Ho spesso lasciato a metà e cestinato i miei racconti, quando li scrivevo, perché a volte, rileggendoli, li trovavo brutti, sconclusionati, infantili, privi di mordente, e adesso scopro che le stesse impressioni le provo leggendo alcuni racconti di Buzzati.
Intendiamoci, non mi paragono certo a lui, non intendo ridicolizzarmi, solo mi rendo conto che a volte, forse, sono stato troppo severo nei confronti delle mie, pur limitate, velleità narrative.
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
venerdì 27 novembre 2020
L'uccisione del drago
Ho appena terminato L'uccisione del drago, uno dei racconti di Dino Buzzati contenuti nel libro Sessanta racconti (ogni tanto, tra la fine di un libro e l'inizio del successivo, mi distraggo un po' leggendo altro).
Il racconto in questione l'ho trovato brutto, scadente: privo di mordente, infantile, sconclusionato, e poi quel finale tronco che praticamente è un non-finale.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Risvegli
Christa Pike, la donna sopravvissuta a due iniezioni letali in un carcere del Tennessee e trasferita poi urgentemente in ospedale, è tornata...
-
Nell'arena della campagna referendaria sulla riforma della giustizia è sceso in campo Alessandro Barbero, il quale ha pubblicato questo ...
-
La professoressa accoltellata da uno studente italiano e salvata da un altro studente originario del Congo, professoressa a cui va tutta la ...
-
Questo articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. No, non preoccupatevi, non sono impazzito. Si tratta di uno dei commenti ...
Be' è un racconto che si presta a mille interpretazioni, carico di simbolismi, io per esempio c'ho visto anche una forma di bullismo tra le righe, se ci mettiamo al posto del mostro qualcuno o qualcosa che riteniamo inferiore. Poi, naturalmente i giudizi sono sempre soggettivi...
RispondiEliminaPiù che bullismo, io ci ho visto crudeltà mista a sadismo senza simbolismi, ma è più che normale che ognuno ci veda del proprio.
Elimina