venerdì 29 marzo 2019

Regressioni

Dice Massimo Gandolfini, dal congresso della famiglia di Verona, che "Da un'unione donna-donna e uomo-uomo non nasce una vita, per cui non possono essere genitori". Ora, per carità, ognuno è libero di pensare ciò che vuole e di sbandierare ciò che pensa da qualunque pulpito. Mi chiedo però che valore abbia una manifestazione che si impernia su premesse totalmente errate. Non è infatti la biologia, come afferma Gandolfini, che dà la patente di genitore, non si è genitori perché si è copulato col partner e si è generata la vita, si è genitori perché ci si prende cura dei piccoli, si dà loro affetto, si risponde alle loro domande, si soddisfano i loro bisogni, e questa cose le può fare chiunque, non necessariamente i genitori biologici. Siamo proprio all'ABC, se chiedere queste cose a un ragazzino delle medie vi risponderà allo stesso modo.

Ma lasciamo perdere, si facciano pure il loro congresso dove se le cantano e se le suonano nel nome della famiglia naturale, dove per naturale intendono naturalmente papà e mamma con prole e felicemente sposati in chiesa, facendo finta di non sapere che se c'è una cosa che di naturale non ha niente è proprio il concetto di famiglia, che semmai è un prodotto culturale, dal momento che se vai in altre parti del globo e in altre culture trovi altrettante configurazioni famigliari.

Perché ho titolato così questo post? Perché, non so come dire, ma guardando un po' quello che succede in giro mi pare di cogliere segnali di regressione sociale e culturale evidenti. Magari se gli accadimenti vengono presi singolarmente è più difficile accorgersene, ma se li si mette insieme è più facile farsi un quadro dell'andamento generale. Il congresso di Verona, ad esempio, cos'è se non un ritrovo di nostalgici delle più arcaiche forme di patriarcato? Oppure prendete la legge sulla legittima difesa: non è un ritorno a un passato dove ognuno si faceva giustizia da sé in stile occhio per occhio e dente per dente, buttando nel cesso secoli di diritto? E la proposta in cui si parla di un'agevolazione della diffusione delle armi, cos'è se non un richiamo a quel Far-West dove ognuno girava con la sua bella pistola in tasca e risolveva con quella le sue diatribe? E si potrebbe continuare.

Boh, non so, magari sono io che invecchiando divento più pessimista e tendo a vedere cose che in realtà non ci sono, può darsi, e in fin dei conti sarei anche contento se fosse così.

2 commenti:

  1. Che tu stia diventando più pessimista o no, mi sa che hai ragione, eccome, caro Andrea.
    Grazie per aver allargato anche solo un po' lo sguardo.

    RispondiElimina

La casa senza ricordi

Di Donato Carrisi avevo letto, tempo fa, Il suggeritore e l'avevo trovato molto avvincente. Questo, invece, il suo ultimo romanzo, abba...