ma è inattuale anche perché completamente estraneo ai canoni che definiscono al tempo di oggi un romanzo, e cioè un riuscito concentrato di velocità, ritmo, mordente. Menzogna e sortilegio ha ben poco di tutto ciò e privilegia un tipo di narrazione più "lenta", riflessiva, che indulge quasi con protervia alla descrizione caratteriale dei personaggi e alle interazioni tra gli stessi. Ricorda un po' il Goethe de Le affinità elettive o il Dumas de Il conte di Montecristo, per capirci. Non è un libro facile, specie rapportato alla narrativa di intrattenimento odierna dei Wilbur Smith o dei Ken Follett, ma parte del suo fascino e della sua bellezza sta proprio in questo.

6 commenti:

  1. Ciao, questo non l'ho letto ma ho amato tantissimo "La storia" e ho proprio l'intenzione di rileggerlo in questi giorni.

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    1. Menzogna e sortilegio è l'unico libro che ho letto della Morante, ma ho sentito parlare molto anche de La storia, e non è escluso che in futuro lo legga.
      Ciao Andrea.

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    2. Per me La storia è uno dei romanzi piu' belli usciti in Italia nel secolo scorso. Da una certa critica di sinistra non fu tanto amato e ancora oggi stento a comprenderne le ragioni.

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    3. A questo punto mi hai incuriosito sul serio, vedrò di reperirlo quanto prima.

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  2. Io sono un innamorato di questo libro. Dopo averlo finito mi sono meravigliato di quanto sua ricca la nostra lingua, di quante parole esistano per trasmettere le migliaia di piccole e grandi sfumature diverse che hanno i sentimenti. Sembra un'altra lingua rispetto alla quasi totalità dei romanzi contemporanei. Consiglio assolutamente di leggerlo. Per me è un capolavoro.

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    1. Umberto Galimberti dice sempre che i libri di oggi non vanno letti, ma secondo me è un po' troppo tranchant come giudizio. Io divido le mie letture tra classici e contemporanei e a volte trovo cose pregevoli anche tra questi ultimi.
      Comunque sia, questo libro della Morante è molto bello e credo che ne leggerò altri suoi.

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